August, 2015

TIZIANO GUARDINI: LO STILISTA DELLA NATURA

TIZIANO GUARDINI: LO STILISTA DELLA NATURA

Una giacca di aghi di pino o un abito di corteccia? why not! Tiziano Guardini, talentuoso Fashion Designer è in grado di armonizzare elementi di una natura selvaggia attraverso l’eleganza delle forme.

Nato a Roma negli anni ottanta e formatosi all’Accademia Koefia, dopo alcune collaborazioni inizia ad essere recensito dalla stampa nazionale e internazionale, con menzioni da parte del NY Times, Vogue, Interview, Corriere della Sera, per citarne alcuni. Nel 2012 Tiziano viene invitato ad esporre durante un evento presso la Royal Albert Hall  di Londra; nel 2014 è ospite delle Nazioni Unite a Ginevra in occasione dell’evento “Fashion for forest and forest for fashion”. Ultima in ordine di tempo è la sua partecipazione alla mostra “l’eleganza del cibo, tales about food and fashion” presso il Museo dei Mercati di Traiano a Roma con un abito scultura realizzato mediante il ricamo di radici di liquirizia.

Ma non è solo haute couture: Tiziano veste e disegna una donna contemporanea e consapevole, proiettata nel contesto urbano senza dimenticare il forte attaccamento con la Terra. La collezione fw 2016/17  “Three days to butterfly” esprime una necessità di bellezza orientata verso il rispetto di tutti gli esseri, la sostenibilità e l’armonia. Il messaggio è indirizzato a ciascuno di noi e per esprimerlo al meglio ha scelto di realizzare alcuni capi con la seta Aimsha o Gandhi silk, seta ottenuta solo dopo che la larva ha completato la propria metamorfosi; la difficoltà di lavorare un filo spezzetato produce un tessuto più irregolare e unico nella tessitura, ad oggi difficile da trovare. Etico può essere bello?  Tiziano ne è un esempio. #ingoodwetrust

 

Post by Maria Chiara

Moodboard by Stefi

Photo by Fabio Bozzetti and Tiziano Guardini Archive

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BIANCO ESTATE: UN EVERGREEN

BIANCO ESTATE: UN EVERGREEN

Ad un giorno da Ferragosto, festa d’estate per eccellenza, tappa d’obbligo delle nostre vacanze, ci si prepara ad una serata speciale magari attorno ad un tavolo in compagnia dei nostri amici; oppure in riva al mare col nostro lui e un romantico falò; o in una piazza, tra musica, banchetti e fuochi d’artificio. Qualunque sia la situazione la parola d’ordine è ‘white’, da sempre un evergreen degli outfit estivi. Quest’anno però gli stilisti suggeriscono di abbinarlo a gioielli o accessori turchesi, azzurro cielo, acquamarina o blu elettrico, altro colore di tendenza che ritroveremo anche nella nuova stagione A/I. Via libera quindi agli ampi pantaloni palazzo, abbinati a crop top di pizzo o in cotone basic; a lunghi abiti impalpabili di lino, cotone, canapa o organza, impreziositi da un monile o da una borsa di turchese; ottimo anche l’abbinamento catsuit e zeppe oppure shorts bianchi e t-shirt in neoprene super glam, purché il colore predominante sia sempre il bianco. E per chi invece avesse già terminato le proprie vacanze tornando alla vita quotidiana e al proprio lavoro…? Niente paura: questi abbinamenti sono perfetti anche in città dalla mattina alla sera, per l’ufficio o l’apertitivo metropolitano, sia che siate ancora ambrate o che l’abbronzatura ormai rappresenti un lontano ricordo.

 

Post by Stefi

Moodboard by Marta

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CASTELLI: DI CARTA, DI PAGLIA, DI LEGNO, DI SABBIA

CASTELLI: DI CARTA, DI PAGLIA, DI LEGNO, DI SABBIA

Costruzioni leggere, a basso costo e di facile realizzazione in tempi rapidi. Ecco il progetto che lo studio di Shigeru Ban, archistar di fama internazionale, ha messo a disposizione della ricostruzione in Nepal. L’idea è tanto semplice quanto geniale: pareti perimetrali realizzate con telai in legno da riempire con i mattoni e le macerie del terremoto e copertura con travi tubolari in cartone reciclato locale. Una volta realizzata la struttura base, con il tempo le pareti possono essere sistemate e le macerie rimpiazzate.

Dalle vette del Nepal alle pianure dell’Olanda. Il giovane architetto Arjen Reas ha progettato un’abitazione privata a partire da un materiale povero e locale come la paglia, di cui erano costruiti i tetti delle case, ma con un design minimal. Modernità e tradizione si incontrano in un connubio di raffinata bellezza. La paglia è uno dei materiali della bio-architettura in quanto è ottimo isolante termo-acustico, regolatore dell’umidità interna, valido materiale dal punto di visto sismico e, strano ma vero, la paglia pressata ha una buona resistenza al fuoco.

Una cupola geodetica è una struttura emisferica composta da una rete di travi a formare un reticolo di triangoli accostati. Una costruzione complessa, riservata a supertecnici e dall’aspetto un po’ freddo e high-tec. Chris Jordan and Mike Paisley —i creatori di ‘hubs’ — hanno ideato questo kit per una autocostruzione di una cupola (o semi-cupola a seconda delle esigenze) in legno. Il concetto base è semplice e alla portata di tutti: nodi in plastica ai quali incastrare i bastoni di legno. In 10-15 minuti è possibile innalzare una struttura base. La compatibilità con qualsiasi tipo di legno conferisce un aspetto molto naturale alla costruzione, quale complemento a un giardino per una serra, un pollaio, un dehors.

Cupole di legno e cupole di sale. Il Saltyigloo è un esperimento di stampa 3d a partire da sale raccolto localmente nella Baia di San Francisco. La struttura è leggera e resistente. Il sale è mescolato a colla speciale che lo rende waterproof, traslucente e economico. Questo igloo è stato costruito con 336 pannelli che ricordano la forma cristallina del sale tenuti insieme da tiranti in alluminio, che rendono il guscio estremamente resistente e flessibile.

E dalle costruzioni in carta, in paglia, in legno, in sale… non poteva mancare il castello…di sabbia estivo! Come costruirlo? Ciascuno ha la sua teoria, ma un parere di un esperto si può sempre ascoltare. Renzo Piano intervistato dal The Guardian ha risposto così:
1. Deve essere chiaro che costruire un castello di sabbia è un’operazione del tutto inutile. Non aspettatevi troppo; scomparirà poco dopo, in primis perché non ha senso fare un castello troppo lontano dalla spiaggia. Il fatto che vi sia una sorta di rapporto tra il castello di sabbia e l’acqua è più importante di quanto si possa immaginare. Studiate le onde e successivamente decidete dove posizionare il vostro castello: se troppo vicino al mare, sarà immediatamente distrutto; se troppo lontano, non avrete l’acqua con cui flirtare.
2. Iniziate a scavare un piccolo canale laddove le onde hanno reso la sabbia umida. Usate le mani. Usate la sabbia fino a creare la struttura del castello, che deve inizialmente sembrare una sorta di piccola montagna, con una inclinazione ideale di 45 gradi.
3. Create un ingresso scavando all’interno che permetta al mare di accedervi. Il momento magico è quando le onde arrivano e creano un fossato. Se il castello si trova in una buona posizione, dovreste riuscire a vedere l’acqua scorrere per circa 10 o 15 minuti. Per catturare l’immagine nella vostra memoria in modo rapido, chiudere gli occhi non appena l’acqua entra.
4. Successivamente posizionate una piccola bandiera, o qualsiasi altra cosa troviate, sul castello di sabbia, giusto per renderlo visibile alle persone che corrono sulla spiaggia. Poi andate a casa e non voltatevi.
Buone vacanze!

 

Post by Alice

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SILVIA BECCARIA: GORGIERE CONTEMPORANEE

SILVIA BECCARIA: GORGIERE CONTEMPORANEE

Problemi con lo stile? Indossa una gorgiera! Sì, avete letto correttamente: le gorgiere fecero la loro comparsa nel Cinquecento ma fu il secolo successivo a vedere protagonisti questi colletti alla spagnola realizzati in candida tela inamidata che in Italia furono chiamate “lattughe” per la loro forma che ricordava l’insalata.

Silvia Beccaria, dopo un percorso di studi incentrato sull’arte-terapia, si è specializzata nella Fiber Art, corrente che indaga l’uso di materiali fibrosi e nell’utilizzo del telaio. Per le sue opere, create filo dopo filo, la definizione di “fibra” viene estesa sino ad includere prodotti industriali, anonimi, marginali, come pvc, gomma, plastica, lattice, poliuretano, ai quali parrebbe difficile attribuire qualità estetiche ma che possiedono un comune denominatore: la loro “tessibilità”. I materiali scelti per le loro caratteristiche di consistenza, elasticità, trasparenza e colore, sono imprigionati dall’ordito e, al tempo stesso, lasciati liberi di muoversi così da creare un effetto di tridimensionalità che ne costituisce il fascino. Opere tessili (arazzi, e sculture) e gioielli contemporanei ispirati alle gorgiere storiche.

Tutti Frutti, ultima in ordine di tempo, presenta una natura che si trasforma in trasparenze di resine colorate, gialli luminosi, rossi e verdi lucenti. Cibi da indossare che diventano espressione di ciò che si è, di un individuale mondo interiore preziosamente unico, segni di una ricerca di corrispondenze tra realtà ed eleganza della forma, di feste, di sapori e d’invenzione creativa.

Poche altre parole sono necessarie, tanta è la loro bellezza; accessori ideali per valorizzare se stessi senza prendersi troppo sul serio. Sarete notati per forza!

 

Post by Maria Chiara

Moodboard by Stefania

Photo by Alessia Micheletti – Mariano Dallago – Silvia Paganino

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JULIAN HAKES: ESTETICA E DESIGN

JULIAN HAKES: ESTETICA E DESIGN

A vederle sembrerebbero delle piccole sculture, oppure delle bucce di limone arrotolate come quelle che si mettono nei cocktail… e invece sono scarpe. Eleganti, futuristiche, leggere e coloratissime le Mojito, firmate Julian Hakes, sono anche inaspettatamente comode. Nate infatti dopo un attento studio del designer londinese sulle impronte lasciate sulla sabbia, queste calzature sfruttano il naturale appoggio del piede su punta e tallone, lasciando completamente libero l’arco plantare. Il tacco largo e le avvolgenti imbottiture interne fanno il resto. Adatte ad una serata speciale, valorizzano anche all’abito più semplice con un tocco di colore: in versione matt, lucida, con strass, natural o fluo, ne esistono molteplici varianti e le potete trovare su numerosi store on-line, anche a prezzi decisamente convenienti. Create con resine plastiche e rivestimento in tessuto, queste scarpe rispecchiano perfettamente la filosofia di questo blog che si impone di unire sempre etica, estetica ed innovazione in un solo concetto inscindibile.

 

Post by Stefi

Moodboard by Marta

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