GOODNIGHT LAMP: COMUNICARE CON LA LUCE

GOODNIGHT LAMP: COMUNICARE CON LA LUCE

Nel 2005 esce un’installazione interattiva dell’artista messicano Rafael Lozano-Hemmer: due insegne luminose identiche ma distanti, con scritta la parola “Entanglement”. Il titolo del progetto fa riferimento al nome del fenomeno quantico per cui due atomi continuano a comportarsi come uno solo, nonostante la loro distanza. Un pulsante su ciascuna insegna le mette in relazione. Un gioco di corrispondenza non verbale.
Qualche anno dopo la designer canadese  Alexandra Deschamps-Sonsino inventa Goodnight lamp.
“Un professore ci lanciò una sfida: dovevamo progettare un oggetto che potesse essere d’aiuto a chi vive da solo. È stato quello (more…)

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BAIJI: PICCOLI PASSI VERSO LA CONSAPEVOLEZZA

 

 

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BAIJI: PICCOLI PASSI VERSO LA CONSAPEVOLEZZA

Di recente sono stata per la seconda volta al MiVeg, un festival etico decisamente interessante incentrato sul rispetto della vita e sulla consapevolezza. Quest’anno si è svolto nella splendida Villa Arconati di Bollate, una location davvero incantevole nonostante la pioggia scrosciante. Personalmente adoro queste manifestazioni: vado matta per bancarelle, incensi, stuzzichini e monili vari!  Si curiosa, si assaggia, si sperimenta e si ascolta tutto quello che di nuovo ha da offrirci il mondo veg ed è molto utile per scovare prodotti alimentari sempre nuovi da introdurre nella nostra dieta, in sostituzione di carne, pesce o formaggi. Inoltre si scoprono ottimi prodotti biologici non testati sugli animali, per la casa, per la cucina, per la cura del viso e del corpo. Per non parlare dei cosmetici. (more…)

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ITALDENIM: IL RISPETTO SI TINGE DI BLU

 

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ITALDENIM: IL RISPETTO SI TINGE DI BLU

Tessuto “animal free”, facile da portare, versatile, adatto a ogni stagione, il denim è un “evergreen” per eccellenza. Si è evoluto negli anni, riproposto e rielaborato ciclicamente dagli stilisti in tutte le sue varianti, forme e colori: da semplice pantalone da lavoro a tuta, camicetta, abito, giubbino, capo spalla o accessorio di tendenza. Alzi la mano chi non possiede un paio di jeans o una camicetta denim nel proprio armadio! Ovviamente nessuno… E se amate la moda, saprete perfettamente che per questa stagione 2016/2017 il denim è un vero e proprio must, un protagonista incondizionato delle più recenti collezioni, un capo di cui è impossibile fare a meno a prescindere dallo stile con cui lo si indossa. Quello che forse non sapete però è che il tipico colore blu che lo contraddistingue (more…)

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ALYAKA: ALTERNATIVE ETICHE AI COMUNI COSMETICI

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ALYAKA: ALTERNATIVE ETICHE AI COMUNI COSMETICI

Parlare di bellezza e di cosmesi non sempre coincide con una visione di rispetto e di eticità. Esiste un lato oscuro in questo settore che parte in primis dalla sperimentazione dei prodotti sugli animali, con test che spesso rappresentano una vera e propria tortura, fino ad arrivare all’uso indiscriminato di sostanze nocive all’interno dei cosmetici, che a lungo andare possono causare gravi danni alla nostra pelle e alla nostra salute. Ad oggi esistono alternative etiche per la creazione di prodotti di bellezza sicuri e cruelty free e sempre più aziende stanno abbracciando questa filosofia di rispetto verso gli animali, l’ambiente e i consumatori. A tal proposito, qualche settimana fa ho ricevuto una mail inaspettata e molto gradita dall’assistente editoriale di un importante rivenditore britannico di prodotti di bellezza naturali e biologici (more…)

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REWILDER BAGS: PROTEGGIAMO IL PIANETA

 

 

 

 

 

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REWILDER BAGS: PROTEGGIAMO IL PIANETA

Parlare di riutilizzo, di riciclo, di rispetto per il pianeta così come di etica animale, in abbinamento ad accessori moda di grande tendenza, sembra ormai essere un vero e proprio “must”. Che sia per “missione” o per “marketing” poco importa se serve in ogni caso a raggiungere lo stesso traguardo: un radicale cambiamento di mentalità… Il brand di cui vi parlo oggi arriva direttamente da Los Angeles ed è tanto etico quanto geniale! Rewilder infatti realizza le sue borse riciclando – udite, udite – un particolare tessuto utilizzato dalle fabbriche di birra americane, per filtrare orzo e luppolo. Questo materiale si presta perfettamente alla creazione di borse: è morbido, leggero e molto resistente. Se pensiamo che ogni anno (more…)

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EYECANDY LAB: PEZZI UNICI NATI DAL CASO

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EYECANDY LAB: PEZZI UNICI NATI DAL CASO

Ogni volta che si appresta a lavorare, Alessandra guarda a lungo i materiali che ha deciso di plasmare, ne osserva le caratteristiche e inizia a fantasticare sull’oggetto che potranno diventare…: un anello, un orecchino, un ciondolo. Il caso, o meglio, la creatività in itinere daranno la risposta. Apprese alcune tecniche base di oreficeria, la voglia di sperimentare si faceva sempre più insistente; così, dopo un inizio un po’ per gioco su un banchetto di casa, Alessandra ha deciso di aprire, insieme ad altre due ragazze, un piccolo laboratorio nel cuore di Torino. A metà tra un’artista e un’artigiana, lo spazio EyeCandy Lab di via Mazzini 39, vede nascere accessori splendidi realizzati con argento etico, (more…)

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ORIGINE: 4 BORSE ETICHE, 4 DONNE SPECIALI

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ORIGINE: 4 BORSE ETICHE, 4 DONNE SPECIALI

Le Olimpiadi sono da poco terminate, regalandoci grandi emozioni e soddisfazioni. E quale miglior occasione per raccontarvi della “neonata” collezione cruelty free firmata Origine, dedicata a 4 donne speciali, 4 grandi atlete che hanno scelto un approccio vegan alla vita. Si chiamano Fiona, Meagan, Venus e Serena, proprio come la maratoneta Fiona Oakes (vegetariana a 6 anni, vegana dall’età di 12, vincitrice della maratona al Polo Nord nel 2013), la pattinatrice canadese Meagan Duhamel (vegana dal 2008 e vincitrice dell’argento alle Olimpiadi Invernali di Sochi nel (more…)

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FUNGHI: UNA SCOPERTA PER LA MODA ECOSOSTENIBILE

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FUNGHI: UNA SCOPERTA PER LA MODA ECOSOSTENIBILE

Qualche settimana fa, all’interno della mia rubrica di moda cruelty-free in onda su Radioveg.it, vi ho parlato di un materiale innovativo, simile alla pelle scamosciata ma 100% animalfree, usato per produrre borse, scarpe e cappelli. Si chiama Muskin, nome creato dalla crasi tra le due parole inglesi: “mushroom” (fungo) e “skin” (pelle). Infatti il tessuto in questione viene realizzato in Italia dalla Grado Zero Experience, proprio con la pelle estratta del cappello del fungo. Può essere lavorato esattamente come la pelle animale con la differenza che è totalmente di origine vegetale; è del tutto atossico e può quindi essere impiegato per (more…)

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EFFEBIQUATTRO: DESIGN ETICO DIETRO OGNI PORTA.

EFFEBIQUATTRO: DESIGN ETICO DIETRO OGNI PORTA

E’ risaputo che gli antichi romani credessero in molteplici divinità. Ma forse non tutti sanno che una di queste era Giano, Dio delle porte, dei passaggi e delle soglie, ma anche dei viaggi e dell’inizio di una nuova vita. Da sempre romanzi, citazioni, rappresentazioni artistiche traggono spunto da questo elemento: del resto, cosa c’è di più intrigante e misterioso di una porta, chiusa o socchiusa che sia…? William Blake diceva: “Quando le porte della percezione si apriranno, tutte le cose appariranno come realmente sono: infinite”… (more…)

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IN THE MOOD OF SUMMER: SPOPOLA IL COLOR PESCA

IN THE MOOD OF SUMMER: SPOPOLA IL COLOR PESCA

Ormai ci siamo: ancora pochi giorni e potremo partire per le tanto sospirate vacanze estive! Mare, sabbia, relax, serate infinite sulla spiaggia… Invece del solito bianco, colore dell’estate per eccellenza, vorrei suggerirvi una sfumatura un po’ diversa: ORANGE PEACH, un rosa aranciato, ormai entrato nella top ten delle sfumature trendy della stagione 2016, che ricorda molto la buccia vellutata di una pesca. Una sfumatura che sta bene su qualsiasi carnagione: perfetta per esaltare il colorito ambrato conquistato in spiaggia, ma piacevole anche per enfatizzare il pallore di chi ancora non ha goduto dei benefici del sole. Allora… buone vacanze a tutti, Ethical friends!

 

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22 NUMERO IMPORTANTE PER IL PIANETA: LE INIZIATIVE

 

22 NUMERO IMPORTANTE PER IL PIANETA: LE INIZIATIVE

Il 22 marzo e il 22 aprile sono rispettivamente le giornate mondiali dell’Acqua e della Terra, riconosciute dall’Unesco. Le celebrazioni, che si tengono ogni anno, sono volte a sensibilizzare l’umanità al rispetto, al consumo consapevole delle risorse e alla salvaguardia del Pianeta. Mai come in questi ultimi periodi, il tema della salvaguardia è diventato prioritario. I brand, sempre più attenti a limitare gli sprechi, hanno iniziato da qualche tempo a creare iniziative dedicate. Uno dei primi a farlo è stato Giorgio Armani che, già nel 2011 lanciò Acqua for Life, una campagna umanitaria su scala globale che parte da una considerazione tanto ovvia quanto necessaria: l’acqua è l’elemento più importante che possediamo; senza di essa, il ciclo vitale di qualsiasi essere sarebbe prettamente impossibile. Ecco perchè l’idea di un progetto dedicato al tentativo di fornire acqua a tutti. Vi è la possibilità di partecipare in diversi modi, (more…)

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TIZIANO GUARDINI: LA SETA NON VIOLENTA E’ UN MUST

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TIZIANO GUARDINI: LA SETA NON VIOLENTA E’ UN MUST

Se siete assidui lettori di questo blog, ormai lo conoscerete: lui è Tiziano Guardini, eco-stilista della natura dall’inesauribile creatività, capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca. Nelle sue creazioni nulla è lasciato al caso. I materiali etici e altamente innovativi utilizzati da Tiziano si fondono perfettamente con il concetto di alta moda sostenibile, creando un sodalizio inscindibile tra etica ed estetica in grado di enfatizzare il messaggio di coesione tra uomo e natura. Come nel caso della sua ultima collezione Autunno-Inverno 16/17 interamente realizzata in seta non violenta o Ahimsa Silk (in cui il filato viene lavorato solo dopo che il baco, divenuto farfalla, ha abbandonato il bozzolo) con cui ha partecipato al prestigioso International Hempel Fashion Awards, in occasione del (more…)

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VERDURA SHOES: DALLE RETI DA PESCA, ALLE SCARPE

 

VERDURA SHOES: DALLE RETI DA PESCA, ALLE SCARPE

Voglio condividere con voi questo bellissimo progetto, totalmente italiano: Verdura Shoes. No, non sono scarpe fatte di cavoli o carote… Credo che il modo migliore per spiegarvelo sia mostrarvi le immagini del video che hanno girato per portare avanti la loro capagna di crowfounding. Se volete saperne di più, visitate direttamente la pagina di Kickstarter, in cui viene illustrato il progetto, l’articolo, i modelli e dove potrete anche aderire attivamente, facendo la vostra donazione o acquistando un paio di scarpe. Se verrà raggiunta la quota necessaria, le scarpe saranno messe in produzione e voi riceverete una mail in cui vi chiederanno dati e l’indirizzo per recapitarvi il vostro paio di scarpe. (more…)

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GIOIELLI LOROETU: UNA SPLENDIDA FAVOLA MODERNA

GIOIELLI LOROETU: UNA SPLENDIDA FAVOLA MODERNA

Oggi vorrei raccontarvi una favola… Non la solita storia, ma una favola moderna che sicuramente non conoscete. “C’erano una volta due sorelle disposte a credere nei sogni, nella bellezza, nel rispetto verso la natura e nelle storie a lieto fine. Monica e Sabrina erano nate e cresciute a Milano, una grande città ricca di stimoli e di spunti che soddisfaceva la loro innata creatività ma che, ahimé, risultava molto lontana dal loro concetto di “natura”. Seguendo la sua passione per i gioielli la prima delle due sorelle, Monica, nel 2005 si trasferì a Valenza per imparare l’arte orafa e lì, accompagnata da una musica soave, dai ritmi soffici e profumati della natura, (more…)

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PASLY ART DESIGN: LA NATURA SI FA GIOIELLO

PASLY ART DESIGN: LA NATURA SI FA GIOIELLO

Nell’ultimo post vi ho parlato della canapa, mostrandovi un impiego decisamente più glam di questo straordinario filato. Dopo questa lunga pausa forzata (di cui chiedo venia) dovuta ad un problema di salute del mio bimbo più piccolo (ora fortunatamente risoltosi), rieccomi qui con voi, a parlarvi ancora di canapa e di una giovane designer che spesso la utlizza nella creazione dei suoi gioielli ispirati dalla natura. Pasqualina Tripodi, in arte Pasly (nome datole dalla celeberrima Marta Marzotto), è una giovane calabrese diplomatasi orafa e divenuta poi ingegnere del gioiello, attraverso un master conseguito presso il Politecnico di Torino. Affinando le sue (more…)

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CANAPA: UNA FIBRA PREZIOSA TUTTA DA SCOPRIRE

CANAPA: UNA FIBRA PREZIOSA TUTTA DA SCOPRIRE

Quando si parla di tessuto o di indumento fatto di canapa si pensa più che altro a comode t-shirt da portare in casa o per fare Yoga; a quei calzettoni estremamente morbidi e caldi da indossare sul divano la sera, guardando la tv; oppure a quelle shopper dal colore indefinito, ma molto duttili, da portare ripiegate in borsa caso mai servissero… Bene, dimenticatevi di tutto questo. Perché oggi vi voglio presentare una nuova versione della canapa, questa pianta incredibilmente versatile dalle molteplici virtù, introdotta persino sulle passerelle dell’alta moda. In effetti veniva da chiedersi come mai una fibra così nobile, capace di trasfomarsi in un tessuto liscio come la seta, resistente agli strappi, calda, assorbente, con proprietà antifungine e antibatteriche, non venisse (more…)

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ORGANIC CHAIR: KARTELL AL SALONE DEL MOBILE 2016

ORGANIC CHAIR: KARTELL AL SALONE DEL MOBILE 2016

Tra le mille novità che il Salone del Mobile di Milano presenta ogni anno, ci piace parlare prima di tutto del progetto di Kartell firmato da Antonio Citterio: la nuova sedia Organic Chair.
Oltre che per la qualità del progetto e l’alto valore estetico, Organic Chair affascina per l’utilizzo di un materiale rivoluzionario nel campo della scelta del materiale.  BIODURA™ è una materia prima è di natura organica derivata da fonti rinnovabili vegetali che non vanno ad interferire con la produzione di generi alimentari. Con un processo biologico i materiali di scarto una volta “aggrediti” da microrganismi danno origine a una biomassa che è simile alla plastica. (more…)

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NEELA VERMEIRE CREATIONS: L’INDIA SULLA PELLE

NEELA VERMEIRE CREATIONS: L’ INDIA SULLA PELLE

Si è conclusa l’ottava edizione di Esxence – The Scent of Excellence, l’appuntamento che Milano dà ai professionisti della profumeria internazionale. L’edizione 2016 ha visto oltre 7000 visitatori e 206 marchi espositori. Tante le novità e i workshop tematici tenuti da esperti nasi o profumieri. Moltissima offerta e bombardamento sensoriale che giunge da ogni dove. In un sabato che promette pioggia colgo l’occasione per visitare la fiera. Inizio a vagare svogliatamamente tra gli stand, finchè vengo attratta da un corner pieno di rose fiorite, mi fermo; Incontro Neela, una donna originaria di Calcutta che vive a Parigi. Quattro anni (more…)

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ALCE NERO & LIFEGATE: EQUILIBRIO E MOVIMENTO

 

ALCE NERO & LIFEGATE: EQUILIBRIO E MOVIMENTO

Esiste una profonda differenza che intercorre tra il concetto di “sfamarsi” e quello di “nutrirsi”: si può essere sazi senza essersi realmente nutriti e appagati. In una società industrializzata come la nostra, inquinata da cibi raffinati, da pubblicità ingannevoli che trasmettono nozioni fuorvianti fin dalla prima infanzia, che per anni hanno promosso e sostenuto una piramide alimentare che vedeva i carboidrati raffinati come base di una corretta nutrizione, è normale che questa distinzione sia stata dimenticata. Il cibo ha da sempre una valenza molto forte sulle emozioni e i sui sentimenti, un legame ancestrale che parte già dal grembo materno in grado di influenzare e determinare molte delle nostre scelte future. Il filosofo Ludwig Feuerbach sosteneva che “noi siamo ciò che (more…)

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AB AETERNO: OROLOGI BELLI PER NATURA

AB AETERNO

 

AB AETERNO: OROLOGI BELLI PER NATURA

“AB AETERNO” è un’espressione che deriva dal latino e che significa “dal passato”. Era infatti consuetudine degli antichi realizzare utensili e oggetti di ogni tipo con il legno. La scelta del nome latino è assolutamente evocativo e valorizza le origini italiane del brand, origini che da sempre sono sinonimo di tradizione, gusto e artigianalità in tutto il mondo. Una spirale stilizzata rappresenta il logo dell’azienda, richiamando i cerchi concentrici racchiusi all’interno dei tronchi degli alberi, come a voler raffigurare il tempo che passa e che lascia la sua traccia. AB AETERNO è una giovane azienda che realizza splendidi orologi da polso eco-sostenibili Made in Italy dotati di movimento svizzero. Creata quasi per gioco da Marco Tommasoni nel 2012 dopo un viaggio in Australia, ha ottenuto in (more…)

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CRUELTY FREE FASHION: INTERPRETAZIONE DELLA NATURA

CRUELTY FREE FASHION: INTERPRETAZIONE DELLA NATURA

La Natura da sempre ispira la creatività umana, la influenza con sfumature e accostamenti meravigliosi, degni del miglior quadro di un grande artista. Tra i colori delle prossime stagioni 2016/2017 troveremo nuovamente il verde: un verde acceso, vitale, in tutte le sue sfumature. I tessuti saranno quanto mai naturali e non si limiteranno al classico cotone o al lino: la canapa infatti sarà la nuova protagonista delle prossime stagioni P/E ma anche A/I. Utilizzata persino nelle recenti sfilate d’alta moda da celeberrimi stilisti come Ermanno Scervino per la sua collezione uomo, la canapa troverà nuova vita in capi eleganti e di grande tendenza. Se volete scoprirne di più, non perdetevi il prossimo numero di Funny Vegan con la nostra rubrica di moda luxury cruelty free. #ingoodwetrust

 

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FIORI E STRISCE: PER TAGLIATELLE SPECIALI

 

FIORI E STRISCE: PER TAGLIATELLE SPECIALI

Eccomi qui, sono Lisa. Mi presento, dato che questo è il mio primo post su Ethical-Code. Oggi si avvera un piccolo sogno: parlare di moda e di cibo. Ho studiato al politecnico e mi sono laureata nel 2003 con una tesi sul lusso. Ho disegnato scarpe da donna per circa 13 anni. La moda, le scarpe, il lusso sono temi che hanno ossessionato le mie giornate e, a volte, anche le mie notti…insonni! Adoro gli oggetti belli, la magia dei colori e delle forme, il gioco dei materiali e delle consistenze; ho amato tanto il lavoro che sta dietro a una collezione, quello che nessuno vede ma che si può solo percepire, quella luce speciale, quella polvere di fata che ti fa innamorare di un capo, di un outfit, di una tendenza. Poi sono “uscita dal tunnel”, come mi piace dire… La mia coscienza e i casi della vita mi (more…)

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ETHICAL FASHION EVENT: IL FILM

ETHICAL FASHION EVENT: IL FILM

Un ringraziamento speciale ai partner e a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento: a Liquidflora, a NutracentisBio, all’ Azienda Agricola Monzio Compagnoni, alle allieve dell’ Istituto CFP di San Giovanni Bianco dirette dalla professoressa Luciana Gervasoni, a Lisa Bozzato di Lisa Bi Veg Cook, a ShopSaman, alle modelle e ai ballerini che hanno interpretato meravigliosamente le collezioni degli stilisti. Un grazie di cuore a tutti. Buona visione! #ingoodwetrust

 

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Video by MRK Productions – Alberto Osella

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ETHICAL FASHION EVENT: I BRAND

 

ETHICAL FASHION EVENT: I BRAND

Coprotagonisti del nostro secondo Ethical Fashion Event, i brand luxury cruelty free che hanno partecipato in qualità di main sponsor, impreziosendo le collezioni o semplicemente esponendo le nuove anticipazioni di stagione nel corner a loro dedicato. Anche a loro va un ringraziamento speciale per aver reso possibile tutto questo e per aver dimostrato, attraverso i loro accessori, come sia possibile vestire bene, con eleganza e raffinatezza pur abbracciando una filosofia di rispetto per la vita e per il pianeta. Ringraziamo di cuore Origine, con la sua splendida linea di borse ispirate ad una donna contemporanea forte ed esigente;  Zette, con le sue calzature donna dai toni metallizati e dalle linee super glam; Opificio V Milano, con le sue calzature donna dal design classico e di tendenza in anteprima per noi, e per la sua collezione Black Label che rappresenta indubbiamente l’evergreen dell’eleganza maschile. Fieri di avervi avuti con noi in questo secondo evento moda, dedicato alla donna etica. #ingoodwetrust

 

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Photo by Dario Agrillo Photo

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ETHICAL FASHION EVENT: LE COLLEZIONI

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ETHICAL FASHION EVENT: LE COLLEZIONI

E’ con grande orgoglio che vi presento finalmente le tre splendide collezioni eco-sostenibili e cruelty-free che hanno caratterizzato il nostro secondo Ethical Fashion Event. Dimostrazione concreta del fatto che concetti come etica, bellezza, femminilità e buongusto oggigiorno possano coesistere armonicamente senza mortificare o impoverire l’essere donna. Fieri di questa splendida esperienza, ringraziamo nuovamente i tre stilisti: Ugo Masini, Tiziano Guardini, Francesco Romualdo Mr Ciaccia. #ingoodwetrust

 

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ETHICAL FASHION EVENT: MODA E RISPETTO

 

ETHICAL FASHION EVENT: MODA E RISPETTO

A breve prenderà vita il nostro secondo Ethical Fashion Event, a chiusura del Milano Fashion Week, in una location metropolitana volutamente in contrapposizione con lo stile delle tre collezioni in passerella. Tre stilisti etici, ispirati dalla Natura e dal rispetto per la vita, presenteranno tre diversi stili di donna odierna, consapevole ed empatica. Grintosa e contemporanea per Ugo Masini; romantica e sensibile per Tiziano Guardini; femminile e fiabesca per Francesco Romualdo Mr Ciaccia. Tessuti animal free derivati per lo più da scampoli di scarto contraddistinguono le collezioni dei due designer Ugo e Francesco, che condividono la filosofia del “non spreco”, dell’ecosotenibilità, ma anche della forza dell’artigianalità ormai dimenticata. Linee eteree e leggere (more…)

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DESIGN PER BAMBINI: LEGO GIAPPONESE DI KUMA

DESIGN PER BAMBINI: LEGO GIAPPONESE DI KUMA

Ecco l’ultima creazione dell’archistar giapponese Kengo Kuma: un giocattolo per bambini (e adulti!) composto da una serie di blocchi di legno a forma triangolare. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Organizzazione per la Conservazione delle foreste More Trees.
Il gioco è realizzato in legno di cedro giapponese ed è stato descritto come la versione giapponese di Lego. Il design minimalista di ogni blocchetto di legno, chiamati in giapponese “Tsumiki”, consente innumerevoli configurazioni e diverse disposizioni. I pezzi possono essere facilmente smontati e impilati di nuovo.
“Ho amato Tsumiki tutta la mia vita, sin da quando ero un ragazzino. E il mio sogno si è avverato. Ho progettato io stesso uno Tsumiki, di un tipo che non era esistito prima”, ha detto in un comunicato Kuma. “Il kit non è pesante, come un blocco di legno, ma leggero, un sistema trasparente proprio come quello che si vede nell’architettura tradizionale giapponese.”
Il kit di costruzioni di Kuma è disponibile in tre diverse misure: da 7, 13 o 22 pezzi.

 

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VEGAN MAN: UN ATLETA DAL CUORE GRANDE

VEGAN MAN: UN ATLETA DAL CUORE GRANDE

Oggi vi parlo di un personaggio davvero incredibile, un ragazzo tenace, sportivo professionista, che ha fatto di una scelta etica la sua filosofia di vita. Fino a qualche settimana fa, lo ammetto, non sapevo chi fosse: non sono ferrata sul Cross-Triathlon, pur amando lo sport, né tanto meno sugli atleti che lo particano… Stavo girando distrattamente tra gli scaffali di Eataly guardando alcuni libri di cucina veg, quando ho visto quella copertina: un giovane “hipster” dallo sguardo deciso, con una magletta a righe e in testa una bandana nera (molto piratesco!), intento a cucinare un piatto misterioso in una cucina colma di verdure fresche. Titolo del libro: “VEGAN MAN – il manuale vegan perfetto per atleti, appassionati e sportivi dilettanti“. Non ho resistito e cominciato a sfogliarlo… Era chiaro da subito che non si trattasse del solito libro di cucina vegana. Qua e là spuntavano foto bellissime di questo ragazzo dalla lunga barba curata: in bicicletta, in tenuta da running, immerso nella natura, in compagnia di un dolcissimo Husky e poi avvolto dai flutti… Ero come ipnotizzata: non riuscivo a smettere di sfogliare le pagine. Tra un capitolo e l’altro c’erano sezioni di esercizi, divisi per grado di preparazione atletica e immagini coloratissime di piatti appetitosi, sapientemente preparati… Superfluo dire che pochi minuti dopo ero alla cassa con il mio nuovo acquisto in mano!

Fabrizio Bartoli, toscano doc con la passione per la montagna e lo sport di resistenza, è un atleta che sin da ragazzino si è cimentato e distinto in varie discipline: prima nel tennis, poi nell’aplinismo, partecipando a spedizioni sulle Ande, sul Kilimangiaro e persino sull’Himalaya, confermandosi per ben due anni consecutivi nei primi 15 ai campionati italiani. Successivamente, Fabrizio si è avvicinato al Duathlon per poi approdare definitivamente nel 2013 al Cross-Triathlon e nell’ Ironman 70.3, due tra le discipline sportive più impegnative e sfiancanti a livello fisico, piazzandosi sempre nella Top Ten a livello internazionale. Ma cosa rende così speciale questo giovane atleta, oltre alle continue conferme in campo agonistico? La sua dieta. Fabrizio infatti, dopo le canoniche otto ore di allenamento quotidiano, torna a casa, si fa una bella doccia e invece di addentare una chianina da 2 kg recupera le energie cibandosi di cereali integrali, legumi, frutta e verdura di stagione. E io lo trovo fantastico! Vegano da moltissimi anni, scelta dettata principalmente per questioni etiche, Fabrizio Bartoli rappresenta l’ennesimo esempio di come sport agonistico, amore per gli animali, benessere fisico e alimentazione vegana possano coesistere senza alcun problema. Credo che lo spirito di questo ragazzo, la sua voglia di libertà, di andare controcorrente sfidando le mode e le ottuse convenzioni, meriti rispetto e divulgazione. Così come la pacatezza e la mancanza di aggressività con cui lancia il suo messaggio di rispetto nei confronti degli animali. E come scriveva Michele Lessona: “Volere è potere”…e Fabrizio ne è sicuramente la prova vivente!

PS… due giorni dopo l’acquisto del libro “VEGAN MAN” ho contattato il “misterioso ragazzo hipster” per fissargli un’intervista per il blog e per Radioveg.it! Quindi, se volete saperne di più, continuate a seguirci! (non vedo l’ora che sia lunedì per poter stringere la mano a Fabrizio e tempestarlo di domande!!!) ^_^  #ForzaFabrizio #ingoodwetrust

 

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Image source: Fabrizio Bartoli – Franco Fasciolo

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IN THE HEART: TRA ARTE E DESIGN

IN THE HEART: TRA ARTE E DESIGN

Vorrei segnalarvi una bellissima iniziativa: una mostra che nasce dal cuore e che arriva direttamente all’anima, a cui parteciperà anche Silvia Beccaria, talentuosa ed eclettica artista di cui vi abbiamo parlato presentando le sue splendide gorgiere, spesso realizzate con insoliti materiali, estranei alle consuetudini tessili. “In the Heart” tra Arte e Design, a cura di Domenico Iacacà, si terrà dal 7 Febbraio al 3 Aprile 2016 a Roma, presso La Casina delle Civette – Musei villa Torlonia. La mostra rappresenta soprattutto un invito rivolto a tutti noi, distratti fruitori dell’oggi, a rispettare quanto di più prezioso ci circonda. Da una dualità antica che rimanda alle radici dell’arte, alla contemporaneità delle installazioni creative di quattro artisti, Silvia Beccaria, Evandro Gabrieli, Silvia Granata, Sabine Pagliarulo, terra e tessuti saranno in mostra, in una dimensione quasi intima poiché nata dal cuore – “in the heart”. Fibre naturali intrecciate a comporre gli abiti così come terra, essiccata e cotta, a contenere i cibi; equilibri cromatici che fanno di ogni abito in un’opera a sé e superfici incise, coperte di incavi ed escrescenze, modulate con argille diverse che trasformano una ciotola da una semplice forma d’uso ad un oggetto decorato. “Stimolo formale”, come scrive il curatore Domenico Iaracà, “e non oggetto di semplice mimesi, le forme naturali hanno un valore simbolico ed estetico: ecco quindi i gusci di Sabine Pagliarulo e gli steli di Evandro Gabrieli, le creature di Silvia Beccaria e la rarefazione cromatica delle forme organiche di Silvia Granata.” Dalle radici di un’arte lontana nel tempo all’odierna ricerca, forme e significati si intrecciano e si ripropongono sempre attuali nel messaggio e nello stupore che riesce a suscitare nell’artista. Dalla loro visione privilegiata emerge un chiaro messaggio di rispetto verso la natura che ci circonda.

 

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COLOR TRENDS 2016: I MUST PRIMAVERA/ESTATE

COLOR TRENDS 2016: I MUST PRIMAVERA/ESTATE

Anche se il freddo si fa ancora sentire, un vago sentore di primavera aleggia nell’aria: le giornate lentamente si allungano, il sole splende sempre più di frequente nel cielo limpido e l’aria comincia a profumare di fiori: come per incanto ci proiettiamo nella prossima stagione, ossia nella PE 2016. E prontamente la nostra Marta Rocca, giovane stilista attenta a tutti i trends e alle anticipazioni di stagione, ci riassume con il suo moodboard la scelta fatta da Pantone e dal suo color report 2016, in cui decreta quali saranno i colori moda della Primavera/Estate 2016. I toni scelti per la stagione primaverile sono tenui ma al tempo stesso decisi, una palette pastello decisamente chic che si ispira ai colori tipici del cielo d’estate: dall’azzurro “Serenity al pesca “Echo”, dal blu “Snorkel” al grigio “Lilac”, dal giallo “Buttercup” fino ad arrivare al passionale rosso “Fiesta”. Pantone ha comunque specificato che il rosa e l’azzurro saranno i due capisaldi di stagione e noi ve li abbiamo voluti presentare così. Ma vediamoli nel dettaglio: l’ azzurro “Serenity”, arioso e leggero, è una sfumatura tra il blu e l’azzurro chiaro estremamente rilassante che infonde appunto serenità, come il suo nome; il rosa “Quartz”, suadente ma delicato, è una nuance che infonde un senso di compostezza ma al tempo stesso di libertà, riportando la mente agli inizi di primavera, ai boccioli in fiore, ai tramonti romantici e sereni. Personalmente non amo i toni pastello, troppo tenui e delicati, ma le sfumature proposte per questa nuova stagione 2016 hanno indubbiamente carattere e si discostano dal classico rosa confetto e  dall’azzurro bon-bon a cui siamo stati abituate fin da bambine. Quindi, largo ai colori pastello e naturalmente alla fantasia degli accostamenti. Prevedo una primavera-estate estremamente… rilassante! ^_^

 

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CARTINA SHOES: LE SNEAKERS FATTE DI CARTA

CARTINA SHOES: LE SNEAKERS FATTE DI CARTA

Chi ha detto che la moda non possa essere etica, cruelty-free ed ecosostenibile? Io no di certo, lo sapete… Bene. Allora preparatevi, perché il brand che vi presenterò in questo post vi farà rimanere letteralmente senza parole! Trattasi ancora una volta di una Start Up 100% Made in Italy, che ha deciso di portare avanti un progetto davvero unico: far approdare un materiale inusuale nel mondo del fashion… CARTINA – made in paper nasce nel 2014, dall’incontro dell’imprenditore Maurizio Colucci e dal professionista del settore moda Mirko Paladini, con la volontà di realizzare una calzatura alternativa realizzata utilizzando un materiale totalmente inedito per una scarpa: la carta riciclata! Ad oggi è la prima e unica azienda al mondo ad aver brevettato sistemi e materiali per produrre industrialmente calzature con questo originale materiale. Due anni d’intensa attività di ricerca hanno portato allo sviluppo di un processo produttivo unico in grado di fondere perfettamente le peculiarità della carta alla tecnica di lavorazione. Nasce così una scarpa che ha tutte le caratteristiche estetiche e funzionali proprie di una in pelle, senza replicarne i danni ambientali di produzione. Cartina è proprietaria di marchi e brevetti internazionali, che proteggono questa particolare tecnica produttiva, così come l’esclusività del prodotto. Filo conduttore della produzione di questa azienda è l’artigianalità del prodotto e la continua volontà di sperimentare, proponendo modelli innovativi per filosofia e realizzazione. Nelle collezioni vige infatti una totale sperimentazione per sfruttare al massimo l’ecletticità della carta. Ad essa, in questi anni il brand ha affiancato altri materiali dall’anima green e cruelty-free, creando intrecci fortemente espressivi: intrecci di carta velluto, effetti trapuntati, patchwork. Perché essere moderni significa anche tener conto del futuro, non solo il futuro fashion, ma soprattutto quello del pianeta. Ed è per questo che Cartina sposa un concetto di moda in sintonia con progresso e sostenibilità, unendo alla ricerca estetica un design fortemente consapevole. Da qui la scelta netta di non utilizzare prodotti di origine animale (e quindi cuoio, piume, pelle o pellicce) a favore di un meteriale totalmente ecostostenibile come la carta riciclata. Inserita e certificata nell’elenco Animalfree di LAV tra le aziende con il punteggio più alto (VVV+), Cartina fa un ulteriore scelta etica impegnandosi ad utilizzare a breve energia verde e rinnovabile in tutti i suoi store, uffici e laboratori. Anche gli allestimenti realizzati in materiali riciclati e riciclabili al 100% aggiungono ai valori di qualità e design quello della sostenibilità ambientale. Nessun limite quindi per queste originali calzature… solo la voglia di creare! E allora: Be different, wear Cartina! #ingoodwetrust

 

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Image source: Cartina Gallery

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LIGNEAH: QUANDO LA PELLE E’ DI LEGNO…

LIGNEAH: QUANDO LA PELLE E’ DI LEGNO…

Una start-up italiana rivoluziona il mondo dell’accessorio. Possibile? E’ settembre 2012 quando Marta Antonelli, neo diplomata allo IED con una specializzazione in design per scarpe e accessori, fonda insieme al padre MyMantra srl, detentrice del brevetto Ligneah, una fibra di legno studiata e prodotta in Italia con materiali laser altamente tecnologici. Fin da subito è nata l’idea di creare una linea di accessori, in particolare di borse, che prenderanno il nome di OOD. Un’ampia proposta di linee accompagnano la donna da mattina a sera, mentre la bellezza delle pochette obbliga all’uscita serale con le amiche! La palette di colori è in grado di soddisfare qualsiasi necessità, dai classici nero e blu, sino ai toni maculati e, perchè no, pitonati! La morbidezza della fibra, finemente lavorata a laser rende difficile credere si tratti di acero, betulla, bolivar o frassino, eppure è così. Curioso come questa illusione ottica rimanga percepita anche al tatto; lo spessore è quello di un tessuto, la morbidezza e plasticità, contrapposti ad una ottima resistenza rendono il prodotto davvero eccezionale.

Non dimentichiamo però che, proprio come per la pelle, la fibra di legno può essere impiegata per qualsiasi tipo di accessorio, dal portafogli alla scarpa. Proprio per le naturali caratteristiche di traspirabilità e resistenza all’acqua, le scarpe vantano performance che una qualsiasi pelle si sognerebbe!!

L’azienda vanta una sostenibilità ad altissimi livelli, tanto che per ogni albero è possibile realizzare 200 borse e 150 paia di scarpe; per ogni prodotto venduto poi, grazie alla collaborazione con Tree-Nation, viene piantato un albero in Nigeria e Burkina Faso, restituendo così, in termini percentuali circa il 350% in più rispetto a ciò che viene consumato.

Numerosi i riconoscimenti che hanno accompagnato lo sviluppo di OOD, non da ultimo l’iserimento nell’elenco Animalfree di LAV legato alla moda sostenibile.

Ancora una volta l’Italia si conferma protagonista della rivoluzione etica.

 

Post by Maria Chiara

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NR RAPISARDI: STRETCH YOUR LIFE!

NR RAPISARDI: STRETCH YOUR LIFE!

E’ sempre un piacere per me poter leggere storie come questa. Storie che parlano di una consolidata realtà aziendale che decide di cambiare la sua filosofia, di produrre con maggior rispetto, continuando a lavorare con la stessa cura ma stravolgendo la scelta dei materiali. NR RAPISARDI, il brand fiorentino che coniuga la tradizione manufatturiera toscana e la ricerca di nuovi stili e materiali, ha appena fresentato a Pitti Uomo la nuova sneakers slip on che fa parte della linea “Stretch Your Life“. Una calzatura dal mood sportivo e urbano per la nuova linea che riprende il motto del band: modelli facili da indossare e perfetti per i look di tutti i giorni. La nuova sneakers DAVID, come la versione femminile VENERE, hanno due nomi che sono un omaggio alla città di Firenze da dove il brand è partito oltre 50 anni fa. Il modello è una slip on con la suola flessibile realizzata interamente in banda elastica. Stretch per definizione e per materiali si declina in diverse varianti: nella versione elastico basico nei toni del nero, blu, testa di moro, nela versione multicolor e in quella con stampe, come quella che richiama il tessuto tipicamente maschile delle cravatte. Una calzatura versatile per uomini di tutte le età e di tutti i tipi. n progetto che si riallaccia al tema di questo Pitti Uomo – “Pitti Generation(s)” – sulla simultaneità di tante generazioni diverse che convivono e su una nuova mod senza tempo dove si mixa il proprio tempo personale insieme a sperimentazioni e ricordi. La slip on stretch pensata da NR RAPISARDI è un accessorio passepartout per eccellenza grazie al suo design pulito e minimale e alla ricerca sui materiali. Sono infatti state impiegate materie prime innovative di origine vegetale per un approccio ripettoso dei diritti degli animali e dell’ambiente. Dalla stagione estiva 2016, l’azienda aderirà al progetto Animal Free Fashion di LAV per una moda responsabile e sostenibile, senza utilizzo di materiali di origine animale. Tutte le collezioni sono realizzate interamente in Italia lavorando con fornitori selezionati con cui NR RAPISARDI collabora da anni, mantenendo oggi come nel 1959, data di fondazione dell’azienda, le caratteristiche proprie del suo DNA: la grande selezione di materiali e la qualità e cura nella realizzazione. #ingoodwetrust

 

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CARMINA CAMPUS & VIBRAM: S/S COLLECTION 2016

 

CARMINA CAMPUS & VIBRAM: S/S COLLECTION 2016

Cominciamo il 2016 con una splendida notizia che arriva direttamente dall’Olimpo della moda! Eh sì, perché anche in casa Fendi qualcosa sta cambiando…

Carmina Campus è il marchio di accessori moda e oggetti d’arredo creato nel 2006 da Ilaria Venturini Fendi: figlia di Anna, una delle cinque sorelle Fendi, e sorella di Silvia Venturini Fendi (presidente di Altaroma e direttore creativo con Karl Lagerfeld della storica maison, per le linee uomo e accessori), Ilaria ha scelto di continuare a lavorare nel campo del fashion design, seguendo la tradizione di famiglia. Ma lo ha fatto, negli ultimi anni, in una chiave personalissima: Carmina Campus – sita all’interno della sua affascinante azienda agricola, alle porte di Roma – nasce come progetto di ceratività sostenibile e di ethical fashion, in risposta agli effetti dell’attuale crisi economica, ecologica e sociale. Il tutto sottolineando l’importanza della filosofia del “fatto a mano”, l’eccellenza artigianale e la predilezione per la cultura del riutilizzo. Il know-how di Ilaria come designer di accessori di alta gamma – per anni è stata direttore creativo Accessori di Fendissime e shoe designer per Fendi – si coniuga con la volontà di interpretare in maniera responsabile il mondo della moda, scegliendo solo materiali di recupero o di scarto. A partire dal pvc ai tappeti antichi, dai copertoni di camion ai tubi di plastica, dagli scarti di ferramenta agli scampoli, dalle lattine di alluminio ai ritagli vintage di tessuti, fondi di magazzino o fine serie. Residui poveri dunque, recuperati, riciclati e trasformati in oggetti unici grazie a un design innovativo e una cura manufatturiera mutuata dalle produzioni di lusso. A tutto questo si uniscono le attività di utilità sociale, tra cui il progetto speciale in Africa svolto in collaborazione con l’International Trade Centre (ITC), agenzia congiunta delle Nazioni Unite  e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio attiva nella promozione del lavoro, della formazione professionale e della micro imprenditoria nei paesi africani.

Vibram nasce nel lontano 1937 grazie al fondatore Vitale Bramani (nonno dell’attuale presidente Marco) che ebbe la geniale intuizione di utilizzare la tecnologia della gomma vulcanizzata per lo sviluppo di suole da montagna, abbinandola al designdel Carrarmato. L’innovazione epocale ebbe un immediato successo che ha dato al marchio fama internazionale come sinonimo di qualità, performance e sicurezza. Ed è da più di venti anni che Vibram lavora in direzione della sostenibilità con diverse iniziative, dalla creazione della mescola Ecostep, alla realizzazione di prodotti in pieno rispetto delle normative europee, includendo anche i propri materiali e i gadget promozionali.

Dopo il grande successo della collezione F/W 2015 nata dalla collaborazione tra i due brand, Carmina Campus e Vibram presentano le nuove proposte per la stagione S/S 2016. Una collezione speciale che unisce il marchio di moda etica di accessori, gioielli ed elementi di arredo all’azienda ledear nel mondo della produzione di suole in gomma ad alta prestazione destinate al mercato dell’Outdoor, del Lifestyle oltre che a quello Industrial e della Riparazione. Due realtà diverse con un obiettivo comune: rispettare l’ambiente e la terra che ci ospita, oltre ai suoi abitanti, grazie a un modo diverso di pensare e produrre moda. Nasce così una collezione di borse uniche, comode e dal design sofisticato che si fa portavoce di un preziosissimo valore aggiunto: riciclare materiali destinati allo smaltimento, ottimizzandone l’impiego per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Create, prodotte e distribuite da Carmina Campus, le borse nascono infatti dal riutilizzo di fogli di gomma di scarto Vibram e trasformati in prodotti finiti. I modelli includono: shopping bag, postine e micro-postine, tote bag, handle bag con pattina e uno zaino. Gli intrecci laterali e le evidenti impunture dei bordi prendono invece vita grazie a lacci di scarpe colorati, che in due modelli di shopping servono a legare i piccoli ritagli di gomma sagomata che costituiscono la struttura della borsa. Le “bave” di lavorazione, ossia l’eccesso della gomma Vibram utilizzata per le suole, si trasformano in decori per manici e pattine. Alcuni modelli di borse sono stati realizzati con lastre di Ecostep, una mescola esclusiva Vibram con un caratteristico effetto puntinato multicolore, utilizzata nelle quattro tonalità base del ghiaccio, nero, mile e blu. Introdotto sul mercato oltre qundici anni fa e realizzato con scarti di produzione, in grado di ridurre i rifiuti e l’uso di materiali vergini fino al 30%, Vibram Ecostep è un materiale tecnico ed ecologico di altissima qualità da oggi utilizzato anche da Carmina Campus per produrre borse cruelty-free. Un nuovo modo quindi di concepire la moda, con uno sguardo rivolto al rispetto della vita e del pianeta. #ingoodwetrust

 

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TI-SANA DETOX RETREAT: RIGENERARSI IN BELLEZZA

TI-SANA DETOX RETREAT: RIGENERARSI IN BELLEZZA.

Non so voi, ma io dopo le cene luculliane con gli amici e i pranzi natalizi con i parenti sento davvero il bisogno di una pausa…”detox”. Ah! Già solo la parola ti fa sentire meglio. Ed è davvero così perchè il Ti-Sana Detox Retreat di Arlate (Lc) è un’oasi di assoluto benessere per il corpo e per la mente. Un antico borgo recentemente ristrutturato si è trasformato in una struttura ricettiva dove ritirarsi e rigenerarsi. Nonostante la giovane età ha già ottenuto riconoscimenti internazionali come il World Luxury Spa Awards, confermato per diversi anni e il Luxury Lifestyle Awards ottenuto nel 2014.

Se state pensando alla solita Spa, sappiate che non lo è, non solo. L’offerta benessere è articolata in modo da poter soddisfare le esigenze più diverse; Un’area propriamente dedicata all’estetica propone oltre a massaggi, bagni e trattamenti, una parte strettamente legata all’estetica medicale con filler all’acido jaluronico, trattamenti all’ossigeno e peeling medicali. Un’equipe molto specializzata è in grado di intervenire anche in ambiti più tecnici con terapie mediche a base di Vitamina C o idrocolonterapie.

Punto di forza della struttura sono certamente i programmi Healtheatarian: soluzioni specifiche per la cura di problemi che vanno da situazioni di stress cronico fino a sovrappeso e obesità. Il supporto scientifico è assolutamente garantito e anzi, sarà lo stesso personale medico a consigliare il tipo di alimentazione da seguire, tra le varie opzioni che il Ti-sana offre. Dal juicing, al crudismo, al vegan. La cucina è nelle sapientissime mani di Valeria Agnelutto, chef crudista e vegana, che vanta prestigiosi passaggi da la Cascina Rosa della Fondazione IRCCS, al Joia di Milano, e dal suo staff.

La bellezza e il calore delle strutture in pietra che vi accoglieranno hanno molto da raccontare, non siete curiosi?

 

Post by Maria Chiara

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KUKKA: DESIGN SOSTENIBILE DAL GUSTO MINIMALE

KUKKA: DESIGN SOSTENIBILE DAL GUSTO MINIMALE

Conosco Kukka design da molti anni e ogni nuovo prodotto si riconferma l’interesse che nutro in questa azienda inglese nata nel 2010 e guidata dalla designer israeliana Rona Meyuchas .
Materiali sostenibili e un atteggiamento consapevole: questi i punti forti che sono tenuti in alta considerazione nel processo produttivo. Il packaging è ridotto al minimo, ma è frutto di un’idea grafica elegante e pulita.
Cubo light è un’applique con lampada a LED, realizzata in faggio, e finta con olio danese. Può essere appesa alla parete o appoggiata al tavolo o al pavimento. Il cono luminoso di luce calda può essere rivolto verso il basso o verso l’alto.
Un anello metallico di differenti colori e posizionato attorno alla sorgente luminosa caratterizza l’oggetto e lo rende adatto sia alla camera dei bambini che al soggiorno o al posto di lavoro.
Balata (che in arabo significa piastrella) è un righello realizzato in  Caesarstone®, un materiale usato per realizzare pavimenti. Ha la lunghezza di una classica piastrella, 20×20, modulo base spesso usato per misurare la dimensione di una stanza.
Sul loro sito, molti altri interessanti prodotti di design. E per chi inserisce il promocode “Ethical-code” è riservato uno sconto speciale del 10%!

 

Post by Alice

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PINA: UN INNOVATIVO TESSUTO VEGETALE

PINA: UN INNOVATIVO TESSUTO VEGETALE

A Natale per tradizione sulle tavole compaiono cesti di frutta colorata: mandarini, noci e datteri, papaya, mango e ananas… Ecco per molti l’ananas è solo un frutto esotico da mangiare ogni tanto, ricco di sostanze nutritive e benefiche per l’organismo. Ecco invece quale interessante uso ho scoperto di recente: dall’ananas si ricava un bellissimo tessuto.
Nota come Piña, la fibra ricavata dagli scarti della lavorazione degli ananas è un’alternativa interessante e più eco-sostenibile dei materiali tradizionali per la realizzazione di tessili, tappezzerie, tessuti industriali e abbigliamento.

E’ una materia prima di scarto, la cui produzione non ha alcun impatto in termini di impiego di risorse idriche o di consumo di suolo.
Piña è una fibra molto soffice, sottile, leggera, facile da lavare, biodegradabile e viene estratta dalle foglie di una varietà detta Ananas Cocosus (Linn.)Merr, ricche di cellulosa e lignina tramite lavorazione meccanica. Le fibre hanno una lunghezza di circa 60 cm, di colore bianco o crema, e sono lucide come la seta.

Ideati per la decorazione di interni (tendaggi, drappeggi, divisori per ambienti e paralumi) tra i tessuti in fibre naturali quelli in fibra di ananas si presentano resistenti in una direzione (possono essere arrotolati) e sono comprensivi di un trattamento che li rende ritardanti alla fiamma conformemente alle normative ASTM E-84 Classe A per la propagazione della fiamma e lo sviluppo del fumo.

Oltre alle foglie anche il succo del frutto è utilizzato nella creazione di materiali innovativi ed in particolare per i tessuti bio-attivi destinati al settore medicale per il trattamento di ferite. Sono costituiti da cellulosa e prodotti con batteri coltivati in succo di ananas. Incorporano uno speciale idrogel che provvede ad inumidire le ferite acute e croniche in fase di guarigione, dare sollievo in caso di scottature ed ustioni causate dal sole e migliora le condizioni della pelle, rimanendo sollevato e lasciandola liscia.
Questo Natale, mangiando la classica fetta d’ananas alla fine del cenone, apprezzerò ancora di più questo frutto dai molteplici usi.

 

Post by Alice

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MAMMOTH OUTWEAR: IL PARKA CRUELTY-FREE

MAMMOTH OUTWEAR: IL PARKA CRUELTY-FREE

Per combattere il trend dei parka con cappucci foderati di vera pelliccia che spopola ahimé in Canada, James Yurichuk, fondatore del nuovo brand Mammoth Outwear, ha lanciato una campagna di sostegno a difesa di orsi, volpi e lupi, creando una nuova linea di parka uomo e donna, interamente animal-free. Il ricavato della vendita di questii capi, altamente traspiranti, termici e resistenti, verrà donato a supporto del progetto Make Fur History. Presto posterò un mood board con le immagini di questi splendidi capi e un’intervista approfondita a James, in cui vi racconterò di più su questa bellissima iniziativa. #ingoodwetrust

 

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BORSE ORIGINE: CRUELTY-FREE MADE IN ITALY

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BORSE ORIGINE: CRUELTY-FREE MADE IN ITALY

Borse artigianali totalmente cruelty-free, curate tanto nell’estetica quanto nella funzionalità e ricercate nella qualità dei materiali così come nelle lavorazioni. E’ la prima linea di Origine, brand che prende vita dalla creatività di Giulia Marotta, fashion designer vercellese particolarmente attenta allo sviluppo dei prodotti etici che non vedano alcun impiego di materiali di origine animale. La collezione A/I 2015-2016 prevede 11 pezzi ideati e disegnati tra Piemonte e Lombardia e realizzati all’interno di laboratori fiorentini dalla lunga e consolidata tradizione manufatturiera. Borse innovative nelle linee e nei materiali rivolte a un pubblico esigente di donne che desiderino coniugare una scelta etica e la qualità del prodotto interamente made in Italy. Nelle borse Origine, lana, seta o pelle tipiche della tradizione manufatturiera italiana hanno ceduto il passo a materiali come poliuretano, poliestere, viscosa e cotone. L’approccio e la produzione cruelty-free sono certificati dalla partecipazione di Origine al progetto LAV ANIMAL FREE FASHION, con il massimo del reting previsto: VVV+. Ho chiesto a Giulia Marotta che cosa l’abbia spinta a creare la sua linea etica e la sua risposta mi ha molto colpita, poiché rispecchia perfettamente la filosofia di Ethical-Code: “Il mio impegno è quello di creare una linea di accessori che segua le tendenze della moda con eleganza e spirito innovativo, distinguendosi dai brand che per non usare la pelle si limitano a fare una sacca di canapa, rinunciando allo studio e alla realizzazione di accessori tendenti al lusso. Il fatto di non utilizzare pellami non è necessariamente sinonimo di risaprmio, ma significa sostituire la pelle con materiali e tessuti di qualità.” Quindi accessori moda di grande tendenza che siano “Chic” e non “Chip”. Ah, che piacere sentirlo dire sempre più spesso…! Le tracolle, le borse a mano e le shopping bag Origine presentano accostamenti diversi di materiale e di design, trasformando ogni creazione in uno “spezzato” che unisce almeno due lavorazioni artigianali, fatta eccezione per la sottospalla grande e la pochette in viscosa che propongono un’unica fantasia. I grandi sogni richiedono intraprendenza e una buona dose di coraggio per essere realizzati e Giulia mi ha voluto confidare un segreto: “Ho frequentato l’Istituo Marangoni di Milano per coltivare la passione che avevo fin da bambina per la moda. La vita mi ha poi portato a cambiare strada e così ho accantonato i miei sogni, iscrivendomi e completando gli studi in radiologia. La mia viscerale passione per la moda tuttavia ha continuato a farti sentire prepotentemente, riportandomi ancora una volta sui miei passi. Dopo un corso di modellistica di borse alla ModaPelle Accademy ho deciso di realizzare Origine, anche grazie al supporto della mia famiglia e del mio cmpagno. Molti cambiano vita e intraprendono attività imprenditoriali perché spinti da insuccessi o difficoltà a trovare un impiego stabile. – conclude Giulia – Nel mio caso, nonostante uno stipendio sicuro e tanta fatica per arrivarci, non ho potuto evitare di assecondare una passione che scalciava e sgomitava dentro di me. Così ho deciso di mettere tutto in gioco per dedicarmi ad un’attività che mi rispecchiasse totalmente, scelte di vita comprese.” E noi non possiamo che farle i nostri complimenti oltre che un grandissimo in bocca al lupo, perché in italia c’è bisogno di persone ancora in grado di sognare, proprio come lei. Brava Giulia! #ingoodwetrust

 

 

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KARTELL FASHION: IL DESIGN VA DI MODA

KARTELL FASHION: IL DESIGN VA DI MODA

Ricordo quando da bambina andavo con il nonno a prendere mia madre in ufficio. Lavorava ad Ottagono, una storica rivista di design e architettura dal particolarissimo formato quadrato, un tempo molto seguita. Nell’attesa che mia madre finisse quel che aveva da fare, adoravo sedermi a una scrivania vuota e sperimentare “l’ebrezza” della macchina da scrivere; oppure girare per i corridoi e le stanze della redazione salutando gli architetti e curiosando negli scatoloni aperti, alla ricerca di qualche copia fresca di stampa dall’inconfondibile profumo… Che bei tempi! Credo di aver scoperto Kartell proprio in una di quelle occasioni, sfogliando una numero della rivista. C’era una foto di una bella lampada dal cappello tondo e dal braccio affusolato in acciaio e delle sedie colorate fatte di plastica che sembravano venire direttamente dal futuro! Ahimè, dopo cinquant’anni di onorata carriera, Ottagono ha chiuso proprio lo scorso anno lasciando, a detta di molti profesionisti, un vuoto incolmabile nelle riviste di settore. Kartell invece è ancora una delle aziende di design più quotate nel mondo e continua a distinguersi per l’utilizzo di materiali plastici attraverso processi e tecnologie assolutamente innovative. Grazie a questa continua ricerca, l’azienda ha introdotto proprietà del tutto inedite in questo materiale come la satinatura, la flessibilità, la resistenza agli agenti atmosferici, l’incredibile gamma di colori e la sorprendente morbidezza al tatto. Kartell è ormai considerata una vera e propria icona di lifestyle e grazie alla produzione certificata che evita sprechi e si muove sempre più a favore di un discorso di ecosostenibilità e riciclo, è riuscita a far approdare la plastica in un ambito nuovo e insolito: quello della moda luxury e cruelty-free. Avvalendosi della collaborazione di grandi brand made in Italy come Moschino o Normaluisa, Kartell ha dato vita a collezioni di borse e calzature colorate, divertenti e easy to wear, in cui fashion e design si fondono perfettamente. In un intreccio di suggestioni romantiche e metropolitane, in un mix variopinto di leggerezza e nonchalance, ora sofisticato, ora sbarazzino, ma sempre rigorosamente in plastica super soft e riciclabile al 100%, viene presentato un prodotto in grado di soddisfare tutti i desideri di un target vasto ed esigente. #ingoodwetrust

 

 

Post by Stefi

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VOCE DEL VERBO MODA: CRUELTY-FREE SHOOTING

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VOCE DEL VERBO MODA: CRUELTY-FREE SHOOTING

L’autunno torinese accoglie da qualche anno “Voce del verbo Moda”, una quattro giorni dedicata all’approfondimento di temi legati alle eccellenze artigiane, al design e alle nuove tendenze sociali. Quest’anno il tema era il tessuto. Il meraviglioso e accogliente spazio del Circolo dei lettori  diventa quartier generale di conferenze,  workshop ed eventi. Ogni edizione vede nascere collaborazioni fortunate ed iniziative che coinvolgono il cuore della città. La giornata inaugurale di giovedì 22 ottobre ha visto alcuni negozi del centro alcuni negozi a porte aperte. Creativity Oggetti ha organizzato uno shooting fotografico invitando gli ospiti a rendersi protagonisti e ad indossare le creazioni più estrose  di alcuni designer. Lo spazio, punto di riferimento per chi cerca oggetti unici e concettuali,  ospita in questo periodo e fino all’8 dicembre,  la mostra “Divieto di Caccia”, trofei urbani contemporanei e cruelty-free. Otto artisti sono stati chiamati ad interpretare il soggetto proposto, mentre alcuni designer hanno realizzato accessori legati al tema. Il pomeriggio è stato un piacevole pretesto per visitare la mostra che si interroga su una tematica forte attraverso gli occhi dell’arte e della bellezza. #ingoodwetrust

 

Post by Maria Chiara

Image source: Elisa Perotti, Federica Cioccoloni

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PANTONE: UNA COLORATA GIORNATA DI PIOGGIA

PANTONE: UNA COLORATA GIORNATA DI PIOGGIA

Autunno tempo di piogge. La città nella quale viviamo diventa grigia come il nostro umore.
La maggior parte di noi si consola rassegnato magari accendendo una luce e sorseggiando una tazza di the fumante. C’è chi invece ha un’idea, che cambia le carte in tavola.
Ecco quello che è successo a Seoul, grazie allo studio di designer D&AD, in collaborazione con Pantone.
Una normale strada cittadina. Pioggia. Ed ecco che accade l’incredibile!
Appena la pioggia tocca l’asfalto, qualcosa di straordinario trasforma il grigiore urbano in un trionfo di vita e colori.
Il progetto si chiama Project Monsoon: una vernice idrocromica, che appare solo a contatto con l’acqua e colora alcune strade di Seoul con disegni e murales legati alla tradizione coreana.
“Una formula speciale che cambia da trasparente a opaco quando si bagna”, spiegano gli ideatori, “Ispirato dalla cultura della Corea del Sud di sottolineare l’importanza del flusso dei fiumi, i dipinti utilizzano caratteristiche topografiche della Corea che creano flussi e pozze di acqua piovana in ogni strada per riempire le strade con colore e vita”. Acqua che scorre, pesci e tartarughe, invitano gli abitanti di Seoul a scendere per le strade anche se fuori non smette di piovere.
Chissà se arriverà anche nelle nostre città?

 

Post by Alice

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WAXMAX: JUST AN AFRICAN TOUCH

WAXMAX: JUST AN AFRICAN TOUCH

L’altra sera siamo stati invitati alla presentazione del progetto WaxMax, ospitato per l’occasione nello store milanese Five to Nine in corso Garibaldi 42. Già dall’esterno della vetrina la forza delle sgargiati fantasie dei tessuti Wax catturava inevitabilmente l’attenzione dei passanti, abituati nella loro quotidianità metropolitana a colori decisamente più spenti. Entrando siamo stati avvolti da un tripudio di rossi, arancioni, porpora, verdi, gialli, viola e blu sapientemente accostati per creare una collezione d’abbigliamento, accessori e complementi d’arredo davvero incredibili. WaxMax nasce dalla creatività di due donne che in un piccolissimo altelier senza vetrina, ma con una grande finestra aperta sulla strada e sul mondo, hanno dato vita a un progetto che unisce design, lavoro manuale, etica ed eleganza. Sono Elena Vida, architetto milanese di origini armene e Andrea Folgosa, stilista catalana residente a Milano. Una storia tutta al femminile con una contaminazione culturale nata dalla passione per l’African Wax Print Cotton. WaxMax è un pensiero cresciuto tra l’Italia e Capo Verde, ma idealmente destinato a superare ogni confine: piccoli laboratori, cooperative e botteghe artigiane di lunga tradizione vengono coinvolti per creare abiti, accessori e pezzi d’arredo utilizzando il tipico “tessuto africano”. Ogni collezione è unica, una “limited edition” dalle forme pulite e rigorose e dai colori decisi: un incontro tra design e tradizione capace di dar vita ad oggetti contemporanei e insieme senza tempo. WaxMax investe, cresce, crede, coltiva sogni nel cassetto. Il più grande è sicuramente promuovere WORKING | WOMEN | WIN, un progetto che incentiva la collaborazione tra designer e artigiani, sostenendo la crescita di alcuni laboratori a Capo Verde e a Dakar per la realizzazioni di prodotti non solo belli e utili, ma anche eticamente ed economicamente sostenibili. Vi consiglio di fare un salto nello store di Corso Garibaldi: la collezione sarà esposta fino al 15 di novembre e ad accogliervi troverete Elena o Andrea che vi sapranno consigliare e vi racconteranno qualcosa in più in merito a questa splendida realtà. Altrimenti potrete andarle a trovare ogni venerdì direttamente nel loro delizioso atelier in via Nino Bixio 27. Milano si è abbellita con un vivacissimo tocco d’Africa che non può che far bene all’umore e al cuore. #ingoodwetrust

 

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ESCUDAMA: PAZZI PER LA CARTELLA

ESCUDAMA: PAZZI PER LA CARTELLA

Perchè definire un oggetto iconico? I motivi possono essere molti e la sana nostalgia che ci suggerisce il vederli è certamente uno di questi.

Escudama, azienda piemontese nata nel 1981, ha saputo conservare le forme della tradizione riproponendole al servizio della modernità. Cartelle e cestini che un tempo conservavano libri, quaderni e matite sono oggi dimora ideale per computer, smartphone e tablet.  Amati e cercati da chi li ha visti protagonisti della propria infanzia, riconosciuti ed apprezzati da chi è venuto dopo. Le forme sono state rese più generose rispetto ai classci e  gli angoli addolciti,  ma la vera forza è  nei colori e nei materiali. Le gradazioni passano dal pastello al fluo mentre il materiale di punta è la vernice. Spettacolare.

Alcune capsule, spesso pensate per i più giovani, sono realizzate con la collaborazione di artisti, belle e altrettanto uniche. La varietà di modelli e dimensioni permette ad Escudama di accompagnare la donna durante l’intero corso della giornata e il resto della famiglia… quasi ovunque!

Per dovere di informazione e onestà occorre segnalare che i modelli in argento metal hanno  i manici in vacchetta. Il resto della collezione in vernice  è invece realizzata  in ecopelle poliuretanica.

Non avere una cartella Escudama sarebbe da folli, io corro a comprarla e voi?

 

Post by Maria Chiara

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CRYSTAL BUBBLE TEND: NELLA NATURA A 360°

CRYSTAL BUBBLE TEND: NELLA NATURA A 360°

L’autunno e i suoi colori caldi rinnovano in me ogni anno la voglia di trascorrere ancora del tempo all’aria aperta, anche se le giornate stanno diventando via via più fresche e corte.
E se potessimo godere dello spettacolo della natura protetti in una bolla trasparente, al riparo da freddo, insetti e intemperie ma completamente immersi nel paesaggio circostante?
Se potessimo trascorrere una notte sotto le stelle, comodamente sdraiati sul letto di casa? Leggere nel mezzo di una tormenta di neve?
Sembra un sogno irrealizzabile…
Crystal Bubble, prodotta da BubbleTree, azienda francese che si occupa di produzione di tende da viaggio e case sugli alberi è progettata dal designer Pierre-Stéphane Dumas, interpreta in questo modo il suo desiderio di contatto con la natura.
Fatta di un materiale cristallino riciclabile e anti-U, ha un ingresso minimo supportato da un telaio leggero crea una barriera tra esterno e interno. Ha le dimensioni di una sfera dal diametro di circa quattro metri ed è pensata per creare un nuovo approccio alla sistemazione temporanea, in spiaggia, in campagna, in un parco, o in zone autorizzate, per il tempo libero e l’eco-turismo di lusso.
La tenda-bolla si basa sui principi quali, energia minima, minimo utilizza di materiale, massimo comfort e massima perfetta interazione con l’ambiente. Sia l’imballaggio della struttura, sia il consumo di potenza sono sufficientemente bassi da consentire il minor impatto ambientale possibile. Al suo interno, comprende un sistema di controllo dell’umidità e di ricircolo dell’aria, il quale, creando una lieve pressurizzazione, evita la condensa e la formazione di muffe e sostiene la struttura. Design, innovazione, semplicità e comodità.
In Europa sono già più di quaranta le strutture ricettive che offrono la possibilità di dormire in un Bubble Lodge, nell’ottica di un turismo responsabile di lusso. In Italia, purtroppo, non sono ancora presenti… Ma chissà: forse a qualcuno verrà voglia di lanciarsi in questa impresa, dopo aver letto questo post.

 

Post by Alice

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UGO MASINI: LE GOUT INTERIEUR

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UGO MASINI: LE GOUT INTERIEUR

Parliamo ancora di EcoFashion, di tendenze accattivanti e di giovani talenti che si stanno facendo strada nel mondo della moda. Ho conosciuto questo giovane stilista proprio in occasione del nostro Ethical Fashion Event e sono rimasta folgorata dall sue creazioni. Classe 1981, Ugo Masini nasce a Latina il 24 gennaio. Dopo il diploma al Liceo Artistico di Latina, si iscrive a Scienze del Costume e della Moda presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Parallelamente al suo percorso di studi inizia l’attività di costumista teatrale e stylist per servizi fotografici di moda, cucendo a mano ogni sua creazione e proponendo il suo primo progetto di “Reciclostyle” che darà poi vita a “Le Goute Interieur”, una collezione di abiti basati sul riutilizzo e sulla rivisitazione di capi usati. Il progetto prende sempre più forma negli anni, subendo evoluzioni e cambiamenti: gli stili si mescolano così come i tagli e le stampe, spaziando dal vintage fino agli anni 80. Ugo vince per ben due anni consecutivi il MarteLive nelle edizioni 2010/2011 nella sezione Moda&Riciclo, ricevendo in premio la possibilità di esporre i suoi capi nella eco boutique della celeberrima Lidia Firth. A partire dal gennaio 2015, in occasione della Fashion Week, presenta a Milano le sue collezioni F/W 16 e S/S 16. Eccovi un’anteprima della sua ultima collezione S/S 16: linee ampie, semplici e sportive, dalle influenze decisamente nipponiche. Ancora una volta moda e riciclo possono andare di pari passo, regalando sorprese davvero inaspettate. #ingoodwetrust

 

Post by Stefi

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EXPO COOKING SHOW: LE RICETTE

EXPO COOKING SHOW: LE RICETTE

Non potevamo non raccontarvi nel dettaglio i magnifici piatti presentati dal nostro Martin, lo Chef Rubacuori, durante il Cooking Show ad Expo. Eccovi dunque le ricette di queste golose rivisitazioni in chiave veggie della tradizione milanese, con un “pizzico” di Qatar. Uno speciale ringraziamento al nostro sponsor NaturaSì Bio, per aver fornito gli ingredienti biologici necessari per la realizzazione dei piatti.

 

RISOTTO ALLA MILANESE CON LIMONE, EMULSIONE DI DATTERI E SABBIA DI VERZA (1 pax)

500 gr di brodo vegetale di sedano, carota e cipolla.

10 gr di scalogno pastorizzato (olio evo e scalogno pari proporzioni cotti al microonde e frullati)

90 gr di riso carnaroli superfino semintegrale

30 gr di olio extra vergine d’ oliva

succo di 1/2 limone

1 bustina di zafferano

sale qb

 

Tostare il riso con sale e zafferano a secco, senza aggiungere grassi. A tostatura avvenuta (3 min a fuoco medio), irrorare con brodo e cuocere per 13 min, aggiungendo altro brodo quando necessario. Unire la crema di scalogno durante la cottura. Aggiustare di sale, togliere dal fuoco a cottura ultimata, far riposare 1 min e poi mantecare con olio extravergine d’oliva, succo di limone ed… energia.

 

Per emulsione di dattero:

20 gr di datteri

20 gr acqua

Bollire i datteri denocciolati e poi frullare il tutto.

 

Per la sabbia di verza:

3 foglie di verza

abbondante acqua salata

Bollire le foglie in abbondante acqua salata e raffreddare. Frullare, stendere il frullato su carta da forno ed essiccare a 70° poi sbriciolare con un tritaspezie.

 

CASSOEULA VEGETARIANA

Humus di Ceci:

Bollire 200 gr di ceci secchi e reidratati in abbondante acqua poco salata. Prelevarli una volta cotti, introdurli nel blender e frullarli aggiungendo acqua di cottura, sale e olio evo d’oliva. Passare a chinoise (colino cinese a imbuto) sottile il passato ottenuto e mettere la crema liscia da una parte e gli scarti ottenuti dall’altra. Unire alla crema di ceci liscia 50 gr di tahin (pasta di sesamo). La parte liscia fungerà da salsa per la nostra casseoula, mentre quella ricca di fibre e pellicine sarà la nostra “polenta”.

Per le verdure:

1 carota

1 zucchina

1/4 melanzana,

1/2 peperone,

qualche fettina di cipolla rossa

Tagliare le verdure a pezzi volutamente grossolani, avendo l’accortezza di fare tagli più piccoli per le verdure più dure a cuocersi. Metterle tutte in padella a fuoco alto con olio evo d’oliva e cumino, saltare e cuocere vigorosamente, salare con moderazione.

 

TIRAMISU’ AL KARKADE E LAMPONI LIO

Per il tiramisù:

250 gr di mascarpone (alt vegan: riduzione di latte di soia e riso)

100 gr tuorlo (alt vegan: polpa di cocco e mango)

170 gr di zucchero (o stevia)

250 gr panna montata (alt vegan: panna vegetale)

lampone liofilizzato sbriciolato a piacere.

 

Fare la crema iniziando a montare bene i tuorli e lo zucchero; poi aggiungere il mascarpone e i lamponi lio ed infine la panna montata. Mettere da parte al fresco.

Per i lamponi lio, acquistarli già liofilizzati oppure essiccarli a 65° per 6 h.

Per il karkade, far bollire 1 min i fiori d’ibisco in acqua e lasciare in infusione 10 min. Zuccherare a piacere.

Inzuppare i biscotti savoiardi nel karkade già freddo e disporre i biscotti a strati, intervallandoli con abbondante crema. Guarnire il dolce con del lampone lio sbriciolato.

 

Post by Stefi

Recipes by Martin Vitaloni

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EXPOMILANO2015: THE COOKING SHOW

EXPOMILANO2015: THE COOKING SHOW

19 Ottobre, ore 19 – Expo Milano 2015: Padiglione Qatar. Abbiamo da poco realizzato il nostro primo Ethical Cooking Show in collaborazione con Martin Vitaloni, poliedrico Chef noto per la sua cucina “Endorfinica“, e uno sponsor d’eccezione: NaturaSì Bio, azienda leader nella vendita di prodotti alimentari biologici e naturali di altissima qualità. All’interno di una manifestazione prestigiosa come Expo il cui intento dovrebbe essere quello di promuovere cibo buono e sano che nutra il pianeta e i suoi abitanti, noi non potevamo mancare. Come location abbiamo scelto lo splendido padiglione del Qatar, Paese sempre più impegnato a seminare sostenibilità attraverso soluzioni “green” altamente innovative, volte a risolvere in maniera creativa ed ecologica le sfide legate alla mancanza di acqua e di cibo. Tre le ricette della tradizione meneghina presentate durante lo show, rivisitate in chiave veggie e con influenze qatariote: un risotto allo zafferano con emulsione di datteri e sabbia di verza; una cassoeula vegetariana con humus di ceci, al posto della polenta; un tiramisù ai lamponi profumato al karkade. Ad ogni evento Ethical-Code si trasforma in un contenitore prezioso che racchiude al suo interno realtà importanti o in fase di crescita, sostenendole e trasformandole in una fonte d’ispirazione a un comportamento etico che non rappresenti una rinuncia ma un’evoluzione. Ancora una volta abbiamo dimostrato che etica ed estetica possono coesistere, anche in cucina. #ingoodwetrust

 

Post by Stefi

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ROME CAVALIERI: ANCHE I LUXURY HOTEL DONANO

ROME CAVALIERI: ANCHE I LUXURY HOTEL DONANO

Cosa? Il cibo in eccesso. Da qualche mese il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & resort, storica realtà 5 stelle lusso sul colle Monte Mario a Roma, ha deciso di abbracciare un progetto virtuoso legato alla sostenibilità ambientale ed ai problemi nel sociale.
Una parte dell’attività dell’albergo è dedicata ai banchetti e agli eventi, organizzandone annualmente oltre 450, per un totale di circa 115.000 ospiti.
Grazie a questa sensibilità e all’attenzione per le problematiche attuali, l’albergo (prima e unica grande struttura in Italia) applica oggi la legge detta del “Buon Samaritano”, che permette la donazione di cibi cucinati in esubero, purchè venga rispettata  la procedura prevista dalla legge.

E’ nata così la collaborazione con l’associazione senza scopo di lucro Equoevento, che recupera il cibo in eccesso prodotto in occasione di eventi per ridistribuirlo agli enti caritatevoli. Equoevento opera come tramite garantendo il trasporto tutelato e garantito del cibo lavorato donato dal Rome Cavalieri e consegnandolo alla  Comunità di Sant’ Egidio e alle mense per i  poveri Santa Lucia e  Regina Mundi.
L’attività, inoltre, favorisce il rispetto per l’ambiente, evitando lo smaltimento di centinaia di chili di rifiuti organici.

Nel mese in cui si è testato il servizio sono stati donati dal Rome Cavalieri ben 34.000 pasti e dal 1 febbraio 2015 questa procedura è a sistema e viene applicata in modo continuativo.
Questo significa che in un anno l’albergo sarà in grado di donare oltre 35.000 pasti caldi.

L’operazione è stata portata avanti da Fausto Ciarcia, responsabile risorse umane del Rome Cavalieri, che ha trovato una forte disponibilità da parte del team dell’albergo.
Un risultato sorprendente, in un momento storico in cui la crisi globale ha incrementato la situazione di disagio economico di molti: cresce sempre di più il numero di persone che si rivolgono agli enti caritatevoli, e per tale ragione lo spreco di cibo non può essere più tollerato.

Regalare attimi di bellezza a chi è meno fortunato nella vita! Un esempio da copiare. #ingoodwetrust.

 

Post by Maria Chiara

Image source:  Rome Cavalieri press office

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TAGLIATELLE DETOX DI MARTIN: GUSTO E BENESSERE

TAGLIATELLE DETOX DI MARTIN: GUSTO E BENESSERE

Oggi, per la sezione food di Ethical-Code, voglio presentarvi una new entry. Lo abbiamo incontrato in occasione del nostro primo Ethical Fashion Event durante la settimana della moda milanese, presso lo Chateau Monfort e il Concept Design Store Understate. Lui è Martin Vitaloni, Executive Chef del ristorante Rubacuori, che ha realizzato per noi e i nostri ospiti un raffinato buffet vegano, saporito e fantasioso. Per evitare ogni sorta di polemica o contestazione, tengo a precisare che Martin non è uno chef vagano ma è un professionista poliedrico e preparato, con un vissuto da vegetariano, in grado di soddisfare pienamente le esigenze di una clientela particolare come quella vegetariana e vegana: una dote non comune tra i suoi colleghi… E a noi questo piace molto! Oggi Martin ha voluto regalaci una sua ricetta veganfriendly creativa e disintossicante, perfetta in vista della stagione autunnale appena cominciata.  Sono certa che le donne all’ascolto ne apprezzeranno i benefici… ^_^ Grazie Martin! #ingoodwetrust

 

DETOX-TELLE, le tagliatelle detossinanti

Per la pasta:

500 gr Farina di semola di grano duro

200 gr Latte di soia bio

5 gr Alga Spirulina in polvere

 

Per la salsa:

200 gr Finocchi

1 Limone

Olio Extravergine d’oliva qb

Sale qb

Menta

Semi di Canapa decorticati

 

Fare la pasta per le tagliatelle impastando tutti gli ingredienti sopraindicati; se l’impasto dovesse necessitare di umidità, bagnarsi le mani con acqua naturale. Tirare le tagliatelle e riporre in frigo. Per la salsa, bollire i finocchi tagliati sottili in acqua poco salata; una volta cotti, metterli nel blender e frullare emulsionando con olio extravergine d’oliva crudo, aggiustando di sale. Cuocere le tagliatelle e condirle in una ciotola con olio extravergine, menta in foglie spezzata a mano, succo di limone e semi di canapa tostati. Disporre in un piatto la salsa al finocchio in quantità a piacere ed adagiare le tagliatelle sopra alla salsa. Buon appetito!

 

Post by Stefi

Image source by Martin Vitaloni

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NEOPRENE: NUOVI ORIZZONTI TRA MODA E DESIGN

NEOPRENE: NUOVI ORIZZONTI TRA MODA E DESIGN

Indossereste una muta da sub per uscire a cena? Scegliereste il neoprene per l’abito da sposa?
Prima di rispondere date un occhio alla nuova tendenza che sta portando materiali un tempo destinati al mondo dello sport specializzato a quello della moda e del design.
Neoprene, altrimenti noto come “tessuto scuba” o in maniera più tecnica opolychloroprene è una gomma sintetica inventata dalla DuPont negli anni Trenta.
E’ un materiale duraturo, flessibile, facile da lavorare, isolante, resistente all’acqua e ai raggi UV, morbido e liscio al tatto ma al tempo stesso compatto. Usato come tessuto da abbigliamento per la prima volta negli anni Cinquanta da due fratelli californiani patiti del surfing solo negli anni Ottanta, il neoprene è ha iniziato a contaminare il mondo dell’abbigliamento “streetwear”. Oggi si può dire che la “neoprene-mania” ha contagiato i più svariati campi di applicazione. Qualche esempio interessante.

Neò, un marchio italiano diventato “un caso”, per essere riuscito a sbarcare in poco tempo negli shop del Moma e del Guggenheim a New York. Un team tutto al femminile lavora all’uncinetto, a maglia, al telaio, secondo le tecniche tramandate dalle nonne, preziose depositarie della tradizione, creando gioielli particolari, borse e pochette.
Ho la fortuna di possedere una pochette Neoshop grigia lavorata a maglia, che custodisco gelosamente tanto è bella e morbidosa, ideale per un aperitivo o una serata speciale. Tubino nero e collana Neoshop? Versione rivisitata del giro di perle. Anche Audrey Hepburn approverebbe! Non avere un loro pezzo è da pazzi!

Da Marc Jacobs a Miu Miu; da Alexander McQueen a DKNY; da Yohji Yamamoto a Karl Lagerfield; da Armani a Givenchy; da Jean Paul Gaultier a Sadie Williams; da Fendi a Kenzo; da Versace a Zara; da Asos ad Alexander Wang… il mondo dei grandi della moda ha detto la sua. Ma ecco anche la versione young.
La designer ucraina Technogenesis nella sua collezione vincitrice del secondo premio al cocorso “look into the future” dell’Ukrainian fashion Week presenta una giaca con cappuccio realizzata dalla combinazione tra una parte inferiore “solida” in neoprene e una parte superiore traforata a laser.

Altrettanto incisiva la linea Provo-CUT della designer Zita Merényi, che ha ha sostituito le tradizionali cuciture con saldature a caldo dei pezzi di neoprene color grigio. L’effetto che ne deriva è una sorta cicatrice. Dice la stilista: “Questa è una collezione di cappotti nella quale utilizzo la saldature al posto delle linee d cucitura, che assomigliano a cicatrici, riflettendo sulle tracce temporanee e nel lungo periodo dell’uomo sul Pianeta Terra.”

Morbidezza e isolamento termico ne hanno fatto un materiale molto apprezzato anche per l’utilizzo come rivestimento di caraffe e termos per caffè. Due esempi: Menu Carafe disegnata da Jakob Wagner e la Caffè solo, un interessante sistema per un caffè all’americana senza il classico filtro di carta.

Nome davvero regale per la Prince Chair, disegnata da Louise Campell in occasione del concorso internazionale per la realizzazione di una sedia per il Principe di Danimarca. Composta da una seduta in neoprene e struttura in acciaio, la trama leggera che la caratterizza crea l’illusione di un foglio di carta ritagliato ed è stata realizzato attraverso moderne tecniche di taglio all’acqua e al laser. La sedia, prodotta da Hay, ha vinto diversi premi di design ed è esposta al MoMa di New York.

 

Post by Alice e Maria Chiara

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UN NUOVO MODO DI SEDERSI: ETICAMENTE

UN NUOVO MODO DI SEDERSI: ETICAMENTE

Quattro nuove sedie di design. I protagonisti: quattro originali materiali di riciclo.

Partiamo con uno degli attori del primo evento firmato Ethical-Code in programma tra pochi giorni durante la Milano Fashion Week.
Moda e design si fondono in un progetto che si fa portavoce degli attuali temi sulla sostenibilità e riciclo e insieme oggetto dalla forte carica poetica.
Rememberme. Questo il nome della sedia di Casamania. Un oggetto nato mescolando jeans e t-shirt di cotone con una speciale resina, un mezzo per dare nuova vita a oggetti che sono inconsapevolmente ma profondamente portatori di ricordi e memorie.
Rememberme è un progetto che inizia oggi ma che prospetta ampi margini di sviluppo e personalizzazione. La sedia può essere personalizzata con jeans e t-shirt in cotone forniti dal cliente. Per la sedia solo in jeans sono necessari circa 8 jeans. Per la sedia jeans + t-shirt in cotone sono necessari circa 4 jeans + 9 magliette in cotone per un totale di 5 kg.

Cartone reciclato è protagonista di Re-Ply Chair.
La sedia reclinabile Re-Ply utilizza una tecnica di stampaggio in attesa di brevetto per modellare quattro strati di cartone in una struttura confortevole. La materia prima viene raccolta, accatastata, tagliata, laminata, stampata e piegata per ottenere un prodotto finale resistente che viene montato su una base triangolare in acciaio. Il cartone viene così utilizzato in maniera originale sfruttando le sue caratteristiche formali che rendono unica la sedia a sdraio realizzata. Il prodotto ha un bassissimo impatto ambientale perché costruito principalmente con cartone riciclato.

Acciaio riciclato per la sedia tubo di Ashley Baldwin-Smith.
L’artista inglese Ashley Baldwin-Smith, noto designer di mobili contemporanei, utilizza per le sue creazioni rottami metallici e parti di motore riciclati. La sedia tubo è realizzata con tubi di acciaio saldati ed è pensata per essere utilizzata sia come scultura che come comoda sedie da posizionare in giardino o in ambienti chiusi.

Scultura di cartone il quarto prodotto presentato.
Il designer coreano Park ha raccolto pile di imballaggi in cartone abbandonati accanto ai cassonetti, li ha incastrati fra di loro, ottenendo come primo risultato un ammasso gigante di rifiuti pronto per essere riciclato. Successivamente Park ha applicato l’arte degli scultori tradizionali utilizzando una smerigliatrice e la sega. Lentamente e metodicamente, ha scolpito l’ammasso di cartone fino a dargli la forma desiderata.

Ultimo prodotto in legno… dal nome molto evocativo per noi: Ethical chair dello studio Antipod del giovane team di designers di Belgrado.
Packaging piatto e processo di produzione semplificato per questa sedia dal design minimale, vincitrice di premio per la sedia più sostenibile nel concorso “Sitting green competition”.

 

Post by Alice

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MILANO FASHION WEEK: PARTY D’INAUGURAZIONE

MILANO FASHION WEEK: PARTY D’INAUGURAZIONE

Avete impegni per domani sera? …Perchè? Ve lo spiego subito. Ieri si è ufficialmente aperta la settimana della moda donna milanese. E noi abbiamo scelto proprio il primo giorno di sfilate per inaugurare il primo Ethical Fashion Event firmato Ethical-Code. Nella splendida cornice dello Chateaux Monfort, magica location che incanta come in una favola, abbiamo presentato la collezione etica e sostenibile della maison Diamond Luisant, accompagnata in passerella dalle lussuose scarpe vegane di Opificio V Milano. Come eteree principesse d’altri tempi, impreziosite da un make up d’eccezione realizzato da LiquidFlora, le modelle hanno sfilato leggiadre davanti a giornalisti e special guests. Ad impreziosire la scenografia, il Design Concept Store Understate ha presentato le sedie Rememeberme prodotte da Casamania. A fine sfilata gli ospiti sono stati deliziati da un sorprendente buffet a base di finger vegani, realizzati dallo Chef Executive Martin Vitaloni, in collaborazione con l’azienda specializzata in farine e cereali bio Nutracentis. Non poteva naturalmente mancare un brindisi finale con un merviglioso Franciacorta DOCG fornito dalla cantina Marzaghe… E domani sera? Beh, domani sera aprirermo le porte al pubblico con un cocktail party, questa volta offerto dalle cantine Elisabetta Abrami, per inaugurare l’installazione artistica che Understate ospiterà fino a mercoledì 30 Settembre. Questo è l’invito. Fate un salto a trovarci! #ingoodwetrust

 

Post by Stefi

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MFW 2015: THE ETHICAL FASHION EVENT

MFW 2015: THE ETHICAL FASHION EVENT

Nella splendida cornice dello Chateau Monfort, in occasione dell’apertura della Milano Fashion Week, si è svolto il primo Ethical Fashion Event firmato Ethical-Code. Un evento d’eccezione, cruelty-free a 360°, che ha coinvolto brand e aziende etiche, raccogliendo numerosi consensi da parte di pubblico e stampa. Fieri di questo ambizioso traguardo, lo condividiamo con gioia con tutti voi! #ingoodwetrust

 

Post by Stefi

Video by MRK Productions – Dream&Dream

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ETHICAL FASHION EVENT: IN GOOD WE TRUST

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ETHICAL FASHION EVENT: IN GOOD WE TRUST

In occasione dell’apertura della settimana della moda milanese, nella splendida cornice dello Chateau Monfort, ha preso vita il primo Ethical Fashion Event firmato Ethical-Code: una serata all’insegna del rispetto e della nonviolenza che ha coinvolto ambiti diversi ma pur sempre correlati. A partire dalla moda, con la presentazione della nuova collezione etica e sostenibile di Diamond Luisant, nuovo brand italiano che utilizza esclusivamente materiali animalfree di recupero per creare meravigliosi abiti d’alta moda; passando agli accessori, che hanno visto sfilare in passerella anche Opificio V Milano, marchio di calzature luxury vegane in grado di sottolineare l’inconfondibile maestria artigianale italiana applicata a materiali alternativi; fino ad arrivare al make up delle modelle interamente realizzato e curato da Liquidflora, prima linea italiana di cosmetici biologici certificati ICEA, non testati su animali, vegani, performanti e trattanti. Anche il cibo naturalmente ha dato il suo contributo etico grazie a NutracentisBio, azienda specializzata in farine e cereali bio, che per l’occasione ha fornito le materie prime per realizzare un meraviglioso buffet vegano a 5 stelle, realizzato dalle sapienti mani di Martin Vitaloni, giovane e talentuoso Executive Chef del ristorante Rubacuori. Un brindisi finale con uve pregiate in conversione bio, offerto dalle cantine Marzaghe Franciacorta, ha concluso degnamente una serata indimenticabile. La prima di una lunga serie… #ingoodwetrust

 

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GREZZO: THE RAW EXPERIENCE

GREZZO: THE RAW EXPERIENCE

Durante quest’ultimo anno e mezzo ho invidiato Roma perchè ospita una realtà unica al mondo; una pasticceria raw. Qualche settimana fa finalmente incontro Vito Cortese, chef e fondatore insieme a Nicola Salvi, di questo luogo magico ove la pasticceria nutre. Salute e gusto sono le parole chiave per descrivere la filosofia di GREZZO. Paradiso di intolleranti al lattosio, celiaci, vegani, salutisti e golosi.

Il latte di mandorla, prodotto quotidianamente in laboratorio, è alla base di molte preparazioni, mentre il resto degli ingredienti proviene da filiere Bio certificate e selezionate in prima persona. Inutile sottolineare l’estrema qualità delle materie impiegate. Assaggio Soft, cioccolatino raw con cioccolato non tostato dunque, con un sapore che si avvicina al cioccolato al latte. Strepitoso. Pasta di cacao, burro di cacao, vaniglia, zucchero di cocco. Voilà.

Mentre Patrizia mi presenta coloratissime cheese cake, brownies e biscotti, il mio sguardo va al  gelato. Il profumo è intensissimo, la densità al palato dà la sensazione del velluto, il gusto è incredibile! Vito mi confida che quello che sto gustando è l’esito, nato da pochi mesi, di una serie di tentativi e sperimentazioni iniziate proprio un anno e mezzo fa.  La base è fatta di anacardi, latte di mandorla e zucchero di cocco… la mantecatura è questione di esperienza.

Da Grezzo la sostenibilità raggiunge livelli altissimi. Il locale è stato ristrutturato con terra cruda e argille non trattate, sedute e tavolini sono di materiali riciclati, i contenitori sono tutti eco, viene impiegato il vetro così da poterlo riutilizzare e la plastica è usata solo dove strettamente necessario.

Prima di andare, con mio enorme sollievo, Vito mi dice che a breve partirà la rete di franchising in molte città, italiane e non. Grezzo è un parco giochi dove l’anima ritrova se stessa.

 

Post by Maria Chiara

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TIZIANO GUARDINI: SOYA SILK COLLECTION

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TIZIANO GUARDINI: SOYA SILK COLLECTION

Nella suggestiva cornice dell’ Isola Tiberina, presso la Terrazza Martini a Roma, si è svolto il Fashion River 2015, evento promosso e organizzato da Deacomunicazione Eventi e Ciack si cucina web tv, finalizzato a coniugare il mondo della moda a quello della cucina. E c’eravamo anche noi, in veste di media partner della serata… In quattro e quattr’otto abbiamo preso un treno per Roma, appositamente per ammirare la nuova collezione etica di Tiziano Guardini, lo stilista della natura: 15 pezzi in edizione limitata, realizzati in seta vegetale ricavata dalla fibra di soia. Un sogno! Questo innovativo materiale, oltre che un messaggio di rispetto nei confronti del pianeta e degli animali, racchiude molteplici qualità che lo rendono decisamente valido: provenendo da una fibra vegetale è un materiale a impatto zero sull’ambiente e il suo impiego dà vita ad un tessuto estremamente soffice e brillante, morbidissimo al tatto, resistente, antibatterico, traspirante, permeabile all’aria, solido al colore e in grado di bloccare i raggi UV. I dettagli, la scelta cromatica e le linee prive di tagli studiate dallo stilista sono meravigliose; così come le stampe, legate al magico mondo di operose creature oniriche come api, farfalle, libellule, scarabei, rinoceronti alati e millepiedi, sono state realizzate dal grafico internazionale Lorenzo Ceccotti e si sposano perfettamente con il messaggio eco dell’artista. I capi variano dall’abito lungo alla camicia kimono, dalla polo alla chemisier, abbinate a pantaloni neri e gonne, sempre dello stesso materiale vegetale. Ancora una volta assistiamo ad una perfetta sinergia tra etica ed estetica, ecologia e raffinatezza. Da oggi la seta tradizionale avrà una degna antagonista cruelty-free, in grado di sostituirla senza alcun rimpianto. #ingoodwetrust

 

Un ringraziamento speciale a Daniela Forlani, direttore responsabile di Vizio Capitale.

 

Post by Stefi

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HELLEN VAN REES: ALTA MODA SOSTENIBILE

HELLEN VAN REES: ALTA MODA SOSTENIBILE

Qualche settimana fa ho ricevuto una mail da una stilista d’alta moda, in cui si complimentava per il blog e per il messaggio positivo che con i nostri post cerchiamo di trasmettere. Al che, incuriosita e lusingata, le ho risposto per ringraziarla cogliendo chiaramente l’occasione per visitare il suo sito e… sorpresa! Come per magia sono atterrata in un mondo incredibile fatto di forme e di intrecci meravigliosi. Dovevo assolutamente sapere qualcosa di più riguardo a quest’ artista straordinaria, così ho deciso di intervistarla. Ed eccomi qui, pronta a raccontarvi il meraviglioso mondo della talentuosa Hellen Van Rees.

 

1. Che cosa ti ha spinto a creare collezioni basate sulla sostenibilità?

Durante il mio corso di laurea ero alla ricerca di una sostenibilità, di materiali etici e di benessere degli animali nell’industria della moda, ecc… intriducendoli nel mio lavoro, ma non in maniera così consapevole: il mio obiettivo principale era quello di creare materiali innovativi e trame interessanti. Quando ho realizzato la mia collezione finale al CSM per la tesi di laurea, le due realtà si sono unite. Sono stata la prima a laurearsi lì con una collezione sostenibile. Avevo sviluppato una tecnica per creare de tessuti, ricavati da filati sciolti e ricostruiti sulla base di cartamodelli. che una volta uniti davano un rislutato senza precedenti. I filati usati per realizzare la collezione provenivano da ritagli di tessuto, scarti, o vecchi scampoli recuperati dalle magliaie. Con questo metodo ero in grado di creare un tessuto ex-novo che avrei potuto declinare in altre texture, colori ecc.. per le successive collezioni e stagioni ed è grandioso perché mi permette inoltre di sperimentare e innovare. In quanto creatrice, sento di avere una grande responsabilità nei confronti dell’ambiente perché determinate scelte di mercato, finalizzate a lanciare un prodotto, creano a loro volta una richiesta da parte dei consumatori. Queste scelte dovrebbero essere quindi il più consapevole ed ecologico possibile. Non sempre i miei clienti comprano le mie collezioni per un discorso di sostenibilità, ma quando se ne rendono conto apprezzano ancora di più il capo acquistato, attribuendogli maggior valore.

 

2. Che cosa significa per te “moda sostenibile”?

E’ un discorso ambiguo. Quando ci si addentra sempre di più nel mondo della sostenibilità, il concetto diventa piuttosto complicato e contraddittorio. Nella sostenibilità rientra l’ecocompatibilità, così come il commercio equo e il rispetto per gli animali. Sono tutte realtà diverse e alcune di esser possiedono delle certificazioni. Mentre altre iniziative più piccole, essendo sottodimensionate, non possiedono alcuna certificazione. Ma spesso sono più veritiere e trasparenti delle filiere cerificate. A volte capita che un tessuto sia totalmente ecologico, equosolidale ecc.. ma per averlo di un determinato colore è necessario tingerlo e magari quella particolare tinta non è ancora stata realizzata in maniera sostenibile, oppure i tempi di consegna sarebbero troppo lunghi… Ed ecco che il discorso di sostenibilità viene in parte vanificato. Il processo di produzione può essere molto frustrante non essendo ancora organizzato come le altre catene di approvigionamento tessile e le opportunità non vengono sviluppate come dovrebbero. Il problema può essere risolto soltanto con la presenza sul mercato di più aziende che realizzino prodotti moda in maniera realmente sostenibile. Mi capita in alcuni casi di dover fare delle scelte contrastanti in maniera estremamente consapevole, e non soltanto perché mi piace o meno un materiale, e probabilmente finisco per sentirmi molto più in colpa rispetto ad uno stilista che sceglie i materiali solo sulla base di un fattore estetico, senza ulteriori approfondimenti. D’altro canto, trovo gratificante sapere che sto facendo del mio meglio per creare prodotti che non abbiano un impatto sull’ambiente, rispettando le condizioni di lavoro delle perone e il benessere degli animali.

 

3. Mi piace molto Iris Van Herpen e il suo stile creativo. So che hai collaborato con lei, non è vero? Raccontaci com’è stato lavorare al suo fianco e se il suo stile in qualche modo ha influenzato le tue collezioni.

Sono stata stagista nel suo studio per un breve periodo di tempo, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, prima che diventasse molto famosa. Eravamo nel suo studio ad Arnhem, lei non aveva ancora iniziato a stampare in 3D e aveva creato alcune delle sue meravigliose sagome (quelle che poi l’hanno resa celebre) interamente a mano. Le trovo ancora molto interessanti ed è proprio per questo che ho voluto fare quello stage con lei, pur essendomi già laureata e non necessitando di punti extra sul curriculum universitario. Era affascinante vedere come venivano create le sagome da elementi in realtà molto semplici (un abito basic, una gonna o un top), trasformandoli in qualcosa che somigliava molto ad una scultura. Il sottile confine che esiste tra scultura e capo d’abbigliamento è un concetto che ho assimilato e riportato nella mia collezione di laurea e nelle seguenti. Da un pò di tempo mi sono discostata da questo stile, concentrandomi più sulle texture contrastanti e sulle proporzioni, per ottenere un look classico ma contemporaneo.

 

4. Come descriveresti il tuo stile personale?

Mi piacere avere delle linee di base: quando sono in studio e devo lavorare adotto un look piuttosto comodo, quasi trasandato. Quando invece presenzio ad un evento di solito indosso una delle gonne della mia collezione, abbinandola ad una t-shirt nera, una bella collana, rossetto rosso, eyeliner nero, scarpe col tacco o, se posso evitare, sandali bassi o sneaker.

 

5. Sei vegetariana?

Non sono vegetariana, anche se mangio pochissima carne. Credo più nel consumo moderato piuttosto che nell’eliminazione totale di interi gruppi alimentari.

 

6. Quali sono i tuoi sogni per il futuro della moda etica?

Mi auguro che il settore moda diventi sostenibile, spero che la filiera cambi così che le piccole imprese ed i consumatori possano effettivamente vedere da dove provengono i loro prodotti e come sono stati realizzati.

 

7. Esprimi tre desideri…

Realizzare. Pensare. Creare.

 

Hellen Van Rees presenterà la sua nuova collezione P/E 16 presso lo showroom Avant-Premiere dal 17 al 23 Settembre, in occasione del prossimo London Fashion Week.

#ingoodwetrust

 

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Photo by Hellen Van Rees Archive

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TIZIANO GUARDINI: LO STILISTA DELLA NATURA

TIZIANO GUARDINI: LO STILISTA DELLA NATURA

Una giacca di aghi di pino o un abito di corteccia? why not! Tiziano Guardini, talentuoso Fashion Designer è in grado di armonizzare elementi di una natura selvaggia attraverso l’eleganza delle forme.

Nato a Roma negli anni ottanta e formatosi all’Accademia Koefia, dopo alcune collaborazioni inizia ad essere recensito dalla stampa nazionale e internazionale, con menzioni da parte del NY Times, Vogue, Interview, Corriere della Sera, per citarne alcuni. Nel 2012 Tiziano viene invitato ad esporre durante un evento presso la Royal Albert Hall  di Londra; nel 2014 è ospite delle Nazioni Unite a Ginevra in occasione dell’evento “Fashion for forest and forest for fashion”. Ultima in ordine di tempo è la sua partecipazione alla mostra “l’eleganza del cibo, tales about food and fashion” presso il Museo dei Mercati di Traiano a Roma con un abito scultura realizzato mediante il ricamo di radici di liquirizia.

Ma non è solo haute couture: Tiziano veste e disegna una donna contemporanea e consapevole, proiettata nel contesto urbano senza dimenticare il forte attaccamento con la Terra. La collezione fw 2016/17  “Three days to butterfly” esprime una necessità di bellezza orientata verso il rispetto di tutti gli esseri, la sostenibilità e l’armonia. Il messaggio è indirizzato a ciascuno di noi e per esprimerlo al meglio ha scelto di realizzare alcuni capi con la seta Aimsha o Gandhi silk, seta ottenuta solo dopo che la larva ha completato la propria metamorfosi; la difficoltà di lavorare un filo spezzetato produce un tessuto più irregolare e unico nella tessitura, ad oggi difficile da trovare. Etico può essere bello?  Tiziano ne è un esempio. #ingoodwetrust

 

Post by Maria Chiara

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Photo by Fabio Bozzetti and Tiziano Guardini Archive

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BIANCO ESTATE: UN EVERGREEN

BIANCO ESTATE: UN EVERGREEN

Ad un giorno da Ferragosto, festa d’estate per eccellenza, tappa d’obbligo delle nostre vacanze, ci si prepara ad una serata speciale magari attorno ad un tavolo in compagnia dei nostri amici; oppure in riva al mare col nostro lui e un romantico falò; o in una piazza, tra musica, banchetti e fuochi d’artificio. Qualunque sia la situazione la parola d’ordine è ‘white’, da sempre un evergreen degli outfit estivi. Quest’anno però gli stilisti suggeriscono di abbinarlo a gioielli o accessori turchesi, azzurro cielo, acquamarina o blu elettrico, altro colore di tendenza che ritroveremo anche nella nuova stagione A/I. Via libera quindi agli ampi pantaloni palazzo, abbinati a crop top di pizzo o in cotone basic; a lunghi abiti impalpabili di lino, cotone, canapa o organza, impreziositi da un monile o da una borsa di turchese; ottimo anche l’abbinamento catsuit e zeppe oppure shorts bianchi e t-shirt in neoprene super glam, purché il colore predominante sia sempre il bianco. E per chi invece avesse già terminato le proprie vacanze tornando alla vita quotidiana e al proprio lavoro…? Niente paura: questi abbinamenti sono perfetti anche in città dalla mattina alla sera, per l’ufficio o l’apertitivo metropolitano, sia che siate ancora ambrate o che l’abbronzatura ormai rappresenti un lontano ricordo.

 

Post by Stefi

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CASTELLI: DI CARTA, DI PAGLIA, DI LEGNO, DI SABBIA

CASTELLI: DI CARTA, DI PAGLIA, DI LEGNO, DI SABBIA

Costruzioni leggere, a basso costo e di facile realizzazione in tempi rapidi. Ecco il progetto che lo studio di Shigeru Ban, archistar di fama internazionale, ha messo a disposizione della ricostruzione in Nepal. L’idea è tanto semplice quanto geniale: pareti perimetrali realizzate con telai in legno da riempire con i mattoni e le macerie del terremoto e copertura con travi tubolari in cartone reciclato locale. Una volta realizzata la struttura base, con il tempo le pareti possono essere sistemate e le macerie rimpiazzate.

Dalle vette del Nepal alle pianure dell’Olanda. Il giovane architetto Arjen Reas ha progettato un’abitazione privata a partire da un materiale povero e locale come la paglia, di cui erano costruiti i tetti delle case, ma con un design minimal. Modernità e tradizione si incontrano in un connubio di raffinata bellezza. La paglia è uno dei materiali della bio-architettura in quanto è ottimo isolante termo-acustico, regolatore dell’umidità interna, valido materiale dal punto di visto sismico e, strano ma vero, la paglia pressata ha una buona resistenza al fuoco.

Una cupola geodetica è una struttura emisferica composta da una rete di travi a formare un reticolo di triangoli accostati. Una costruzione complessa, riservata a supertecnici e dall’aspetto un po’ freddo e high-tec. Chris Jordan and Mike Paisley —i creatori di ‘hubs’ — hanno ideato questo kit per una autocostruzione di una cupola (o semi-cupola a seconda delle esigenze) in legno. Il concetto base è semplice e alla portata di tutti: nodi in plastica ai quali incastrare i bastoni di legno. In 10-15 minuti è possibile innalzare una struttura base. La compatibilità con qualsiasi tipo di legno conferisce un aspetto molto naturale alla costruzione, quale complemento a un giardino per una serra, un pollaio, un dehors.

Cupole di legno e cupole di sale. Il Saltyigloo è un esperimento di stampa 3d a partire da sale raccolto localmente nella Baia di San Francisco. La struttura è leggera e resistente. Il sale è mescolato a colla speciale che lo rende waterproof, traslucente e economico. Questo igloo è stato costruito con 336 pannelli che ricordano la forma cristallina del sale tenuti insieme da tiranti in alluminio, che rendono il guscio estremamente resistente e flessibile.

E dalle costruzioni in carta, in paglia, in legno, in sale… non poteva mancare il castello…di sabbia estivo! Come costruirlo? Ciascuno ha la sua teoria, ma un parere di un esperto si può sempre ascoltare. Renzo Piano intervistato dal The Guardian ha risposto così:
1. Deve essere chiaro che costruire un castello di sabbia è un’operazione del tutto inutile. Non aspettatevi troppo; scomparirà poco dopo, in primis perché non ha senso fare un castello troppo lontano dalla spiaggia. Il fatto che vi sia una sorta di rapporto tra il castello di sabbia e l’acqua è più importante di quanto si possa immaginare. Studiate le onde e successivamente decidete dove posizionare il vostro castello: se troppo vicino al mare, sarà immediatamente distrutto; se troppo lontano, non avrete l’acqua con cui flirtare.
2. Iniziate a scavare un piccolo canale laddove le onde hanno reso la sabbia umida. Usate le mani. Usate la sabbia fino a creare la struttura del castello, che deve inizialmente sembrare una sorta di piccola montagna, con una inclinazione ideale di 45 gradi.
3. Create un ingresso scavando all’interno che permetta al mare di accedervi. Il momento magico è quando le onde arrivano e creano un fossato. Se il castello si trova in una buona posizione, dovreste riuscire a vedere l’acqua scorrere per circa 10 o 15 minuti. Per catturare l’immagine nella vostra memoria in modo rapido, chiudere gli occhi non appena l’acqua entra.
4. Successivamente posizionate una piccola bandiera, o qualsiasi altra cosa troviate, sul castello di sabbia, giusto per renderlo visibile alle persone che corrono sulla spiaggia. Poi andate a casa e non voltatevi.
Buone vacanze!

 

Post by Alice

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SILVIA BECCARIA: GORGIERE CONTEMPORANEE

SILVIA BECCARIA: GORGIERE CONTEMPORANEE

Problemi con lo stile? Indossa una gorgiera! Sì, avete letto correttamente: le gorgiere fecero la loro comparsa nel Cinquecento ma fu il secolo successivo a vedere protagonisti questi colletti alla spagnola realizzati in candida tela inamidata che in Italia furono chiamate “lattughe” per la loro forma che ricordava l’insalata.

Silvia Beccaria, dopo un percorso di studi incentrato sull’arte-terapia, si è specializzata nella Fiber Art, corrente che indaga l’uso di materiali fibrosi e nell’utilizzo del telaio. Per le sue opere, create filo dopo filo, la definizione di “fibra” viene estesa sino ad includere prodotti industriali, anonimi, marginali, come pvc, gomma, plastica, lattice, poliuretano, ai quali parrebbe difficile attribuire qualità estetiche ma che possiedono un comune denominatore: la loro “tessibilità”. I materiali scelti per le loro caratteristiche di consistenza, elasticità, trasparenza e colore, sono imprigionati dall’ordito e, al tempo stesso, lasciati liberi di muoversi così da creare un effetto di tridimensionalità che ne costituisce il fascino. Opere tessili (arazzi, e sculture) e gioielli contemporanei ispirati alle gorgiere storiche.

Tutti Frutti, ultima in ordine di tempo, presenta una natura che si trasforma in trasparenze di resine colorate, gialli luminosi, rossi e verdi lucenti. Cibi da indossare che diventano espressione di ciò che si è, di un individuale mondo interiore preziosamente unico, segni di una ricerca di corrispondenze tra realtà ed eleganza della forma, di feste, di sapori e d’invenzione creativa.

Poche altre parole sono necessarie, tanta è la loro bellezza; accessori ideali per valorizzare se stessi senza prendersi troppo sul serio. Sarete notati per forza!

 

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Photo by Alessia Micheletti – Mariano Dallago – Silvia Paganino

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JULIAN HAKES: ESTETICA E DESIGN

JULIAN HAKES: ESTETICA E DESIGN

A vederle sembrerebbero delle piccole sculture, oppure delle bucce di limone arrotolate come quelle che si mettono nei cocktail… e invece sono scarpe. Eleganti, futuristiche, leggere e coloratissime le Mojito, firmate Julian Hakes, sono anche inaspettatamente comode. Nate infatti dopo un attento studio del designer londinese sulle impronte lasciate sulla sabbia, queste calzature sfruttano il naturale appoggio del piede su punta e tallone, lasciando completamente libero l’arco plantare. Il tacco largo e le avvolgenti imbottiture interne fanno il resto. Adatte ad una serata speciale, valorizzano anche all’abito più semplice con un tocco di colore: in versione matt, lucida, con strass, natural o fluo, ne esistono molteplici varianti e le potete trovare su numerosi store on-line, anche a prezzi decisamente convenienti. Create con resine plastiche e rivestimento in tessuto, queste scarpe rispecchiano perfettamente la filosofia di questo blog che si impone di unire sempre etica, estetica ed innovazione in un solo concetto inscindibile.

 

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NATURAL DESIGN: LA NATURA CHE CI PIACE

NATURAL DESIGN: LA NATURA CHE CI PIACE

L’uomo, chiuso nel suo rifugio sicuro, raccoglie e porta con sé “pezzi” di natura: trofei di caccia, pelli e pellicce, animali più o meno domestici, fiori recisi e piante in vaso. Ma qual’è la versione etica, sostenibile che possa soddisfare questo bisogno innato? Il design riflette in maniera critica e ironica sul tema.
Questa è la natura che ci piace!

Di Seletti la mucca-credenza a dimensione naturale, realizzata in legno delle casse utilizzate normalmente per il trasporto. Nonostante la forma atipica, è davvero capiente e ogni spazio, dalla testa alle zampe, è fruttato al massimo.

Si chiama Ibride, la collezione di arredi ispirati all’ibridazione tra mondo umano e animale dei designer francesi Benoît e Rachel Convers. Realizzati in compensato, questi mobili-animali travolgono l’universo casalingo con ironica eccentricità. Ecco comparire un orso libreria, uno struzzo-consolle e un asino scrittoio: un gioco di doppie letture e doppie funzioni e rimandi.

E per chi non è ancora soddisfatto e vuole tornare ad immergersi nella natura e godersi un picnic in un prato? Riccarso Randi ha ideato una versione eco delle classiche posate di plastica. Si chiama wood+plastic, un prototipo di set di posate take-away composto da un manico in legno riutilizzabile e una parte in plastica reciclata usa e getta. Elegantissime e funzionali.

 

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JUST FOR KIDS: GLI ANIMALI SONO AMICI

JUST FOR KIDS: GLI ANIMALI SONO AMICI

Ci pensavo l’altro giorno, mentre cercavo delle scarpine per il mio bimbo di 3 anni: sono davvero pochi i marchi cruelty-free che propongono linee adatte anche ai piedini dei più piccoli. Se non si vuole acquistare la classica scarpa da tennis, facilmente reperibile anche in semplice corda, tela, cotone e gomma, la scelta si complica: una piccola parte in pelle la si trova sempre, che sia nelle rifiniture o nella soletta interna. Del resto, se abbiamo scelto di seguire una filosofia di rispetto verso il pianeta e di non violenza nei confronti degli animali, vorremmo essere coerenti non soltanto nell’alimentazione… E allo stesso modo vorremmo trasmettere questi valori anche ai nostri figli. Ma d’altro canto non possiamo farli vivere perennemente con addosso un paio di sneaker in tela e gomma. In inverno, poi… Quindi? Come si fa? Un bel dilemma. Beh, care mamme e cari papà all’ascolto: potete smettere di dannarvi perché è arrivata in nostro soccorso la linea kids proposta da Cammina Leggero. Sandali, scarponcini, sneaker e ballerine dai colori vivaci o naturali, rigorosamente in microfibra cruelty-free: leggerissima, traspirante, impermeabile, adatta alla vita dinamica dei più piccoli. Ogni scarpa è dotata di un plantare estraibile in poliuretano, ricoperto da una microfibra antibatterica e lavabile. La fodera interna è sempre in microfibra traspirante e antibatterica. L’intersuola, idrorepellente e anallergica, è realizzata con resine e cascami tessili. E che dire della suola, importantissima per un buon appoggio del piedino? Ovviamente in morbida gomma naturale, flessibile e antiscivolo. Ma con delle scarpine così, chi li ferma più i nostri piccoli, adorabili terremoti?! #ingoodwetrust

 

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ETHICAL GIVEAWAY: AGRONAUTI COSMETICS

ETHICAL GIVEAWAY: AGRONAUTI COSMETICS

Ragazze all’ascolto! Vi ricordo che è appena partito il primo “Ethical-Giveaway” sul mio profilo Instagram! In palio ci sono 3 meravigliosi prodotti cruelty-free e veganfriendly firmati Agronauti Cosmetics. Per partecipare non dovete far altro che condividere quest’immagine sulla vostra bacheca Instagram e taggare nei commenti del mio profilo, sotto all’immagine del contest, 3 vostre amiche. Quale migliore occasione per scoprire questa linea di prodotti naturali, adatti ad ogni tipo di pelle e perfetti soprattutto chi vive in città a contatto con smog e inquinamento. Coraggio, la fortuna potrebbe essere dalla vostra parte…! Ma fate in fretta perché la vincitrice verrà estratta venerdì 31 Luglio 2015. Avete ancora 4 giorni di tempo!!!

 

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SUMMER TREND: IN THE MOOD OF WAVES

 

SUMMER TREND: IN THE MOOD OF WAVES

Colori freddi e riposanti, sfumature marine che virano dall’indaco intenso al verde smeraldo; linee minimal o futuristiche, abbinati a tessuti tecnologici estremamente duttili. Plastica recuperata dal mare, reti abbandonate dai pescatori: il riciclo diventa un trend anche tra le grandi aziende come Adidas, che lancerà nel 2016 la sua nuovissima linea di sneaker totalmente realizzate con reti e contenitori plastici usati per la pesca e abbandonati in mare. O come Levi’s, che ha creato la sua linea denim ricavato dalle bottiglie di plastica lasciate alla deriva. O ancora come Raw for the Ocean, linea creata in collaborazione con Pharrell Williams e lanciata allo scorso New York Fashion Week, ricavata dai rifiuti plastici ripescati dai fondali marini. La moda acquisisce un nuovo lato etico e il mare ringrazia… Come tutti noi.

 

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CAMMINA LEGGERO: WALKING ON THE RIVER

CAMMINA LEGGERO: WALKING ON THE RIVER

Per farmi perdonare dai signori uomini per il prolungato silenzio, voglio dedicare un altro post alla categoria “Man”. Questa volta però ho scelto un video per presentare la proposta etica per l’estate di Cammina Leggero, brand che adoro e a cui ho dedicato diversi articoli nel corso del nostro viaggio. Un marchio italiano, ecologico e totalmente cruelty-free, sempre inconfondibile per le linee pulite ed essenziali delle sue calzature. Proprio come questi sandali infradito: comodi, resistenti, traspiranti e idrorepellenti! Un must di stagione, se amate le tendenze moda e la liberatà di movimento. Sapete? Visto che ci sono anche nella versione femminile, in tortora e cacao, quasi quasi me li compro anch’io! ^_^ #ingoodwetrust

 

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OPIFICIO V: COLLEZIONE BLACK LABEL

OPIFICIO V: COLLEZIONE BLACK LABEL

Se vi dicessi che in Italia, patria della moda e degli accessori in pelle, esiste una realtà consolidata il cui successo dipende in primo luogo dall’abilità di mani esperte che producono scarpe preziose ma totalmente cruelty-free? Vi meravigliereste? Ebbene Opificio V (e la “V” sta proprio per Veggie) è la prova che quando i sognatori si mettono al lavoro i risultati sono stupefacenti. Alcuni giorni fa Maria Chiara, splendida new entry del team di Ethical-Code, è andata a scoprire questa incredibile realtà e a conoscere di persona la creatrice che ha dato vita a questo brand meraviglioso.

 

Incontro Paola, ideatrice e resonsabile di Opificio V, durante una afosa mattinata a Tradate, non lontano da Milano. Ho la fortuna di entrare nel suo warehouse, molto più casa che magazzino, dove la collezione è in attesa di estimatori. Tatto e vista potrebbero essere tranquillamente “ingannati”, tanta è la bellezza delle linee e la qualità dei materiali. Non vi è infatti traccia di finta pelle né di improbabili fac-simile, ça va sans dire! Sono colpita dalla collezione Black Label, diamante di punta del brand ed esito di un progetto importante di cui Paola mi racconta fiera. La costante ricerca di materiali altamente tecnici e sostenibili ha portato ad un risultato che è prima di tutto bello.
Ma se non è pelle, cos’è?
La nuova “pelle-vegan” composta da bio-poliolii derivata dai cereali, non produce emissioni di Co2 ed è totalmente waterproof, per questo preferita alla classica eco-pelle ricavata dal petrolio. Alcantara, cotone cerato e lino sono impiegati nelle tomaie. New entry il Legno, must have della collezione uomo, reso morbido e flessibile grazie a laserature e microincisioni tali da regalare alle calzature un effetto intrecciato meraviglioso. Lucky men!
E le suole? Biodegradabili per le sneaker e Gomma Vibram, praticamente indistruttubile. Mentre la mattinata volge al termine e mi avvio a riprendere la strada per Milano, Paola tiene a ribadire un concetto non banale; la produzione è marchigiana, terra dove i mestieri tramandati di generazione in generazione rappresentano ancora un elemento imprescindibile.

 

This bag belongs to a troublemaker, a rebel, a person crazy enough to see the world differently” (ossia: Questa borsa appartiene ad uno scapestrato, ad un ribelle, ad una persona abbastanza folle da saper vedere il mondo in modo diverso). Questo recita la shopper in edizione limitata che accompagna la consegna del prodotto. La rivoluzione del Made in Italy è in atto e testimoniarlo è un privilegio. #ingoodwetrust

 

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ETHICAL-CODE THE MOVIE: UN ANNO FA

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ETHICAL-CODE THE MOVIE: UN ANNO FA

Esattamente un anno fa, prendeva vita un sogno meraviglioso…

Immersi nello splendido scenario del Parco del Ticino, oasi faunistica incontaminata e protetta, abbiamo scelto di presentare Ethical-Code: l’ anello di congiunzione tra moda e natura. Con una visione onirica e fiabesca, volta a sottolineare la poesia che la natura da sempre ispira, abbiamo voluto raccontare alcuni outfit di tendenza e accessori cruelty-free di brand che hanno creduto nel nostro progetto, scegliendo di utilizzare materiali alternativi per realizzare i loro capi. Il viaggio comicia con il design innovativo della borsa-zaino firmata Krze Studio,  gli anfibi vegan di Cammina Leggero, per approdare alla T-Shirt dell’iconica stilista Elisabetta Franchi che racchiude, nella sua semplicità, l’essenza del nostro messaggio: “Be Chic Love Animals“. Seguono poi i sandali vegan argento di London Rebel, l’abito black and white di Patrizia Pepe, il jacket Duchamp e i pants con zip in faux-leather di Mangano, abbinati agli attualissimi ankle boots vegan con fibbie di Wills. L’atmosfera cambia, calano le tenebre magicamente intravediamo abiti di morbido pizzo e tulle impalpabile, uniti a un jacket Corner in eco-pelle dal taglio grintoso e femminile, sempre firmati Mangano.

 

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MATT AND NAT: E’ TEMPO DI SALDI

MATT AND NAT: E’ TEMPO DI SALDI

E’ tempo di saldi! Proprio oggi ho ricevuto la newsletter di Matt&Nat in cui annunciavano uno straordinario sconto del 40% su tutta la loro collezione di borse crueltyfree. Come sapete la qualità dei materiali utilizzati da questo marchio è eccellente e il design delle borse assolutamente in linea con le tendenze moda del momento. Quindi, perché non approfittarne? Fare shopping può essere divertente, appagante e, in questo caso, avere persino un risvolto etico. Il che non guasta… Che amiate la moda, gli animali, il pianeta, l’ecologia, questo brand non vi deluderà perché fonde queste tematiche in un unico accessorio. E a tal proposito, vi comunico che è appena uscita Hope, la mini tracolla in edizione limitata il cui ricavato verrà totalmente devoluto ad una delle 5 associazioni benefiche aderenti al progetto. E a scegliere a chi devolvere il ricavato del vostro acquisto sarete proprio voi. Date il vostro contributo per una buona causa: per una volta, l’acquisto di una borsa non peserà negativamente sulla vostra coscienza..! ^_^

 

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TENDENZE ESTATE: FIORI E GEOMETRIE

TENDENZE ESTATE: FIORI E GEOMETRIE

Oltre al mood “Seventies”, alle frange e al ritorno del denim in tutte le salse, sulle strade, sulle spiagge, così come sulle passerelle, impazzano ancora motivi floreali e geometrici: dai fiori artistici, applicati o ricamati di ogni forma e materiale possibile, ai quadretti e alle stampe rigate, meno optical o pop ma più ricercate. E poi sandali alla schiava, alti fino al ginocchio o bassi e super flat, che variano dai colori naturali a quelli decisamente forti. E accessori, tanti accessori, argento e oro in contrasto ad un trucco super naturale. A parte qualche cambio di colore, ritroveremo queste fantasie anche per la stagione A/I, quindi approfittate dei saldi per scovare qualche capo che vi accompagnerà fino all’autunno. Magari abbinato ad un maglione oversize o ad un montone colorato in ecopelle.

 

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LABANTE LONDON: MODA E RISPETTO

LABANTE LONDON: MODA E RISPETTO

Che posso dire? Mi sembra un sogno! Durante le mie molte ricerche, entro in contatto con realtà stupende di cui non conoscevo l’esistenza ma che inevitabilmente catturano la mia attenzione. Ogni giorno scopro un nuovo, meraviglioso brand cruelty-free e me ne innamoro perdutamente. Come nel caso di LaBante London, un altro incredibile marchio londinese, questa volta di borse e gioielli cruelty-free, creati nel rispetto degli animali, dell’ambiente e delle persone che lavorano per crearli. Nato nel 2006 per accontentare un pubblico esigente e sofisticato, Labante ha saputo conquistare in breve tempo il cuore di moltissime donne. Dall’intelligente unione di stile, buon gusto e qualità, questo brand propone articoli sempre nuovi ad ogni stagione e seleziona con cura i suoi articoli rendendoli perfetti per qualsiasi occasione: dall’ufficio, al pranzo con le amiche, alla cena romantica, all’evento importante. I materiali utilizzati sono di altissimo livello e tutti animalfree. Se siete attente allo stile e amate la moda non potrete rimanere indifferenti ad una di queste borse. Marchio riconosciuto anche da PETA come vegan-friendly, LaBante London si impegna a produrre accessori di tendenza, unendo il concetto di moda al quello del rispetto. E noi non possiamo che sostenerli con grandissimo entusisamo! #ingoodwetrust

 

Per tutti i lettori di Ethical-Code, LaBante London offrirà prestissimo uno SCONTO PROMOZIONALE su tutti i suoi articoli. Restate connessi! ^_^

 

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SERPENTINE PAVILION 2015: UNA CRISALIDE

SERPENTINE PAVILION 2015: UNA CRISALIDE

Trasparente. Colorata. Cangiante. Onirica.
Il nuovo padiglione della Serperntine Gallery, recentemente inaugurato nei giardini di Kensington di Londra ad opera della coppia di architetti spagnoli José Selgas e Lucía Cano, è tutto questo, ma non solo. La consapevolezza che il progetto avesse bisogno di connettersi con la natura e sentirsi parte del paesaggio, è il punto di partenza dell’idea progettuale. Un percorso espositivo basato sulla possibilità da parte del visitatore di sperimentare l’architettura attraverso semplici elementi: struttura, luce, trasparenza, ombre, leggerezza, forma, sensibilità, cambiamento, sorpresa, colore e materiali.
Definita dalla direttrice delle Serpentine Galleries come una crisalide, la struttura poligonale temporanea è costruita con un doppio strato di pannelli di etilene tetrafluoroetilene (ETFE), avvolti da cinghie multicolore. La doppia membrana genera un corridoio tra interno ed esterno, uno spazio “liquido”nel quale si aprono diversi accessi e si snodano percosi come labirinti organici.
La coppia di architetti spagnoli è conosciuta per la loro capacità di combinare nuove tecnologie e materiali sintetici con un occhio particolare al mondo naturale. Il loro studio è un tunnel semitrasparente in un bosco. Chi non sognerebbe di lavorare in uno spazio come questo?
Il Padiglione delle Serpentine Galleries è un appuntamento di fama mondiale per gli amanti dell’arte e dell’architettura e quest’anno celebra il 15 ° anniversario. Gli anni passati, architetti della fama di Peter Zumthor, Zaha Hadid, Sanaa, Herzog & de Meuron, Frank Gehry e Jean Nouvel hanno realizzato il Padiglione.
Il Serpentine Pavilion è stato inaugurato il 25 giugno e terminà il 18 ottobre. Una buona idea per un weekend estivo nella City!

 

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NAK: NO ANIMAL KILLED

NAK: NO ANIMAL KILLED

“Be cool, not cruel” (“siate fighi, non crudeli”) è lo slogan che lancia NAK Fashion, nuovo marchio londinese di scarpe cruelty-free, per uomo e donna. La scelta dei modelli della loro prima collezione è ampia e il colore rigorosamente black (con una nota verde acqua), perfetto per qualsiasi outfit: dagli Stiletti iper femminili ai comodi Bikers, per la donna. Mentre per l’uomo si va dagli stivaletti Chelsea, alle classiche Oxford o Derby. Tutte prodotte da artigiani italiani e distribuite in tutta Europa, sono realizzate con una rivoluzionaria microfibra leggerissima e impermeabile che rende queste scarpe perfette per viaggiare con un bagaglio a mano leggero o per camminare comodamente con qualsiasi condizione climatica. Approvato anche da PETA, NAK è stato lanciato al London Fashion Week 2015, riscuotendo grande successo. A questo punto, posso solo aggiungere che… sono pazza di questo brand! #ingoodwetrust

 

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STELLA MCCARTNEY: L’ASTRO DELLE PASSERELLE

STELLA MCCARTNEY: L’ASTRO DELLE PASSERELLE

Non ha certo bisogno di presentazioni la celeberrima stilista britannica, figlia di Paul McCartney, creatrice delle altrettanto famose “Falabella“, nate dall’ amore verso gli animali. Con le sue lussuose collezioni etiche, caratterizzate da accessori cruelty-free eccentrici e colorati, Stella ha conquistato e stravolto il mondo della moda. Il suo nome le ha sicuramente portato fortuna: ad oggi infatti è senza dubbio l’astro più luminoso delle passerelle.

 

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TOO FACED: TRUCCO DA STAR CRUELTY-FREE

TOO FACED: TRUCCO DA STAR CRUELTY-FREE

Dalle terre abbronzanti, ai fondotinta impalpabili; dalle polveri glitterate, alle ciprie ultra-mat; dagli eyeliner super-precisi, alle irresistibili palette multi-color che ti fanno venir voglia di sperimentare ogni genere di smokey eye. E poi rossetti, mascara, gloss, blush, primer, matite per occhi, labbra e sopracciglia… tutto rigorosamente all’insegna del rosa, colore distintivo di questa famosissima marca americana di cosmetici cruelty-free. Too Faced, fondata da Jerrod Blandino e Jeremy Johnson, recensita più volte anche da Vogue, è andata a ruba fin da subito nei più grandi rivenditori di tutto il mondo. Qui in Italia la si può trovare in tutti i negozi Sephora, per sperimentare con mano le consistenze e le tonalità più adatte alla nostra fisionomia. Motto principale di questa azienda di cosmetici è: “ogni donna può scoprire la propria bellezza e femminilità, divertendosi.” ll rapporto qualità/prezzo è strabiliante e sul loro sito, nella sezione delle offerte, troverete ulteriosi sconti su moltissimi prodotti e nessun costo aggiuntivo per le spese di spedizione. E allora, divertiamoci anche noi!

 

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NUOVE IDEE PLASTICHE: DALLA MODA AL DESIGN

 

NUOVE IDEE PLASTICHE: DALLA MODA AL DESIGN

Da rifiuto a tesoro: Aurora Robson è un’artista canadese multimediale che crea pezzi d’arte a partire dal recupero di rifiuti, sia raccolti personalmente, sia utilizzando scarti di produzioni industriali, coinvolgendo le aziende stesse al fine di creare una maggiore consapevolezza collettiva sulle potenzialità dei materiali di scarto.

Altra installazione artistica realizzata questa volta con normali bottiglie di plastica riempite di liquidi colorati. Dal basso sembra un prato di fiori colorati.

La ricerca di nuovi materiali plastici coinvolge artisti e architetti. Per il concept store di Prada a Los Angeles nel 2004 l’archistar Rem Koolhaas ha studiato una sorta di spugna di materiale plastico, una schiuma poliuretanica dalla geometria irregolare con la quale poter realizzare sia oggetti che pareti. Questo nuovo materiale nelle sue multiformi sfaccettature offre suggestive interpretazioni in bilico dall’artificiale al naturale, dal rigido al flessibile, dal solido al trasparente.

Tara Donovan è un’artista americana che usa ogni tipo di oggetto d’uso quotidiano per creare le sue sorprendenti sculture. Non parte dal disegno di un progetto, ma lascia piuttosto che la sculture emerga dall’oggetto stesso in modo organico. Questa scultura realizzata con bicchieri di polistirolo incollati tra di loro con colla a caldo genera una sorta di nuvola a onde capace di assorbire la luce e diffonderla in un meraviglioso pattern sospeso.

United Nude è stata creata nel 2003 dal giovane olandese Rem D Koolhaas, nipote del più celebre Rem Kollhaas, in collaborazione con il suo amico inglese, Galahad Clark, fondatore del marchio Clarks.
Calzature di forme e materiali innovativi, come queste: Lo Res (sia nella versione ballerina che con il tacco) nasce da un disegno computerizzato in grado di modellare la gomma in un solo pezzo sfaccettato come un diamante.

La sovrabbondanza di bottiglie di plastica che il nostro pianeta non riesce a smaltire, a fronte di un consumo di acqua imbottigliata sempre crescente, sta diventando un’emergenza planetaria. Water Bobble di Move Collective sono bottigliette da 55cl di PET riciclata e e riciclabile, priva di sostanze nocive come BPA e PVC, con un filtro al carbone attivo che trattiene le scorie e rende l’acqua più leggera e più gustosa per chi è abituato a bere acque minerali. Possono essere riutilizzata più volte, poiché un filtro dura l’equivalente del contenuto di 300 bottigliette normali. Design impeccabile firmato da una star come Karim Rashid.

Si chiama Vac from the Sea ed è il nuovo progetto lanciato da Electrolux con l’obiettivo di sensibilizzare la società sul problema della rimozione dei rifiuti in plastica presenti negli oceani di tutto il mondo. Electrolux ha deciso di raccogliere parte di questa plastica e, attraverso un processo di riciclo, utilizzarla per realizzare un’edizione limitata di aspirapolvere. I tecnici di Electrolux sono riusciti a realizzare aspirapolvere “verdi”, cioè la cui plastica è per più del 70% riciclata, ma naturalmente l’obiettivo finale è raggiungere il 100%, e non solo per gli aspirapolvere, ma per tutte le gamme in commercio.

Durat è un materiale ecologico per la realizzazione di superfici solide senza soluzione di continuità come top, tavoli, lavandini integrati, vasche da bagno, piatti doccia, ecc. E’ realizzato dal 30-50% di plastiche dure reciclate ed è a sua volta reciclabile al 100%.

Disegnata da Lamellux, Quertec è un pannello combinato di resina e lamelle di legno di diverse essenze che associa la bellezza del materiale naturale con la trasparenza della resina. Può essere studiato come pannello divisorio, anta, piano d’appoggio, lasciando filtrare un parte o del tutto la luce tra gli ambienti.

Raffinate ed easy-to-wear, divertenti e bon-ton, perfette in città, in crociera e in spiaggia, le Glue Cinderella  di Kartell in gomma sono ballerine dalla forma essenziale, elegante e studiata nei minimi dettagli – dall’oblò sul retro per poterle comodamente indossare, all’ampia scollatura, fino alla stella da cui prende forma il tacco e al logo stampato sulla suola.

Le nazioni Unite stimano che gli oceani contengano circa 100 milioni di tonnellate di plastica. Come i nostri consumi aumentano, così la concentrazione di plastica è destinata a crescere. La “Sea Chair” è realizzata interamente da plastica raccolta in mare. Lo Studio Swine e  Kieren Jones hanno ideato insieme un sistema per raccogliere i detriti marini e trasformarli in prodotti di serie. La plastica raccolta dalle reti dei pescatori o raccolta sulle spiagge viene  ridotta in pezzi piccoli per essere fusi a 130 gradi in forni appositi. Quindi viene pressata per creare la seduta o estrusa per formare le gambe dello sgabello. Ciascun sgabello ha allegato le coordinate geografiche della provenienza.

Non sarebbe bellissimo se invece di dover fare la raccolta differenziata di carta, plastica, vetro, organico potessimo utilizzare questi rifuti per creare noi stessi nuovi oggetti? Ecco l’idea di  Yangzi Qin, Yingting Wang, Luckas Fischer e Hanying Xie per questa 3d re-printer. Si potrà semplicemente mettere come “cartuccia” pezzi di plastica che non utilizziamo più per creare nuovi e utili oggetti. Per il momento è ancora in fase di studio, ma la probabilità di riuscita del progetto sembrano davvero reali.

 

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MATT AND NAT: 1 MILIONE DI BOTTIGLIE RICICLATE

MATT AND NAT: 1 MILIONE DI BOTTIGLIE RICICLATE

Ormai lo conoscete perché amo moltissimo le sue linee, la qualità dei materiali e i colori sempre di grande tendenza. Sto parlando di Matt & Nat, meraviglioso brand Canadese di accessori totalmente cruelty free apprezzato anche da star hollywodiane come Tobey Meguire. Le loro collezioni non riflettono soltanto la bellezza ispirata dall’ambiente in cui vengono create, ma anche la bellezza del messaggio che contengo: “vivere meravigliosamente” con creatività e positività rispettando la vita, gli esseri umani e l’ambiente. Mat & Nat infatti ha appena annunciato con orgoglio di ricilare ben oltre 1 milione di bottiglie di plastica all’anno per realizzare le sue collezioni. E noi ci auguriamo possa essere uno stimolo propositivo per molti altri brand. #ingoodwetrust

 

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COLOUR TREND: IN THE MOOD OF GREY

COLOUR TREND: IN THE MOOD OF GREY

Grigio, intramontabile grigio. Proposto in tutte le sue sfumature: dal grigio ghiaccio al grigio perla, dal tortora all’argento metallizzato, dal grigio cenere fino ad arrivare al grigio antracite. Meglio se abbinato al bianco, per far risaltare i contrasto cromatico. Questo colore è uno dei protagonisti assoluti della stagione 2015-2016, a partire dall’estate 2015 nelle nuance più chiare, fino ad arrivare a tonalità decisamente più scure per l’inverno 2016. I colori lunari trovano ampio spazio anche nel make-up: zigomi stellati, colori mat come il grigio/lavanda ottenuto mischiando il viola cangiante (tendenza del F/W 2014) al grigio (come ha fatto Sally LaPointe) e da abbinare a ciglia e sopracciglia bianchissime; materie grigie anche sulle unghie con smalti “ascetici” e colori stralunati, come la moon manicure argentata proposta da Carmen Marc Valvo per un nude-look molto sofisticato, o unita ad un nero ultra brillante per un look decisamente più grintoso.

 

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CASE SUGLI ALBERI – ALBERI SULLE CASE

CASE SUGLI ALBERI – ALBERI SULLE CASE

Infantile sogno dei piccoli oppure simbolo della perfetta fusione uomo-natura? Una casa sull’albero è un’immagine potente e suggestiva che incanta e incuriosisce. Da alcuni anni architetti di tutto il mondo hanno ripreso ad indagare sulle potenzialità del tema, che ha infinite sfaccettature: da spartani nidi per umani appesi agi alberi, a ultra-tecnologiche case sospese come per magia tra i rami, da rifugio privatissimo per neo Thoreau a resort turistici aperti a tutti. In comune hanno il desiderio di un contatto ravvicinato con la natura, il bisogno di quiete e distacco dal caos della quotidianità e la voglia di guardare il mondo con una nuova prospettiva.

Alberi che crescono sulle case: in Norvegia questa magica casa sembra essere emersa dal terreno.

Nidi che spuntano tra i rami: l’artista californiano Jayson Fann ha progettato un vero e proprio “nido per umani”, dove poter provare l’esperienza di dormire come un uccello. Fatta con rami di eucalyptus raccolti da foreste locali, questa insolita camera d’albergo può ospitare fino a otto persone. La scelta e il taglio dei rami viene fatto con attenzione e nel rispetto della pianta; l’assemblaggio della struttura spiraliforme è come un puzzle in cui ogni pezzo deve incastrarsi con il vicino in un’armoniosa composizione.

Una scatola di vetro realizzata con finestre di recupero: ecco l’idea del fotografo Nick Olson e della designer Lilah Horwitz per la loro casa-rifugio nei boschi della West Virginia. Con un budget minimo (500 dollari) e un lavoro manuale degno di un certosino, questa coppia ha raccolto e recuperato vecchi infissi per costruire questo piccolo gioiello, a metà tra il rustico e il moderno. L’abitazione è molto spartana: niente elettricità, niente impianto idrico. Un’immersione totale nella natura e nella sua spettacolare bellezza e unicità.

Sempre in vetro, ma praticamente invisibile la tree house progettata dallo studio svedese Tham & Videgard Arkitekter nei boschi di Harads, vicino al Circolo Polare Artico. La struttura, realizzata in alluminio e rivestita in vetro a specchio, è fissata al tronco dell’albero. L’effetto a specchio la rende mimetica nel contesto. Dall’interno al vista a 360° è garantita. Per evitare che gli uccelli del bosco potessero ferirsi sbattendo contro le pareti vetrate, è stato inserita all’interno del vetro una pellicola ultravioletta invisibile agli occhi umani ma perfettamente visibile per gli uccelli.

Lo Yellow Treehouse Restaurant appare come un’enorme crisalide appesa all’albero a  40 metri dal suolo nei boschi di Warkworth a nord di Auckland in Nuova Zelanda. Realizzato con struttura lignea in pioppo  di 10 metri diametro e costruito in soli 66 giorni, il ristorante voluto dalle Pagine Gialle, ha 18 posti a sedere, una cucina e servizi. La ricerca per il minor impatto sull’ambiente ha indirizzato la scelta sul legno e sul contenimento dei rifiuti.

Thailadia. Soneva Kiri di Six Senses, un eco-resort a “6 stelle” situato sull’isola quasi disabitata di Koh Kood.  Le 29 ville superlusso hanno a disposizione uno specialissimo ristorante più che esclusivo. Una culla in bamboo appesa a quasi 5 metri di altezza tra le fronde della fitta foresta tropicale accoglie un tavolino da due. Il servizio al tavolo del cameriere ha dell’acrobatico.

Non solo case sugli alberi e non solo in fitte foreste. Il tema del concorso “Treehouses in Paradise” era quello di pensare a strutture leggere appese alle palme sulle spiagge.

Per chi volesse passare dal sogno alla realizzazione, l’azienda tedesca Baumraum è specializzata in costruzioni di case sugli alberi. L’architetto Andreas Wenning ha costruito per se stesso questa tree house intorno al grande tronco di quercia, a 11 metri di altezza. Al suo interno unicamente un letto matrimoniale, un tavolino con seduta e una vista meravigliosa!

E in Italia? Poche ancora le strutture turistiche che offrono la possibilità di dormire sugli alberi. Vicino a Viterbo, il B&B la Piantata dispone di 2 bellissime casette a 8 metri di altezza circondati da campi di lavanda; a Manta in provincia di Cuneo il B&B Il giardino dei semplici ha deliziose camere nascoste tra le fronte di una grande quercia, con vista sul panorama delle Langhe.

Da alberi sulle case, a case sugli alberi a case per gli alberi. A Ho Chi Minh City in Vietnam le città si sono molto allontanate dalle foreste tropicali in cui sorgevano. Gli spazi verdi sono limitati e traffico e inquinamento dell’aria sono in aumento. House for Trees è una casa prototipo progettata con un budget limitato di 155.000 dollari e ha come obiettivo quello di restituire spazio verde alle città, coniugando abitazioni ad alta densità con grandi alberi tropicali. Cinque scatole di cemento sono pensate come vasi in cui piantare gli alberi. Lo strato di terreno in copertura, oltre a funzionare come isolamento termico serve come bacino di raccolta dell’acqua piovana.

 

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CRUELTY FREE FASHION: INTERPRETAZIONE DELLA NATURA

CRUELTY FREE FASHION: INTERPRETAZIONE DELLA NATURA

Il legame tra arte e natura nasce con l’interpetazione da parte dell’uomo dell’ambiente che lo circonda. A partire dai graffiti delle caverne fino ad arrivare ai murales metropolitani, la natura entra nell’immaginario colletivo ispirando gli artisti di tutto il mondo, in qualunque epoca. Le molteplici sfaccettature del rapporto tra l’ uomo e la natura emergono in infiniti ambiti: scultura, letteratura, filosofia, poesia, pittura, scienza, design, architettura, fotografia e naturalmente moda. Cultura, coscienza, sostenibilità e sensibilità aumentano proporzionalmente all’introduzione di nuove tecnologie, nuovi materiali (naturali o sintetici) che non implichino l’uso di sostanze venefiche o di origine animale. Ritrovare l’equilibrio perduto tra uomo e natura, tra estetica e rispetto è una delle tematiche fondamentali che questo progetto propone attraverso immagini, suggerimenti, ispirazioni e nuove realtà impegnate al raggiungimento di questo ambizioso traguardo comune. #ingoodwetrust

 

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DIAMOND LUISANT: A LOTUS FROM MUD

DIAMOND LUISANT: A LOTUS FROM MUD

Quando arte e creatività si fondono sapientemente, guidate da una lungimirante visione etica volta a trasformare un materiale apparentemente insignificante in qualcosa di meraviglioso, nascono realtà importanti destinate a stravolgere il panorama dell’haute couture. Come nel caso di Diamond Luisant, neo nato brand italiano che utilizza materiali di riciclo o addirittura di scarto per creare collezioni d’alta moda di una bellezza disarmante. Non si butta via nulla: tende, copriletti, cialde di caffè, tappeti in finto pelo, bottoni riciclati, centrini, nastri per bomboniere danno vita a capi d’abbigliamento dalle linee più svariate che spaziano dal minimalismo etrusco fino ad arrivare alla più sontuosa opulenza barocca. Totalmente cruelty-free e veganfriendly, oltre che sustainable-chic, Diamond Luisant è recentemente entrato a far parte del progetto Animal Free Fashion tra le aziende con il punteggio massimo del rating richiesto. Fondato da un duo dinamico di brillanti professionisti – Diamond (artista poliedrico e geniale stilista) e Josemar José Andena (tatuatore appassionato e CEO del marchio) – questo marchio farà presto parlare di sé. Come un fior di loto che nace dal fango, da oggi l’alta moda trarrà vita dal riciclo.

 

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ph. by Luca Di Fazio – Claudio Davolio – Mario Gramegna

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DESIGN: SOFFIONI DA INTERNI

DESIGN: SOFFIONI DA INTERNI

Dopo il primo excursus sul tema “soffioni e design”, ora il campo si allarga e lo sguardo si pone sul disegno come decorazioni d’interni. Da foto marco a disegni stilizzati, la perfetta simmetria radiale del soffione, associata alla sua delicata naturalezza, è capace di caratterizzare in maniera decisa gli ambienti domestici.

1. Una foto macro del dettaglio di un soffione è il motivo decorativo della carta da parati di Wall Art, disponibile in due formati (240×270 oppure 360×300 cm). Essendo divisa in cinque fasce, con un minimo di manualità, è possibile applicarla da soli utilizzando normale colla per carta da parati.

2-3. Di immediato effetto l’applicazione di bianchi stickers con motivi floreali su una parete colorata. Questi adesivi, che riproducono la silhouette di un soffione fuori scala, sono prodotti in Inghilterra e possono essere assemblati a piacere.

4. Sempre stickers bianchi ma in formato reale. Questa parete è tappezzata di piccoli soffioni, creando l’illusione di un campo estivo. Semplice idea ma di grande impatto.

5-6-7-. Come nell’immaginario di “Alice nel paese delle meraviglie”, il mondo improvvisamente si ribalta. Ed ecco un campo di soffioni che pende dolcemente dal soffitto. La fantastica installazione dell’artista tedesca Regine Ramseir, creata per ArToll Summer Lab nel 2011, è realizzata con circa 2.000 soffioni, raccolti e protetti con una speciale lacca dall’artista stessa in modo da mantenere intatta la delicata bellezza del frutto.

8. Il motivo a soffioni è qui presentato in un’ incisione su tavoletta di argilla. Alla leggerezza del tema rappresentato si associa la fragilità del materiale, creando un insieme poetico.

9. Dandelion è il nome della serie di piastrelle esagonali della collezione 2014/15 disegnate da Claesson Koivisto Rune per Marrakech design. Queste piastrelle in cemento, disponibili in 12 diversi colori, rimandano a grafiche e pattern tessili di stampo giapponese e possono essere combinate tra loro. Prodotte in piccole fabbriche in Marocco: ogni elemento è un pezzo unico, con le sue mini irregolarità e peculiarità, caratteristiche che aggiungono un tocco di naturalezza senza per questo comprometterne la qualità e la resistenza.

 

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SOGNI DA REALIZZARE: RESPONSIBLECHIC & ONIRIKOS

 

SOGNI DA REALIZZARE: RESPONSIBLECHIC & ONIRIKOS

Voglia di vacanza, di mare, di mete da sogno in cui rigenerarsi, lasciando alle spalle stress lavorativo e frenesia cittadina… Chi non l’ha desiderato almeno un miglialio di volte, seduto alla scrivania del proprio ufficio? Bene. Se avete dei sogni come questi da realizzare, non vi resta che affidarvi a ResponsibleChic Altelier, un tour operator specializzato in viaggi ecosostenibili ma di lusso. Vi avevo già parlato di questo brand alcune settimane fa in un altro post. Oggi vorrei spendere due parole in più per presentarvi meglio Alessandra e Isabella, ideatrici e responsabili di questa bellissima realtà.

 

Stefi: Buongiorno ragazze. Diteci, come è nato ResponsibleChic?

 

Alessandra e Isabella: Il marchio ResponsibleChic Atelier è stato ideato con l’obiettivo di sfatare il mito che viaggiare in maniera sostenibile significhi farlo “zaino in spalla”, scegliendo strutture basic e rinunciando a tutti i confort che di solito caratterizzano una vacanza.

 

S: Ottimo! Una visione molto affine a quella di Ethical-Code, non trovate? Etico associato alla classe, alla qualità e all’eleganza…

 

A & I: Assolutamente. Crediamo fortemente che il Turismo di Lusso abbia le potenzialità e i mezzi per promuovere la filosofia di un turismo “green” e gli esempi non mancano: Il The Brando nella Polinesia Francese, il Pacuare Lodge in Costarica, il Misool in Indonesia, il Maalifushi by COMO alle Maldive, i Luxury Camp di Wilderness Safaris fino ad arrivare all’esclusivo North Island alle Seychelles, sono solo alcuni degli Eco-Luxury Resort impegnati nel rispetto delle politiche di tutela ambientale e nel sostegno alle comunità locali che vengono coinvolte nei progetti di sviluppo sostenibile.

 

S: Splendido, davvero. Ho anche saputo che di recente c’è stata una grossa novità per il vostro marchio…

 

A & I: In effetti sì. Da oggi ResponsibleChic Atelier è ufficialmente affiliato al brand Onirikos, Tour Operator specializzato nell’ideazione ed organizzazione di Esperienze di Viaggio, individuali o collettive, di altissimo livello che negli ultimi anni è diventato il punto di riferimento per il Turismo di Lusso in Italia e nel Mondo. I suoi Experience Designer costruiscono proposte interamente personalizzate in base alle richieste dei clienti, impegnandosi ad esaudire ogni desiderio e offrendo servizi esclusivi fuori da ogni circuito tradizionale. Onirikos si differenzia dalla maggior parte delle Agenzie e Tour Operator poiché non dispone di un vero e proprio catalogo: tutte le Esperienze di Viaggio ideate sono realizzate interamente su misura.

 

S: E voi che ruolo avrete all’interno di questo brand?

 

A & I: Noi saremo Experience Designer per Onirikos e continueremo a progettare insieme a voi esperienze di viaggio uniche e ovviamente eco-chic! E in occasione di questo nuovo post, vogliamo regalare a tutti i lettori di Ethical-Code uno sconto del 10% sulle nostre consulenze per tutto il 2015.

 

S: Fantastico! Grazie infinite, Alessandra e Isabella. Sono certa che i nostri lettori apprezzeranno moltissimo. Mi raccomando teneteci aggiornati sulle novità e sulle mete “green” di ResponsibleChic.

L’estate è alle porte e se ancora non avete deciso dove trascorrere le prossime vacanze, direi che ResponsibleChic e Onirikos potrebbero essere una stilosissima soluzione ecosostenibile! Che ne dite? ^_^

 

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GET THE LOOK OUTFIT IDEAS

GET THE LOOK OUTFIT IDEAS

1. Clutch oversize in Eco-Pitone e Vernice con tracolla a catenella removibile by Jill Milan – 2. Serum Active, Siero Anti-Age cruelty-free per Uomo e Donna by Shani – 3. Blazer Crepe destrutturato in acetato e viscosa by Lanvin – 4. Anello Cheveron in Argento by Arme De L’Amour – 5. Pantaloni in Crepe a sigaretta in acetato e viscosa by Lanvin – 6. Decolté in Vegan-Leather Metallizzata by Zette Shoes.

 

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JILL MILAN: INNAMORATI DI UN LUSSO VEGANO

JILL MILAN: INNAMORATI DI UN LUSSO VEGANO

Dopo una deludente ricerca, durata anni, di borse d’alta classe, belle ed eleganti che fossero anche etiche, nel 2010 Jill Fraser e Milan Lazich decidono di fondare Jill Milan, società specializzata in accessori lusso dal design americano, ma totalmente Made in Italy. Ogni borsa è un’opera d’arte, una creazione unica e meravigliosa pensata per donne moderne che ricercano qualità ed esclusività in un accessorio moda davvero essenziale. Cucite a mano dai migliori artigiani italiani, esperti nella realizzazione di accessori lusso in tutto il mondo, le borse vegan Jill Milan sono realizzate intereamente senza pelle, pelliccia o altri materiali di origine animale, utilizzado tessuti preziosi e naturali come velluti, eco-scamosciati e morbidissime eco-pelli. Con un forte impegno nei confronti degli animali e della beneficienza, Jill Milan supporta numerose associazioni animaliste donando parte del ricavato ad organizzazioni impegnate a salvare e ricollocare ex cavalli da corsa, altrimenti desitnati al macello. Divenute un “must” tra le più note star di Hollywood, queste borse vegan conquisteranno anche voi. #ingoodwetrust

 

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SOFFIONE: LA FORZA DELLA LEGGEREZZA

SOFFIONE: LA FORZA DELLA LEGGEREZZA

Il Soffione, simbolo rappresentativo di Ethical Code. Un’immagine onirica in grado di ricondurre ai desideri più profondi, all’innocenza dell’infanzia e alla legerezza dei pensieri, nonostante le salde radici ben piantate nel terreno. Un elemento naturale, semplice ed etereo, in costante mutamento. La forza del desiderio e la leggerezza del soffio possono spargere i suoi semi ovunque, anche a km di distanza, creando nuovi piccoli fiori che a loro volta daranno vita ad altri Soffioni… Quest’elemento è fonte d’ispirazione anche per moltissimi designer, specialmente nella realizzazione di fonti di illuminazione estremamente originali. E la nostra Alice, architetto e interior designer specializzato in bioarchitettura, ha scelto di presentarvi questi particolarissimi elementi.

1. The secret of Light. Un sistema d’illuminazione che mima il gesto irresistibile che si compie con un soffione in mano. Basta scuotere gentilmente la lampada e i sensori di movimento l’accendono. Un soffio e si spegne! Designers: Qin Xue, Cao iXiaoxiao & Wei Hangshuai.

2. Sembrano cubetti di ghiaccio che intrappolano soffioni strappati da un prato. In realtà queste spettacolari lampade sono composte da piccoli blocchi acrilici dentro cui sono sospesi dei veri Denti di Leone. Si chiamano Tampopo Oled: tampopo in giapponese significa appunto Dente di Leone. Un mini led è incorporato nello stelo. Progettate da Takao Inoue, sono state esposte al Salone del Mobile di Milano 2014.

3-5. Dandelion Fragile Future by Studio Drift. Davvero geniali questi pezzi realizzati con soffioni naturali. I semi a palla sono stati incollati a mano ad un led alimentato da una batteria a 9V e sono collegabili in serie.

4. Cinque soffioni che danzano leggeri ad ogni spostamento d’aria. Dandelion Light è la lampada a stelo con corpo illuminante in poliestere, disegnata da Sunghwa Jang, studente alla Kingston Univerity di Londra.

6. The Hundred Thousand Dandelions. Dettaglio di una scultura di Harry Bertoia, realizzata in acciaio e ottone su una base in ardesia. Magnifica interpretazione della forza e insieme della leggerezza di questo frutto della natura.

7. Illustrazione per Dandelion Vineyards – Designer Unknown

 

Post by Alice e Stefi

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TERREMOTO IN NEPAL: MATT & NAT FOR NEPAL

TERREMOTO IN NEPAL: MATT & NAT FOR NEPAL

Alla luce del devastante terremoto che ha colpito il Nepal Sabato scorso, Matt&Nat ha creato un account gofundme.com per raccogliere donazioni da destinare alla Croce Rossa canadese attualmente in Nepal ad aiutare i terremotati. L’ONU ha stimato che ben otto milioni di persone sono state colpite dal terremoto: più di un quarto della popolazione. Matt&Nat, brand etico crueltyfree, ha deciso di contribuire all’impegno incoraggiando i suoi clienti a donare qualcosa e noi di Ethical-Code vogliamo dare una mano. Ogni offerta, grande o piccola che sia, può fare la differenza! Il Nepal ha bisogno del nostro aiuto. Facciamolo insieme. Grazie in anticipo da Matt&Nat e da Ethical-Code. #ingoodwetrust

DONA QUI

 

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AGRONAUTI: UN CODICE SEGRETO SOLO PER VOI

AGRONAUTI: UN CODICE SEGRETO SOLO PER VOI

Come promesso, ecco il graditissimo regalo che Agronauti ha deciso di fare a tutti voi che ci seguite con assiduo entusiasmo: uno sconto promozionale valido 60 gg, su tutti i loro prodotti! Fatemi sapere se conquisteranno anche voi come hanno conquistato me: io ormai non posso più farne a meno! ^_^

 

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AGRONAUTI: URBAN & VEGAN COSMETICS

AGRONAUTI: URBAN & VEGAN COSMETICS

Dall’idea un gruppo di giovani professionisti eclettici e dinamici nasce Agronauti, uno straordinario brand di cosmetici vegani, biologici, totalmente cruelty-free, dal taglio fortemente metropolitano. La grafica minimalista e colorata che richiama lo stile di Andy Warhol, si fonde ad un peckaging ricercato dal design vagamente nipponico. Il punto di forza di questo brand è la trasparenza: ogni ingrediente impiegato viene scrupolosamente segnalato in etichetta, così come le formule utilizzate per creare i prodotti viso e corpo di tutta la linea. Le fragranze piacevolmente delicate dei detergenti, le diverse consistenze degli scrub naturali e le texture estremamente morbide e facilmente assorbibili delle creme, rendono l’uso di questi prodotti un vero e proprio rituale quotidiano di cui, vi garantisco, non potrete più fare a meno. In questo post ho scelto di proporvi: PURE Polvere esfoliante ai semi di Rosa Canina – JASON Eco-mousse detergente corpo – PURE Polvere esfoliante viso al Bambù – Spugna viso in radice di Konjac e Carbone di Bambù – SYD Shampoo delicato e TALIA Eco-mousse detergente viso – PURE Esfoliante corpo al Sale rosa boliviano – Spazzola da bagno in Legno e fibra di Cocco. Agronauti sostiene anche associazioni ambientaliste e campagne etiche. Attualmente parte del ricavato della vendita dei loro prodotti è stato devoluto a sostegno di SEA SHEPHERD CONSERVATION SOCIETY e OPENSOURCEECOLOGY. L’etica e il progresso possono coesistere e dalla loro unione far nascere ogni giorno a piccole grandi realtà come questa, che trasformano una scelta consapevole in un importante cambiamento volto ad un futuro migliore. #ingoodwetrust

 

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EARTH DAY: RISPETTO PER L’AMBIENTE OGNI GIORNO

EARTH DAY: RISPETTO PER L’AMBIENTE OGNI GIORNO

“Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli”, dice un antico detto indiano. Un’immagine ispirata al rapporto tra l’uomo e il rispetto dell’ambiente, della Madre Terra, dell’ecosistema. Una semplice stretta di mano per ricordare a noi stessi l’importanza del rispetto per l’ambiente, giorno dopo giorno. Oggi è la giornata della Terra. Ma dovrebbe esserlo ogni giorno… #ingoodwetrust

 

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GET THE LOOK OUTFIT IDEAS

GET THE LOOK OUTFIT IDEAS

1. Soprabito Matte in Ecopelle by Junya Watanabe – 2. Sandalo in Econappa Metallizzata e Sughero. Tacco in Legno Riciclato. Suola in Gomma naturale by Sydney Brown – 3. Pantaloni Chambray a Campana by Michael Kors – 4. Top smanicato in Cotone a Righe popeline by Elisabeth and James – 5. Borsa Champagne in Ecopelle e Nylon riciclato con manici e tracolla regolabile e removibile, collezione Dwell by Matt & Nat

 

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NUXE PRODIGIEUX: IL PRODIGIO DELLA BELLEZZA

NUXE PRODIGIEUX: IL PRODIGIO DELLA BELLEZZA

Quest’anno la primavera è sbocciata come un incantevole fiore di ciliegio, portando con sé meravigliose giornate di sole. Il bisogno di riporre gli indumenti pesanti negli armadi per scoprire gambe e braccia diventa una vera e propria esigenza. Usciamo quindi più volentieri per una passeggiata al parco, un giro in bicicletta o una giornata in riva al mare. Ma che fare per rendere più sensuale la pallida carnagione ereditata dall’inverno? Io vi consiglio di provare i prodotti della linea Prodigieux di Nuxe, marchio francese di prodotti beauty di origine vegetale a ridotto impatto ambientale, che unisce nel suo nome il concetto di ‘Natura’ e ‘Lusso’. Partendo dall’ Huile Prodigieuse Or , straordinario olio secco lucidante, creato con olii vegetali preziosi e vitamina E, perfetto per nutrire, riparare e proteggere in un solo gesto viso, corpo e capelli, è ideale con i prodotti base del Maquillage Prodigieux: – Teint Éclat Prodigeux –Poudre Éclat Prodigeux, Baume Prodigeux Lèvres e Touche Prodigieuse. E in un attimo è già d’estate…

 

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ITALY BEST: L’ARMONIA DELLA NATURA

ITALY BEST: L’ARMONIA DELLA NATURA

Galileo Galilei, uno tra i più grandi scienziati di tutti i tempi, riteneva che il libro della natura fosse scritto coi caratteri della geometria, confermando la tesi che l’armonia del mondo si manifesti nella forma e nel numero. Uno dei simboli che in assoluto  rappresenta l’armonia universale è la spirale di Fibonacci, elemento ricorrente in natura e che non a caso rappresenta il logo del marchio di cui vorrei parlarvi oggi: Italy Best. Osservando la natura si scoprono espressioni costanti di eleganza e di armonia tra macrocosmo e microcosmo: l’uomo è parte integrata della natura e con essa convive, ma purtroppo non sempre in armonia. Da queste semplici considerazioni nasce l’idea di Italy Best di selezionare e proporre al pubblico stili di vita e prodotti genuini, frutto della cultura italiana, che per le loro proprietà e la loro genesi aiutino a ripristinare l’equilibrio mancante tra la salute del corpo e il benessere dello spirito. L’evolversi costante della conoscenza scientifica apre ogni giorno nuovi interessanti orizzonti, mentre la tradizione ci lega da sempre alla saggezza di un vissuto positivo. La sfida che Best Italy si pone è proprio questa: ricreare l’armonia fra il nuovo e il conosciuto, proponendo prodotti della tradizione italiana che stimolino nuove sensazioni nate della genialità creativa mediterranea. E quindi cibo, prodotti per la cura del corpo, cosmesi naturale in linea con questa filosofia, ma anche viaggi e mete relax in cui ritrovare se stessi a contatto con la natura. #ingoodwetrust

 

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SAVE THE DUCK: PIUMINI SENZA PIUME

SAVE THE DUCK: PIUMINI SENZA PIUME

Come anticipato alcune settimane fa, LAV ha lanciato ANIMAL FREE FASHION, un nuovo rivoluzionario progetto per promuovere marchi e stilisti sempre più motivati nel voler proporre una moda bella e di qualità che sia anche rispettosa nei confronti delle persone, degli animali e dell’ambiente. Tra i brand aderenti al progetto con il massimo livello del rating etico previsto, da oggi troviamo anche SAVE THE DUCK,  famoso marchio italiano che produce caldi piumini senza piume, dalle sgargianti fantasie e dai colori più attuali. Utilizzando un esclusivo materiale totalmente cruelty-free, il PLUMTECH, in grado di mantenere la sofficità della piuma conservando i vantaggi di un’imbottitura termica, questa azienda è riuscita a creare capi resistenti, traspiranti, ultra leggeri ed incredibilmente confortevoli. Le collezioni proposte per Uomo Donna e Bambino variano dai gilet senza maniche, perfetti per questa stagione, ai jacket impermeabili in nylon traspirante, ai piumini di vario peso (con o senza cappuccio) anche nella versione bomber, con maniche e cappuccio in felpa. Impossibile non amarli! #werespectducks

 

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TURISMO GREEN & CHIC: RESPONSIBLE CHIC ATELIER




 

 

TURISMO GREEN & CHIC: RESPONSIBLE CHIC ATELIER

ResponsibleChic Atelier nasce dall’idea di Isabella e Alessandra per dar vita ad un progetto di sviluppo turistico innovativo, creando soluzioni personalizzate per mete e viaggi “fai-da-te” con una visione assolutamente “green”. Per tutte le destinazioni, nazionali e internazionali, è ricercata una stretta collaborazione con la popolazione locale al fine di innescare meccanismi economici sul territorio, in grado di generare benefici sociali per i suoi abitanti. Tutte le soluzioni proposte sono ecocompatibili, responsabili e caratterizzate da elevati standard qualitativi. Quindi sì al viaggio “responsabile” e se è pure chic… anche meglio!

 

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RICETTA PASQUALE: COLOMBA VEGANA

RICETTA PASQUALE: COLOMBA VEGANA

Come di consueto in occasione delle feste, la nostra amica Mara di Noia ci ha regalato una delle sue deliziose ricette naturali: una rivisitazione salutare, facile e golosa, della classica Colomba pasquale! Vi ricordo che domenica 5 Aprile Mara sarà ospite di Monica Sala a RadioMonteCarlo, per raccontare il suo percorso di terapista alimentare e condividere questa gustosa ricetta. Un augurio sincero a tutti voi! #ingoodwetrust

 

Ricetta:

500 g farina Manitoba
200 g di burro di cacao sciolto a bagno maria
170 g di zucchero di canna
2 cucchiai di amido di mais
200 ml di latte di soia
un cubetto di lievito di birra fresco
una presa di sale
scorza grattugiata di un arancia bio e di un limone bio

 

Per la glassa:

1 cucchiaio di amido di mais
125 g di acqua fredda
50 gr di zucchero in granella
10 mandorle intere
40 g mandorle polverizzate
1 cucchiaio di zucchero di canna
30 g di zucchero a velo

uno stampo per colomba da 1 kg

 

Sciogliere il lievito sbriciolandolo in una tazza di aqcua tiepida con un cucchiaino di zucchero o malto. Lasciare riposare. Mescolarlo al composto di farina, amido, sale, zucchero, burro sciolto e latte. Impastare molto bene. Lasciare riposare in un luogo caldo, al riparo dalle correnti, per tre ore e non avere fretta… Una volta trascorso questo tempo, mettere nello stampo della colomba e fare lievitare ancora un’ora in un luogo caldo. Nel frattempo accendere il forno a 200°C Statico. Preparate la glassa tritando finemente le mandorle per qualche secondo, poi unite lo zucchero a velo. Mettete da parte. Aggiungete l’amido e l’acqua fredda, mettete sul fuoco, incorporate poco alla volta lo zucchero semolato, quindi il composto alle mandorle. Una volta terminata la lievitazione, spennellare la colomba con la glassa, quindi disporre le mandorle premendo un po’ (ATTENZIONE però a non sgonfiare l’impasto). Cospargete con la granella di zucchero. Cuocere in forno già caldo, a 200°C per 10 minuti. Abbasare poi il forno a 170°C e cuocere per altri 35-40 minuti. Se la superficie dovesse scurirsi troppo, coprite con un foglio di alluminio.

Per una versione più salutare: sostituire lo zucchero con il malto di riso e la farina Manitoba con la farina semintegrale.

 

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IMAD JEWELRY: UN CIONDOLO PER GLI ANIMALI

IMAD JEWELRY: UN CIONDOLO PER GLI ANIMALI

C’era una volta una bambina che amava molto gli animali e si prendeva cura di loro. Il suo nome era Samantha. La piccola salvava spesso quelli feriti che trovava nel suo giardino e quando crebbe dedicò buona parte del suo tempo supportando organizzazioni benefiche e facendo volontriato nei canili. Nel 2011 il suo profondo amore per tutte le ceature viventi la spinse a cambiare anche le sue abitudini alimentari, trasformandola in una convinta vegetariana. Frequentò il Marist College a Poughkeepsie, vicino a New York, dove studiò Fashion Merchandising e poco dopo volò a Parigi per studiare Product Development. In cuor suo da sempre sapeva che un giorno avrebbe unito il suo amore per gli animali ad una professione legata ad essi e il suo periodo di studio in Francia l’aiutò a capire che questo suo desiderio era effettivamente possibile. E fu così che l’avventura ebbe inizio e il suo sogno divenne realtà… Nel giugno del 2014 Samantha Reilly ha creato IMAD Jewelry, un nuovo marchio che produce una linea di ciondoli meravigliosi, nati per sensibilizzare maggiormente le persone sul problema degli animali che rischiano l’estinzione. Attualmente i cinque soggetti proposti nella collezione sono: il Gorilla del Fiume, il Rinoceronte Nero, l’ Elefante di Sumatra, la Tigre della Cina del Sud  e la Tartaruga Marina. Presto verrà lanciata una nuova collezione dedicata anche ai cani (…e noi non vediamo l’ora!) ^_^ L’acronimo IMAD significa “I Made A Difference” (“ho fatto la differenza”) e Samantha l’ha coniato sperando che le persone sentano di aver fatto una scelta importante acquistando uno dei suoi articoli. Ogni ciondolo infatti è realizzato con materiale riciclato e rappresenta un messaggio di speranza nei confronti delle specie in pericolo, che passa anche attraverso la moda. Ogni ciondolo venduto contriburà a donare 1$ all’ Animal Welfare Istitute che si occupa di salvaguardare le specie in via di estinzione. A tutti i nostri lettori, sensibili ed attenti, IMAD ha deciso di regalare uno SCONTO del 10% su ogni acquisto, semplicemente utilizando il codice promozionale ‘ETHICAL-CODE’. Quindi se volete supportare questo bellissimo progetto, andate sullo store online, scegliete il soggetto che più vi piace e fate il vostro acquisto. Potrete dire anche voi: “I Made A Difference”!

 

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BAREL ETHICAL LUXURY: COUPON PROMOZIONALE

BAREL ETHICAL LUXURY: COUPON PROMOZIONALE

Per festeggiare l’arrivo della Primavera, dal 21 Marzo all’ 11 Aprile BAREL Ethical Luxury offrirà a tutti i lettori di Ethical-Code un’imperdibile promozione! Cliccate ‘mi piace’ sulla nostra pagina facebook, andate poi sul sito di BAREL, entrate nella sezione ‘Shop Online’, scegliete l’articolo che preferite, cliccate su ‘Aggiungi al Carello’ e, prima di effettuare il pagamento, inserite il codice promozionale “ETHICAL-CODE” nello spazio ‘coupon’. Avrete diritto al 10% di sconto + la spedizione gratuita del vostro articolo. Buono shoppig e… buona Primavera a tutti! #ingoodwetrust

 

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LAV: CIRCHI SENZA ANIMALI

LAV: CIRCHI SENZA ANIMALI

I bambini: creature meravigliose, spontanee e ricettive, energiche ma sensibili. Sono il futuro del Pianeta ed è importante che vengano educati fin da piccolissimi al rispetto della vita, qualunque essa sia, affinché gli errori (e gli orrori) delle generazioni precedenti non si compiano mai più. Credo che portare un bambino al circo (o in uno zoo) con la scusa di fargli vedere gli animali rappresenti una pessima scelta educativa. Ad oggi migliaia di animali, rinchiusi come detenuti in gabbie piccolissime, sono costretti ad esibirsi nei circhi come acrobati o marionette. Affinché questo inconcepibile sopruso cessi per sempre, il 21 e 22 Marzo LAV scenderà nelle piazze di tutta italia per raccogliere le firme di coloro che credono nella libertà e nel rispetto. Inoltre scegliendo un uovo di cioccolato, da regalare ai nostri bambini oppure ad amici e parenti in occasione della Pasqua, si potrà contribuire ad aiutare i centri di recupero nati a sostegno degli animali selvatici. Visitate il sito della LAV per scoprire la piazza più vicina a voi. Io ci sarò. E voi? #ingoodwetrust

 

 

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BAREL ETHICAL LUXURY: IL LUSSO DIVENTA ETICO

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BAREL ETHICAL LUXURY: IL LUSSO DIVENTA ETICO

Oggi finalmente voglio dedicare questo post ad un marchio italiano incredibilmente innovativo, capace di unire bellezza, qualità e rispetto, secondo le tendenze del mercato internazionale che richiede sempre più sinergia tra glamour e sostenibilità. Sto parlando di BAREL. Nato nel 2012 dalla genialità di Marta Barel, una giovane e talentuosa imprenditrice veneta, questo brand in costante ascesa utilizza per le sue collezioni di borse lusso esclusivamente materiali italiani di altissima qualità, totalmente cruelty-free. Come Mycro, una microfibra meravigliosa che grazie alla sua struttura 3d conferisce agli accessori l’aspetto della pelle naturale con caratterisctiche migliori alla pelle stessa: una maggior resistenza e stabilità nel tempo, un peso 3 volte inferiore a parità di spessore, oltre ad essere eco-sostenibile e biodegradabile. Tra i tessuti utilizzati da BAREL vi sono anche: gli eco-scamosciati, incredibilmente raffinati e morbidi al tatto, gli spalmati e le basi lavorate con resina e applicazioni glitter, i metallizzati, gli extra-mat ed i pregiati velluti. Tutti rigorosamente vegan friendly ed ecosostenibili. Eleganza, ricercatezza e praticità: le collezioni BAREL Ethical Luxury rispecchiano uno stile di vita contemporaneo e cosmopolita e sono certificati 100% Made in Italy. Ricordo inoltre che BAREL ha aderito al nuovo progetto ANIMAL FREE ed è riconosciuto da LAV tra le azienda col Rating AFF più alto tra i marchi partecipanti. Il lusso etico esiste, ed è Animal Free. #ingoodwetrust

 

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ph. by Roberto Covi – Isabella Cortese
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