NEOPRENE: NUOVI ORIZZONTI TRA MODA E DESIGN

NEOPRENE: NUOVI ORIZZONTI TRA MODA E DESIGN

Indossereste una muta da sub per uscire a cena? Scegliereste il neoprene per l’abito da sposa?
Prima di rispondere date un occhio alla nuova tendenza che sta portando materiali un tempo destinati al mondo dello sport specializzato a quello della moda e del design.
Neoprene, altrimenti noto come “tessuto scuba” o in maniera più tecnica opolychloroprene è una gomma sintetica inventata dalla DuPont negli anni Trenta.
E’ un materiale duraturo, flessibile, facile da lavorare, isolante, resistente all’acqua e ai raggi UV, morbido e liscio al tatto ma al tempo stesso compatto. Usato come tessuto da abbigliamento per la prima volta negli anni Cinquanta da due fratelli californiani patiti del surfing solo negli anni Ottanta, il neoprene è ha iniziato a contaminare il mondo dell’abbigliamento “streetwear”. Oggi si può dire che la “neoprene-mania” ha contagiato i più svariati campi di applicazione. Qualche esempio interessante.

Neò, un marchio italiano diventato “un caso”, per essere riuscito a sbarcare in poco tempo negli shop del Moma e del Guggenheim a New York. Un team tutto al femminile lavora all’uncinetto, a maglia, al telaio, secondo le tecniche tramandate dalle nonne, preziose depositarie della tradizione, creando gioielli particolari, borse e pochette.
Ho la fortuna di possedere una pochette Neoshop grigia lavorata a maglia, che custodisco gelosamente tanto è bella e morbidosa, ideale per un aperitivo o una serata speciale. Tubino nero e collana Neoshop? Versione rivisitata del giro di perle. Anche Audrey Hepburn approverebbe! Non avere un loro pezzo è da pazzi!

Da Marc Jacobs a Miu Miu; da Alexander McQueen a DKNY; da Yohji Yamamoto a Karl Lagerfield; da Armani a Givenchy; da Jean Paul Gaultier a Sadie Williams; da Fendi a Kenzo; da Versace a Zara; da Asos ad Alexander Wang… il mondo dei grandi della moda ha detto la sua. Ma ecco anche la versione young.
La designer ucraina Technogenesis nella sua collezione vincitrice del secondo premio al cocorso “look into the future” dell’Ukrainian fashion Week presenta una giaca con cappuccio realizzata dalla combinazione tra una parte inferiore “solida” in neoprene e una parte superiore traforata a laser.

Altrettanto incisiva la linea Provo-CUT della designer Zita Merényi, che ha ha sostituito le tradizionali cuciture con saldature a caldo dei pezzi di neoprene color grigio. L’effetto che ne deriva è una sorta cicatrice. Dice la stilista: “Questa è una collezione di cappotti nella quale utilizzo la saldature al posto delle linee d cucitura, che assomigliano a cicatrici, riflettendo sulle tracce temporanee e nel lungo periodo dell’uomo sul Pianeta Terra.”

Morbidezza e isolamento termico ne hanno fatto un materiale molto apprezzato anche per l’utilizzo come rivestimento di caraffe e termos per caffè. Due esempi: Menu Carafe disegnata da Jakob Wagner e la Caffè solo, un interessante sistema per un caffè all’americana senza il classico filtro di carta.

Nome davvero regale per la Prince Chair, disegnata da Louise Campell in occasione del concorso internazionale per la realizzazione di una sedia per il Principe di Danimarca. Composta da una seduta in neoprene e struttura in acciaio, la trama leggera che la caratterizza crea l’illusione di un foglio di carta ritagliato ed è stata realizzato attraverso moderne tecniche di taglio all’acqua e al laser. La sedia, prodotta da Hay, ha vinto diversi premi di design ed è esposta al MoMa di New York.

 

Post by Alice e Maria Chiara

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