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HELLEN VAN REES: ALTA MODA SOSTENIBILE

HELLEN VAN REES: ALTA MODA SOSTENIBILE

Qualche settimana fa ho ricevuto una mail da una stilista d’alta moda, in cui si complimentava per il blog e per il messaggio positivo che con i nostri post cerchiamo di trasmettere. Al che, incuriosita e lusingata, le ho risposto per ringraziarla cogliendo chiaramente l’occasione per visitare il suo sito e… sorpresa! Come per magia sono atterrata in un mondo incredibile fatto di forme e di intrecci meravigliosi. Dovevo assolutamente sapere qualcosa di più riguardo a quest’ artista straordinaria, così ho deciso di intervistarla. Ed eccomi qui, pronta a raccontarvi il meraviglioso mondo della talentuosa Hellen Van Rees.

 

1. Che cosa ti ha spinto a creare collezioni basate sulla sostenibilità?

Durante il mio corso di laurea ero alla ricerca di una sostenibilità, di materiali etici e di benessere degli animali nell’industria della moda, ecc… intriducendoli nel mio lavoro, ma non in maniera così consapevole: il mio obiettivo principale era quello di creare materiali innovativi e trame interessanti. Quando ho realizzato la mia collezione finale al CSM per la tesi di laurea, le due realtà si sono unite. Sono stata la prima a laurearsi lì con una collezione sostenibile. Avevo sviluppato una tecnica per creare de tessuti, ricavati da filati sciolti e ricostruiti sulla base di cartamodelli. che una volta uniti davano un rislutato senza precedenti. I filati usati per realizzare la collezione provenivano da ritagli di tessuto, scarti, o vecchi scampoli recuperati dalle magliaie. Con questo metodo ero in grado di creare un tessuto ex-novo che avrei potuto declinare in altre texture, colori ecc.. per le successive collezioni e stagioni ed è grandioso perché mi permette inoltre di sperimentare e innovare. In quanto creatrice, sento di avere una grande responsabilità nei confronti dell’ambiente perché determinate scelte di mercato, finalizzate a lanciare un prodotto, creano a loro volta una richiesta da parte dei consumatori. Queste scelte dovrebbero essere quindi il più consapevole ed ecologico possibile. Non sempre i miei clienti comprano le mie collezioni per un discorso di sostenibilità, ma quando se ne rendono conto apprezzano ancora di più il capo acquistato, attribuendogli maggior valore.

 

2. Che cosa significa per te “moda sostenibile”?

E’ un discorso ambiguo. Quando ci si addentra sempre di più nel mondo della sostenibilità, il concetto diventa piuttosto complicato e contraddittorio. Nella sostenibilità rientra l’ecocompatibilità, così come il commercio equo e il rispetto per gli animali. Sono tutte realtà diverse e alcune di esser possiedono delle certificazioni. Mentre altre iniziative più piccole, essendo sottodimensionate, non possiedono alcuna certificazione. Ma spesso sono più veritiere e trasparenti delle filiere cerificate. A volte capita che un tessuto sia totalmente ecologico, equosolidale ecc.. ma per averlo di un determinato colore è necessario tingerlo e magari quella particolare tinta non è ancora stata realizzata in maniera sostenibile, oppure i tempi di consegna sarebbero troppo lunghi… Ed ecco che il discorso di sostenibilità viene in parte vanificato. Il processo di produzione può essere molto frustrante non essendo ancora organizzato come le altre catene di approvigionamento tessile e le opportunità non vengono sviluppate come dovrebbero. Il problema può essere risolto soltanto con la presenza sul mercato di più aziende che realizzino prodotti moda in maniera realmente sostenibile. Mi capita in alcuni casi di dover fare delle scelte contrastanti in maniera estremamente consapevole, e non soltanto perché mi piace o meno un materiale, e probabilmente finisco per sentirmi molto più in colpa rispetto ad uno stilista che sceglie i materiali solo sulla base di un fattore estetico, senza ulteriori approfondimenti. D’altro canto, trovo gratificante sapere che sto facendo del mio meglio per creare prodotti che non abbiano un impatto sull’ambiente, rispettando le condizioni di lavoro delle perone e il benessere degli animali.

 

3. Mi piace molto Iris Van Herpen e il suo stile creativo. So che hai collaborato con lei, non è vero? Raccontaci com’è stato lavorare al suo fianco e se il suo stile in qualche modo ha influenzato le tue collezioni.

Sono stata stagista nel suo studio per un breve periodo di tempo, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, prima che diventasse molto famosa. Eravamo nel suo studio ad Arnhem, lei non aveva ancora iniziato a stampare in 3D e aveva creato alcune delle sue meravigliose sagome (quelle che poi l’hanno resa celebre) interamente a mano. Le trovo ancora molto interessanti ed è proprio per questo che ho voluto fare quello stage con lei, pur essendomi già laureata e non necessitando di punti extra sul curriculum universitario. Era affascinante vedere come venivano create le sagome da elementi in realtà molto semplici (un abito basic, una gonna o un top), trasformandoli in qualcosa che somigliava molto ad una scultura. Il sottile confine che esiste tra scultura e capo d’abbigliamento è un concetto che ho assimilato e riportato nella mia collezione di laurea e nelle seguenti. Da un pò di tempo mi sono discostata da questo stile, concentrandomi più sulle texture contrastanti e sulle proporzioni, per ottenere un look classico ma contemporaneo.

 

4. Come descriveresti il tuo stile personale?

Mi piacere avere delle linee di base: quando sono in studio e devo lavorare adotto un look piuttosto comodo, quasi trasandato. Quando invece presenzio ad un evento di solito indosso una delle gonne della mia collezione, abbinandola ad una t-shirt nera, una bella collana, rossetto rosso, eyeliner nero, scarpe col tacco o, se posso evitare, sandali bassi o sneaker.

 

5. Sei vegetariana?

Non sono vegetariana, anche se mangio pochissima carne. Credo più nel consumo moderato piuttosto che nell’eliminazione totale di interi gruppi alimentari.

 

6. Quali sono i tuoi sogni per il futuro della moda etica?

Mi auguro che il settore moda diventi sostenibile, spero che la filiera cambi così che le piccole imprese ed i consumatori possano effettivamente vedere da dove provengono i loro prodotti e come sono stati realizzati.

 

7. Esprimi tre desideri…

Realizzare. Pensare. Creare.

 

Hellen Van Rees presenterà la sua nuova collezione P/E 16 presso lo showroom Avant-Premiere dal 17 al 23 Settembre, in occasione del prossimo London Fashion Week.

#ingoodwetrust

 

Post by Stefi

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Photo by Hellen Van Rees Archive

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TIZIANO GUARDINI: LO STILISTA DELLA NATURA

TIZIANO GUARDINI: LO STILISTA DELLA NATURA

Una giacca di aghi di pino o un abito di corteccia? why not! Tiziano Guardini, talentuoso Fashion Designer è in grado di armonizzare elementi di una natura selvaggia attraverso l’eleganza delle forme.

Nato a Roma negli anni ottanta e formatosi all’Accademia Koefia, dopo alcune collaborazioni inizia ad essere recensito dalla stampa nazionale e internazionale, con menzioni da parte del NY Times, Vogue, Interview, Corriere della Sera, per citarne alcuni. Nel 2012 Tiziano viene invitato ad esporre durante un evento presso la Royal Albert Hall  di Londra; nel 2014 è ospite delle Nazioni Unite a Ginevra in occasione dell’evento “Fashion for forest and forest for fashion”. Ultima in ordine di tempo è la sua partecipazione alla mostra “l’eleganza del cibo, tales about food and fashion” presso il Museo dei Mercati di Traiano a Roma con un abito scultura realizzato mediante il ricamo di radici di liquirizia.

Ma non è solo haute couture: Tiziano veste e disegna una donna contemporanea e consapevole, proiettata nel contesto urbano senza dimenticare il forte attaccamento con la Terra. La collezione fw 2016/17  “Three days to butterfly” esprime una necessità di bellezza orientata verso il rispetto di tutti gli esseri, la sostenibilità e l’armonia. Il messaggio è indirizzato a ciascuno di noi e per esprimerlo al meglio ha scelto di realizzare alcuni capi con la seta Aimsha o Gandhi silk, seta ottenuta solo dopo che la larva ha completato la propria metamorfosi; la difficoltà di lavorare un filo spezzetato produce un tessuto più irregolare e unico nella tessitura, ad oggi difficile da trovare. Etico può essere bello?  Tiziano ne è un esempio. #ingoodwetrust

 

Post by Maria Chiara

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Photo by Fabio Bozzetti and Tiziano Guardini Archive

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BIANCO ESTATE: UN EVERGREEN

BIANCO ESTATE: UN EVERGREEN

Ad un giorno da Ferragosto, festa d’estate per eccellenza, tappa d’obbligo delle nostre vacanze, ci si prepara ad una serata speciale magari attorno ad un tavolo in compagnia dei nostri amici; oppure in riva al mare col nostro lui e un romantico falò; o in una piazza, tra musica, banchetti e fuochi d’artificio. Qualunque sia la situazione la parola d’ordine è ‘white’, da sempre un evergreen degli outfit estivi. Quest’anno però gli stilisti suggeriscono di abbinarlo a gioielli o accessori turchesi, azzurro cielo, acquamarina o blu elettrico, altro colore di tendenza che ritroveremo anche nella nuova stagione A/I. Via libera quindi agli ampi pantaloni palazzo, abbinati a crop top di pizzo o in cotone basic; a lunghi abiti impalpabili di lino, cotone, canapa o organza, impreziositi da un monile o da una borsa di turchese; ottimo anche l’abbinamento catsuit e zeppe oppure shorts bianchi e t-shirt in neoprene super glam, purché il colore predominante sia sempre il bianco. E per chi invece avesse già terminato le proprie vacanze tornando alla vita quotidiana e al proprio lavoro…? Niente paura: questi abbinamenti sono perfetti anche in città dalla mattina alla sera, per l’ufficio o l’apertitivo metropolitano, sia che siate ancora ambrate o che l’abbronzatura ormai rappresenti un lontano ricordo.

 

Post by Stefi

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JULIAN HAKES: ESTETICA E DESIGN

JULIAN HAKES: ESTETICA E DESIGN

A vederle sembrerebbero delle piccole sculture, oppure delle bucce di limone arrotolate come quelle che si mettono nei cocktail… e invece sono scarpe. Eleganti, futuristiche, leggere e coloratissime le Mojito, firmate Julian Hakes, sono anche inaspettatamente comode. Nate infatti dopo un attento studio del designer londinese sulle impronte lasciate sulla sabbia, queste calzature sfruttano il naturale appoggio del piede su punta e tallone, lasciando completamente libero l’arco plantare. Il tacco largo e le avvolgenti imbottiture interne fanno il resto. Adatte ad una serata speciale, valorizzano anche all’abito più semplice con un tocco di colore: in versione matt, lucida, con strass, natural o fluo, ne esistono molteplici varianti e le potete trovare su numerosi store on-line, anche a prezzi decisamente convenienti. Create con resine plastiche e rivestimento in tessuto, queste scarpe rispecchiano perfettamente la filosofia di questo blog che si impone di unire sempre etica, estetica ed innovazione in un solo concetto inscindibile.

 

Post by Stefi

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LABANTE LONDON: MODA E RISPETTO

LABANTE LONDON: MODA E RISPETTO

Che posso dire? Mi sembra un sogno! Durante le mie molte ricerche, entro in contatto con realtà stupende di cui non conoscevo l’esistenza ma che inevitabilmente catturano la mia attenzione. Ogni giorno scopro un nuovo, meraviglioso brand cruelty-free e me ne innamoro perdutamente. Come nel caso di LaBante London, un altro incredibile marchio londinese, questa volta di borse e gioielli cruelty-free, creati nel rispetto degli animali, dell’ambiente e delle persone che lavorano per crearli. Nato nel 2006 per accontentare un pubblico esigente e sofisticato, Labante ha saputo conquistare in breve tempo il cuore di moltissime donne. Dall’intelligente unione di stile, buon gusto e qualità, questo brand propone articoli sempre nuovi ad ogni stagione e seleziona con cura i suoi articoli rendendoli perfetti per qualsiasi occasione: dall’ufficio, al pranzo con le amiche, alla cena romantica, all’evento importante. I materiali utilizzati sono di altissimo livello e tutti animalfree. Se siete attente allo stile e amate la moda non potrete rimanere indifferenti ad una di queste borse. Marchio riconosciuto anche da PETA come vegan-friendly, LaBante London si impegna a produrre accessori di tendenza, unendo il concetto di moda al quello del rispetto. E noi non possiamo che sostenerli con grandissimo entusisamo! #ingoodwetrust

 

Per tutti i lettori di Ethical-Code, LaBante London offrirà prestissimo uno SCONTO PROMOZIONALE su tutti i suoi articoli. Restate connessi! ^_^

 

Post by Stefi

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NAK: NO ANIMAL KILLED

NAK: NO ANIMAL KILLED

“Be cool, not cruel” (“siate fighi, non crudeli”) è lo slogan che lancia NAK Fashion, nuovo marchio londinese di scarpe cruelty-free, per uomo e donna. La scelta dei modelli della loro prima collezione è ampia e il colore rigorosamente black (con una nota verde acqua), perfetto per qualsiasi outfit: dagli Stiletti iper femminili ai comodi Bikers, per la donna. Mentre per l’uomo si va dagli stivaletti Chelsea, alle classiche Oxford o Derby. Tutte prodotte da artigiani italiani e distribuite in tutta Europa, sono realizzate con una rivoluzionaria microfibra leggerissima e impermeabile che rende queste scarpe perfette per viaggiare con un bagaglio a mano leggero o per camminare comodamente con qualsiasi condizione climatica. Approvato anche da PETA, NAK è stato lanciato al London Fashion Week 2015, riscuotendo grande successo. A questo punto, posso solo aggiungere che… sono pazza di questo brand! #ingoodwetrust

 

Post by Stefi

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STELLA MCCARTNEY: L’ASTRO DELLE PASSERELLE

STELLA MCCARTNEY: L’ASTRO DELLE PASSERELLE

Non ha certo bisogno di presentazioni la celeberrima stilista britannica, figlia di Paul McCartney, creatrice delle altrettanto famose “Falabella“, nate dall’ amore verso gli animali. Con le sue lussuose collezioni etiche, caratterizzate da accessori cruelty-free eccentrici e colorati, Stella ha conquistato e stravolto il mondo della moda. Il suo nome le ha sicuramente portato fortuna: ad oggi infatti è senza dubbio l’astro più luminoso delle passerelle.

 

Post by Stefi

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TOO FACED: TRUCCO DA STAR CRUELTY-FREE

TOO FACED: TRUCCO DA STAR CRUELTY-FREE

Dalle terre abbronzanti, ai fondotinta impalpabili; dalle polveri glitterate, alle ciprie ultra-mat; dagli eyeliner super-precisi, alle irresistibili palette multi-color che ti fanno venir voglia di sperimentare ogni genere di smokey eye. E poi rossetti, mascara, gloss, blush, primer, matite per occhi, labbra e sopracciglia… tutto rigorosamente all’insegna del rosa, colore distintivo di questa famosissima marca americana di cosmetici cruelty-free. Too Faced, fondata da Jerrod Blandino e Jeremy Johnson, recensita più volte anche da Vogue, è andata a ruba fin da subito nei più grandi rivenditori di tutto il mondo. Qui in Italia la si può trovare in tutti i negozi Sephora, per sperimentare con mano le consistenze e le tonalità più adatte alla nostra fisionomia. Motto principale di questa azienda di cosmetici è: “ogni donna può scoprire la propria bellezza e femminilità, divertendosi.” ll rapporto qualità/prezzo è strabiliante e sul loro sito, nella sezione delle offerte, troverete ulteriosi sconti su moltissimi prodotti e nessun costo aggiuntivo per le spese di spedizione. E allora, divertiamoci anche noi!

 

Post by Stefi

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NUOVE IDEE PLASTICHE: DALLA MODA AL DESIGN

 

NUOVE IDEE PLASTICHE: DALLA MODA AL DESIGN

Da rifiuto a tesoro: Aurora Robson è un’artista canadese multimediale che crea pezzi d’arte a partire dal recupero di rifiuti, sia raccolti personalmente, sia utilizzando scarti di produzioni industriali, coinvolgendo le aziende stesse al fine di creare una maggiore consapevolezza collettiva sulle potenzialità dei materiali di scarto.

Altra installazione artistica realizzata questa volta con normali bottiglie di plastica riempite di liquidi colorati. Dal basso sembra un prato di fiori colorati.

La ricerca di nuovi materiali plastici coinvolge artisti e architetti. Per il concept store di Prada a Los Angeles nel 2004 l’archistar Rem Koolhaas ha studiato una sorta di spugna di materiale plastico, una schiuma poliuretanica dalla geometria irregolare con la quale poter realizzare sia oggetti che pareti. Questo nuovo materiale nelle sue multiformi sfaccettature offre suggestive interpretazioni in bilico dall’artificiale al naturale, dal rigido al flessibile, dal solido al trasparente.

Tara Donovan è un’artista americana che usa ogni tipo di oggetto d’uso quotidiano per creare le sue sorprendenti sculture. Non parte dal disegno di un progetto, ma lascia piuttosto che la sculture emerga dall’oggetto stesso in modo organico. Questa scultura realizzata con bicchieri di polistirolo incollati tra di loro con colla a caldo genera una sorta di nuvola a onde capace di assorbire la luce e diffonderla in un meraviglioso pattern sospeso.

United Nude è stata creata nel 2003 dal giovane olandese Rem D Koolhaas, nipote del più celebre Rem Kollhaas, in collaborazione con il suo amico inglese, Galahad Clark, fondatore del marchio Clarks.
Calzature di forme e materiali innovativi, come queste: Lo Res (sia nella versione ballerina che con il tacco) nasce da un disegno computerizzato in grado di modellare la gomma in un solo pezzo sfaccettato come un diamante.

La sovrabbondanza di bottiglie di plastica che il nostro pianeta non riesce a smaltire, a fronte di un consumo di acqua imbottigliata sempre crescente, sta diventando un’emergenza planetaria. Water Bobble di Move Collective sono bottigliette da 55cl di PET riciclata e e riciclabile, priva di sostanze nocive come BPA e PVC, con un filtro al carbone attivo che trattiene le scorie e rende l’acqua più leggera e più gustosa per chi è abituato a bere acque minerali. Possono essere riutilizzata più volte, poiché un filtro dura l’equivalente del contenuto di 300 bottigliette normali. Design impeccabile firmato da una star come Karim Rashid.

Si chiama Vac from the Sea ed è il nuovo progetto lanciato da Electrolux con l’obiettivo di sensibilizzare la società sul problema della rimozione dei rifiuti in plastica presenti negli oceani di tutto il mondo. Electrolux ha deciso di raccogliere parte di questa plastica e, attraverso un processo di riciclo, utilizzarla per realizzare un’edizione limitata di aspirapolvere. I tecnici di Electrolux sono riusciti a realizzare aspirapolvere “verdi”, cioè la cui plastica è per più del 70% riciclata, ma naturalmente l’obiettivo finale è raggiungere il 100%, e non solo per gli aspirapolvere, ma per tutte le gamme in commercio.

Durat è un materiale ecologico per la realizzazione di superfici solide senza soluzione di continuità come top, tavoli, lavandini integrati, vasche da bagno, piatti doccia, ecc. E’ realizzato dal 30-50% di plastiche dure reciclate ed è a sua volta reciclabile al 100%.

Disegnata da Lamellux, Quertec è un pannello combinato di resina e lamelle di legno di diverse essenze che associa la bellezza del materiale naturale con la trasparenza della resina. Può essere studiato come pannello divisorio, anta, piano d’appoggio, lasciando filtrare un parte o del tutto la luce tra gli ambienti.

Raffinate ed easy-to-wear, divertenti e bon-ton, perfette in città, in crociera e in spiaggia, le Glue Cinderella  di Kartell in gomma sono ballerine dalla forma essenziale, elegante e studiata nei minimi dettagli – dall’oblò sul retro per poterle comodamente indossare, all’ampia scollatura, fino alla stella da cui prende forma il tacco e al logo stampato sulla suola.

Le nazioni Unite stimano che gli oceani contengano circa 100 milioni di tonnellate di plastica. Come i nostri consumi aumentano, così la concentrazione di plastica è destinata a crescere. La “Sea Chair” è realizzata interamente da plastica raccolta in mare. Lo Studio Swine e  Kieren Jones hanno ideato insieme un sistema per raccogliere i detriti marini e trasformarli in prodotti di serie. La plastica raccolta dalle reti dei pescatori o raccolta sulle spiagge viene  ridotta in pezzi piccoli per essere fusi a 130 gradi in forni appositi. Quindi viene pressata per creare la seduta o estrusa per formare le gambe dello sgabello. Ciascun sgabello ha allegato le coordinate geografiche della provenienza.

Non sarebbe bellissimo se invece di dover fare la raccolta differenziata di carta, plastica, vetro, organico potessimo utilizzare questi rifuti per creare noi stessi nuovi oggetti? Ecco l’idea di  Yangzi Qin, Yingting Wang, Luckas Fischer e Hanying Xie per questa 3d re-printer. Si potrà semplicemente mettere come “cartuccia” pezzi di plastica che non utilizziamo più per creare nuovi e utili oggetti. Per il momento è ancora in fase di studio, ma la probabilità di riuscita del progetto sembrano davvero reali.

 

Post by Alice

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MATT AND NAT: 1 MILIONE DI BOTTIGLIE RICICLATE

MATT AND NAT: 1 MILIONE DI BOTTIGLIE RICICLATE

Ormai lo conoscete perché amo moltissimo le sue linee, la qualità dei materiali e i colori sempre di grande tendenza. Sto parlando di Matt & Nat, meraviglioso brand Canadese di accessori totalmente cruelty free apprezzato anche da star hollywodiane come Tobey Meguire. Le loro collezioni non riflettono soltanto la bellezza ispirata dall’ambiente in cui vengono create, ma anche la bellezza del messaggio che contengo: “vivere meravigliosamente” con creatività e positività rispettando la vita, gli esseri umani e l’ambiente. Mat & Nat infatti ha appena annunciato con orgoglio di ricilare ben oltre 1 milione di bottiglie di plastica all’anno per realizzare le sue collezioni. E noi ci auguriamo possa essere uno stimolo propositivo per molti altri brand. #ingoodwetrust

 

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