BAIJI: PICCOLI PASSI VERSO LA CONSAPEVOLEZZA

 

 

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BAIJI: PICCOLI PASSI VERSO LA CONSAPEVOLEZZA

Di recente sono stata per la seconda volta al MiVeg, un festival etico decisamente interessante incentrato sul rispetto della vita e sulla consapevolezza. Quest’anno si è svolto nella splendida Villa Arconati di Bollate, una location davvero incantevole nonostante la pioggia scrosciante. Personalmente adoro queste manifestazioni: vado matta per bancarelle, incensi, stuzzichini e monili vari!  Si curiosa, si assaggia, si sperimenta e si ascolta tutto quello che di nuovo ha da offrirci il mondo veg ed è molto utile per scovare prodotti alimentari sempre nuovi da introdurre nella nostra dieta, in sostituzione di carne, pesce o formaggi. Inoltre si scoprono ottimi prodotti biologici non testati sugli animali, per la casa, per la cucina, per la cura del viso e del corpo. Per non parlare dei cosmetici. E a quale donna non piace sperimentare nuovi profumi, consistenze e colori? Si comincia provando un rossetto così, per curiosità, e si finisce andando via mezz’ora dopo con un sacchetto pieno di trucchi e cremine per un anno! – Oh, sì! – Quello che manca però in queste manifestazioni, a mio parere, è una valida proposta di abbigliamento e accessori cruelty-free, facilmente portabili anche nella quotidianità. Voglio dire, non è detto che io voglia necessariamente vestirmi da “elfo” o da “santone” solo perché ho scelto di essere vegana. O di voler andare per forza al lavoro o a un incontro importante indossando tuniche multicolor e calzature improbabili, dalle forme più disparate! A volte guardo certe scarpe e mi chiedo come sia possibile che aziende etiche 100% Made in Italy, piene di entusiasmo e buoni propositi, in grado di scovare eccellenti materiali traspiranti, ecosostenibili e animal-free, supportate per giunta da eccellenti artigiani, non facciano la cosa più banale del mondo: sfogliare una rivista di moda… Ci avete mai fatto caso? In circolazione si trovano modelli agghiaccianti che nemmeno mia nonna avrebbe indossato! Eppure non ci vuole tanto: di edicole è pieno il mondo, signori miei! E per i più pigri che volessero comunque aggiornarsi sulle tendenze di stagione, esiste Internet… che è anche gratis! Per non parlare poi della linea bambino, semplicemente inesistente. E dire che i bambini sono il futuro, sono gli adulti di domani, quelli a cui toccherà prendere in mano il pianeta e risanarlo dai danni e dagli abusi perpetrati per secoli dalle precedenti generazioni. Io mi domando: ma non sarebbe logico educare i bambini al rispetto fin da piccoli? Alla consapevolezza, all’empatia, al consumo intelligente? Che senso ha che avvicini mio figlio a una dieta vegana, spiegandogliene l’importanza, ma che poi sia costretta a contraddirmi facendogli indossare un paio di scarpe di pelle…? Eh già, ma se non trovo un’alternativa valida, non metto a rischio la salute del mio bambino. Chiudo un occhio e mi butto sul “vero cuoio”… Ma una scarpa non vale più di una vita. E come primo step per diventare vegani, io suggerisco sempre di partire proprio smettendo di acquistare prodotti di origine animale violenta come pelle, pellicce, piuma d’oca e seta per amentare la consapevolezza. Il cibo verrà da sé… In fondo nel 2016 abbiamo decine di alternative vegetali più salutari, ecosostenibili e innovative per sostituire il cuoio, che non contemplino sfruttamento, sofferenza e morte di un essere vivente. E allora perché? Perché non partire proprio dai bambini? Forse perché è complicato, penseranno alcuni. In effetti le calzature da bambino sono le più difficili da realizzare: necessitano di accortezze e di plantari specifici che le scarpe da adulto non richiedono (o meglio, non richiederebbero…). E’ una sfida che quasi nessuno accetta di raccogliere. Ma per fortuna qualcuno che ha scelto di mettersi in gioco c’è. E proprio al MiVeg ho incontrato loro, due donne – come spesso accade nelle storie più belle – che hanno da poco lanciato la loro start up di scarpe per bambino (e non solo) 100% cruelty-free… E vi dirò di più: sfogliano persino delle riviste di moda! ^_^ Infatti si vede, perché le loro scarpe sono bellissime, oltre che comode, anatomiche e cruelty-free. Nunzia e Roberta, fondatrici del brand Baiji Vegan Shoes, hanno scelto di seguire un sogno e di fare qualcosa di concreto per cambiare una realtà che non condividevano più, rispettando natura e animali, che amano profondamente. Si sa, la passione è il motore di ogni cosa: ci permette di affrontare la fatica, le avversità e gli imprevisti mantenendo comunque un approccio positivo e sorridente. E loro sono proprio così: positive e sorridenti. “In molti casi non siamo state apprezzate, comprese, supportate. A volte ci hanno persino derise” – confessa Nunzia – “Ma non importa. Ci basta sapere che quello che stiamo facendo è giusto per non perdere la grinta e la determinazione. E così, a piccoli passi, andiamo avanti.”

E noi speriamo che questi passi, anche se piccoli, le portino sempre più lontano. Dicono che nel business del commercio non ci sia spazio per i sentimenti, per il rispetto, per l’eticità… Io non ne sarei così sicura. #ingoodwetrust

 

Post by Stefi

Image sourse: Baiji Vegan Shoes

Color correction: Dario Agrillo

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