Interview

MFW 2015: THE ETHICAL FASHION EVENT

MFW 2015: THE ETHICAL FASHION EVENT

Nella splendida cornice dello Chateau Monfort, in occasione dell’apertura della Milano Fashion Week, si è svolto il primo Ethical Fashion Event firmato Ethical-Code. Un evento d’eccezione, cruelty-free a 360°, che ha coinvolto brand e aziende etiche, raccogliendo numerosi consensi da parte di pubblico e stampa. Fieri di questo ambizioso traguardo, lo condividiamo con gioia con tutti voi! #ingoodwetrust

 

Post by Stefi

Video by MRK Productions – Dream&Dream

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HELLEN VAN REES: ALTA MODA SOSTENIBILE

HELLEN VAN REES: ALTA MODA SOSTENIBILE

Qualche settimana fa ho ricevuto una mail da una stilista d’alta moda, in cui si complimentava per il blog e per il messaggio positivo che con i nostri post cerchiamo di trasmettere. Al che, incuriosita e lusingata, le ho risposto per ringraziarla cogliendo chiaramente l’occasione per visitare il suo sito e… sorpresa! Come per magia sono atterrata in un mondo incredibile fatto di forme e di intrecci meravigliosi. Dovevo assolutamente sapere qualcosa di più riguardo a quest’ artista straordinaria, così ho deciso di intervistarla. Ed eccomi qui, pronta a raccontarvi il meraviglioso mondo della talentuosa Hellen Van Rees.

 

1. Che cosa ti ha spinto a creare collezioni basate sulla sostenibilità?

Durante il mio corso di laurea ero alla ricerca di una sostenibilità, di materiali etici e di benessere degli animali nell’industria della moda, ecc… intriducendoli nel mio lavoro, ma non in maniera così consapevole: il mio obiettivo principale era quello di creare materiali innovativi e trame interessanti. Quando ho realizzato la mia collezione finale al CSM per la tesi di laurea, le due realtà si sono unite. Sono stata la prima a laurearsi lì con una collezione sostenibile. Avevo sviluppato una tecnica per creare de tessuti, ricavati da filati sciolti e ricostruiti sulla base di cartamodelli. che una volta uniti davano un rislutato senza precedenti. I filati usati per realizzare la collezione provenivano da ritagli di tessuto, scarti, o vecchi scampoli recuperati dalle magliaie. Con questo metodo ero in grado di creare un tessuto ex-novo che avrei potuto declinare in altre texture, colori ecc.. per le successive collezioni e stagioni ed è grandioso perché mi permette inoltre di sperimentare e innovare. In quanto creatrice, sento di avere una grande responsabilità nei confronti dell’ambiente perché determinate scelte di mercato, finalizzate a lanciare un prodotto, creano a loro volta una richiesta da parte dei consumatori. Queste scelte dovrebbero essere quindi il più consapevole ed ecologico possibile. Non sempre i miei clienti comprano le mie collezioni per un discorso di sostenibilità, ma quando se ne rendono conto apprezzano ancora di più il capo acquistato, attribuendogli maggior valore.

 

2. Che cosa significa per te “moda sostenibile”?

E’ un discorso ambiguo. Quando ci si addentra sempre di più nel mondo della sostenibilità, il concetto diventa piuttosto complicato e contraddittorio. Nella sostenibilità rientra l’ecocompatibilità, così come il commercio equo e il rispetto per gli animali. Sono tutte realtà diverse e alcune di esser possiedono delle certificazioni. Mentre altre iniziative più piccole, essendo sottodimensionate, non possiedono alcuna certificazione. Ma spesso sono più veritiere e trasparenti delle filiere cerificate. A volte capita che un tessuto sia totalmente ecologico, equosolidale ecc.. ma per averlo di un determinato colore è necessario tingerlo e magari quella particolare tinta non è ancora stata realizzata in maniera sostenibile, oppure i tempi di consegna sarebbero troppo lunghi… Ed ecco che il discorso di sostenibilità viene in parte vanificato. Il processo di produzione può essere molto frustrante non essendo ancora organizzato come le altre catene di approvigionamento tessile e le opportunità non vengono sviluppate come dovrebbero. Il problema può essere risolto soltanto con la presenza sul mercato di più aziende che realizzino prodotti moda in maniera realmente sostenibile. Mi capita in alcuni casi di dover fare delle scelte contrastanti in maniera estremamente consapevole, e non soltanto perché mi piace o meno un materiale, e probabilmente finisco per sentirmi molto più in colpa rispetto ad uno stilista che sceglie i materiali solo sulla base di un fattore estetico, senza ulteriori approfondimenti. D’altro canto, trovo gratificante sapere che sto facendo del mio meglio per creare prodotti che non abbiano un impatto sull’ambiente, rispettando le condizioni di lavoro delle perone e il benessere degli animali.

 

3. Mi piace molto Iris Van Herpen e il suo stile creativo. So che hai collaborato con lei, non è vero? Raccontaci com’è stato lavorare al suo fianco e se il suo stile in qualche modo ha influenzato le tue collezioni.

Sono stata stagista nel suo studio per un breve periodo di tempo, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, prima che diventasse molto famosa. Eravamo nel suo studio ad Arnhem, lei non aveva ancora iniziato a stampare in 3D e aveva creato alcune delle sue meravigliose sagome (quelle che poi l’hanno resa celebre) interamente a mano. Le trovo ancora molto interessanti ed è proprio per questo che ho voluto fare quello stage con lei, pur essendomi già laureata e non necessitando di punti extra sul curriculum universitario. Era affascinante vedere come venivano create le sagome da elementi in realtà molto semplici (un abito basic, una gonna o un top), trasformandoli in qualcosa che somigliava molto ad una scultura. Il sottile confine che esiste tra scultura e capo d’abbigliamento è un concetto che ho assimilato e riportato nella mia collezione di laurea e nelle seguenti. Da un pò di tempo mi sono discostata da questo stile, concentrandomi più sulle texture contrastanti e sulle proporzioni, per ottenere un look classico ma contemporaneo.

 

4. Come descriveresti il tuo stile personale?

Mi piacere avere delle linee di base: quando sono in studio e devo lavorare adotto un look piuttosto comodo, quasi trasandato. Quando invece presenzio ad un evento di solito indosso una delle gonne della mia collezione, abbinandola ad una t-shirt nera, una bella collana, rossetto rosso, eyeliner nero, scarpe col tacco o, se posso evitare, sandali bassi o sneaker.

 

5. Sei vegetariana?

Non sono vegetariana, anche se mangio pochissima carne. Credo più nel consumo moderato piuttosto che nell’eliminazione totale di interi gruppi alimentari.

 

6. Quali sono i tuoi sogni per il futuro della moda etica?

Mi auguro che il settore moda diventi sostenibile, spero che la filiera cambi così che le piccole imprese ed i consumatori possano effettivamente vedere da dove provengono i loro prodotti e come sono stati realizzati.

 

7. Esprimi tre desideri…

Realizzare. Pensare. Creare.

 

Hellen Van Rees presenterà la sua nuova collezione P/E 16 presso lo showroom Avant-Premiere dal 17 al 23 Settembre, in occasione del prossimo London Fashion Week.

#ingoodwetrust

 

Post by Stefi

Moodboard by Marta

Photo by Hellen Van Rees Archive

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