OPIFICIO V: COLLEZIONE BLACK LABEL

OPIFICIO V: COLLEZIONE BLACK LABEL

Se vi dicessi che in Italia, patria della moda e degli accessori in pelle, esiste una realtà consolidata il cui successo dipende in primo luogo dall’abilità di mani esperte che producono scarpe preziose ma totalmente cruelty-free? Vi meravigliereste? Ebbene Opificio V (e la “V” sta proprio per Veggie) è la prova che quando i sognatori si mettono al lavoro i risultati sono stupefacenti. Alcuni giorni fa Maria Chiara, splendida new entry del team di Ethical-Code, è andata a scoprire questa incredibile realtà e a conoscere di persona la creatrice che ha dato vita a questo brand meraviglioso.

 

Incontro Paola, ideatrice e resonsabile di Opificio V, durante una afosa mattinata a Tradate, non lontano da Milano. Ho la fortuna di entrare nel suo warehouse, molto più casa che magazzino, dove la collezione è in attesa di estimatori. Tatto e vista potrebbero essere tranquillamente “ingannati”, tanta è la bellezza delle linee e la qualità dei materiali. Non vi è infatti traccia di finta pelle né di improbabili fac-simile, ça va sans dire! Sono colpita dalla collezione Black Label, diamante di punta del brand ed esito di un progetto importante di cui Paola mi racconta fiera. La costante ricerca di materiali altamente tecnici e sostenibili ha portato ad un risultato che è prima di tutto bello.
Ma se non è pelle, cos’è?
La nuova “pelle-vegan” composta da bio-poliolii derivata dai cereali, non produce emissioni di Co2 ed è totalmente waterproof, per questo preferita alla classica eco-pelle ricavata dal petrolio. Alcantara, cotone cerato e lino sono impiegati nelle tomaie. New entry il Legno, must have della collezione uomo, reso morbido e flessibile grazie a laserature e microincisioni tali da regalare alle calzature un effetto intrecciato meraviglioso. Lucky men!
E le suole? Biodegradabili per le sneaker e Gomma Vibram, praticamente indistruttubile. Mentre la mattinata volge al termine e mi avvio a riprendere la strada per Milano, Paola tiene a ribadire un concetto non banale; la produzione è marchigiana, terra dove i mestieri tramandati di generazione in generazione rappresentano ancora un elemento imprescindibile.

 

This bag belongs to a troublemaker, a rebel, a person crazy enough to see the world differently” (ossia: Questa borsa appartiene ad uno scapestrato, ad un ribelle, ad una persona abbastanza folle da saper vedere il mondo in modo diverso). Questo recita la shopper in edizione limitata che accompagna la consegna del prodotto. La rivoluzione del Made in Italy è in atto e testimoniarlo è un privilegio. #ingoodwetrust

 

Post by Stefi & Maria Chiara

Moodboard by Marta

Be first to comment